ROMA – È corsa contro il tempo in Marocco per cercare di salvare le vite rimaste intrappolate dalla macerie del forte terremoto che nella notte tra venerdì e sabato ha causato oltre 2 mila morti.

“Le prossime 24-48 ore saranno fondamentali”, ha ricordato Caroline Holt, direttrice delle operazioni della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

“Gli sforzi di ricerca e salvataggio avranno la priorità, ovviamente, parallelamente all’assicurarsi che coloro che sappiamo essere sopravvissuti siano assistiti”, ha proseguito parlando ieri, secondo quanto riporta la Bbc. La situazione è critica nelle aree rurali dell’epicentro del sisma dove molte case, costruire con mattoni di fango, sono crollate e le strade di accesso ai villaggi restano ancora inaccessibili”.

Più di 300.000 persone a Marrakech e nei dintorni hanno bisogno di aiuto, afferma l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), sottolineando che “sta monitorando attentamente la situazione ed è pronto a fornire supporto”.

In precedenza l’Onu si è detta pronta ad “assistere il governo del Marocco nei suoi sforzi per aiutare la popolazione colpita”.

Migliaia di famiglie hanno trascorso la notte all’aperto in accampamenti improvvisati, allineati sull’erba fuori dalle mura della famosa Medina di Marrakech, dormendo sotto le palme per la paura di rientrare nelle case.

Questa mattina – riferisce la Bbc – hanno raccolto le loro coperte ma restano all’aperto, non ancora sicuri di quando potranno tornare a casa, dopo il forte terremoto che ha ucciso oltre duemila persone.