L’AQUILA – Garantire la continuità lavorativa del personale in servizio presso la Residenza sanitaria assistenziale di Montereale (L’Aquila), dopo i danni riportati dall’edificio a seguito delle scosse del 18 gennaio scorso e il trasferimento dei circa 60 pazienti presso altre strutture sanitarie, senza fare ricorso agli ammortizzatori sociali: è quanto emerso dalla riunione di ieri pomeriggio alla presenza del direttore generale della Asl Rinaldo Tordera, del sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi, del consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci, del consigliere comunale dell’Aquila Stefano Palumbo, del direttore d’area del Comune dell’Aquila Fabrizio Giannangeli, delle rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Nurseind, il sindacato degli infermieri, e di rappresentanti della Cooperativa Quadrifoglio che gestisce il personale sanitario.
Una riunione resa necessaria dalla situazione in cui versa la Rsa di Montereale, classificata B, cioè con danni lievi, per due su tre blocchi che compongono l’edificio e A, cioè interamente agibile per il terzo blocco, dopo le recenti scosse di terremoto che hanno avuto epicentro proprio nella zona e che deve essere oggetto di interventi di ristrutturazione.
“Si tratta di un percorso condiviso e concertato con tutti gli interlocutori, Asl, Comune dell’Aquila e di Montereale, sindacati e cooperativa – ha detto ad AbruzzoWeb Pierpaolo Pietrucci – La Rsa deve essere ristrutturata e per far questo abbiamo chiesto al governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso di adoperarsi presso il Governo centrale, affinché la Asl venga dotata degli strumenti per poter effettuare le procedure di gara con il carattere di urgenza e quindi in deroga. Questo per ridurre al minimo i tempi di attesa prima dell’avvio dei lavori di ristrutturazione, che altrimenti, seguendo le normali procedure, sarebbero molto lunghi”.
Già dal 18 gennaio scorso, dopo le nuove scosse, 45 dei pazienti ospitati nella Rsa sono stati trasferiti presso la casa di cura Villa Dorotea, a Scoppito (L’Aquila), i 4 in condizioni più gravi sono stati ricoverati presso l’ospedale regionale San Salvatore dell’Aquila, altri 5 assegnati a Casa Serena nel comune di Fontecchio (L’Aquila) e un solo paziente al momento è stato trasportato presso la struttura dell’ex Onpi all’Aquila.
“Nei prossimi giorni sarà fatta una serie di verifiche da parte dei tecnici dell’Asl e del comune dell’Aquila – ha confermato ancora Pietrucci – per stabilire se sia fattibile la proposta avanzata da Palumbo e dal direttore Giannangeli in rappresentanza del Comune, di mettere a disposizione i posti letto dell’ex Onpi per accogliere tutti i pazienti della Rsa di Montereale e riassorbire così tutti i lavoratori della cooperativa Quadrifoglio senza fare ricorso alla cassa integrazione. Se, come noi speriamo, le risposte saranno positive, nei giorni di mercoledì e giovedì prossimi, potremo già spostare tutti i pazienti fino alla copertura di 60 posti, nell’ex-Onpi”.
Proposte temporanee, comunque, in attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione dell’edificio di Montereale, quantificati in un importo di circa un milione di euro e con una stima dei tempi di lavorazione di circa sei- otto mesi.
“Il dato certo è che la Residenza sanitaria debba tornare a Montereale, nella sua sede – ha affermato ancora Pietrucci – e che il problema della sicurezza delle strutture sanitarie debba essere esteso a tutta la regione e affrontato a livello nazionale”.
La soluzione dell’ex-Onpi, evitando il ricorso agli ammortizzatori sociali, è stata “apprezzata e condivisa da tutti gli interlocutori – è stato il commento del consigliere comunale Stefano Palumbo – 36 posti sono disponibili da subito per accogliere i pazienti. La possibilità di averne altri a disposizione sarà valutata già a partire da venerdì mattina”.
Intanto dal 19 gennaio i dipendenti della cooperativa Quadrifoglio sono “ufficialmente in ferie, con lo spettro della cassa integrazione – ha sottolineato Fabiana Calabrese, coordinatore sanitario del personale in forza alla cooperativa Quadrifogli – Questa soluzione, anche se temporanea, consente di creare i presupposti per la continuità lavorativa dei dipendenti della Rsa di Montereale, sia pur con le difficoltà di gestione del monte ore tra lavoratori full time e part time”.






