L’AQUILA – “Voglio organizzare una mostra di scultura durante la prossima Perdonanza Celestiniana per presentare le mie opere, su tutte quella di Celestino V”.
Questo l’appello lanciato dallo scultore aquilano Bruno Perrotti al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
Perrotti, 76 anni, è un aquilano verace che ha vissuto un’esistenza romanzesca: è stato pugile in gioventù, poi costruttore edile, quindi restauratore e in ultimo anche artista.
“Sono un aquilano puro – così si descrive – e ho sempre amato questa città, sia da sportivo che da costruttore: le mie realizzazioni nel quartiere Torrione e nei paesi dell’Aquilano hanno retto anche al terremoto del 6 aprile 2009 e tanta gente è poi venuta dopo a ringraziarmi: pensate che a Villa Sant’Angelo mia figlia si è salvata grazie alla scala costruita da me, che è l’unica cosa rimasta in piedi di casa sua”.
Come restauratore, Perrotti ricorda di aver partecipato “con il maestro Amleto Cencioni, pittore d’arte oggi scomparso, al restauro della Basilica di San Bernardino, nel 1964, fino alla cupola”.
Quanto alle sculture, “la mia passione è realizzare opere sulla Grecia Antica e la Roma Imperiale. Per esempio – elenca – Odisseo che frusta Tersite (scena tratta dall’Iliade di Omero, ndr). Ho anche scolpito la statua sul tema della maldicenza ‘Due teste in una con lingua biforcuta che distrugge la quiete dell’umanità’ per la Confraternita Balla che te passa degli amici Umberto Pilolli e il compianto Alessandro Orsini”.
Tra le ultime opere, proprio il Celestino V benedicente in abito pontificale, che ha ricevuto recensioni di prestigio.
“Il volto è sottile e scavato dalla sofferenza – ha commentato lo storico Raffaele Colapietra – ma non da anacoreta, bensì da solenne e tormentato sapiente, incorniciato da una breve barba grezza, anch’essa orientale, e con sguardo ispirato a benevolenza ma anche a severità e penetrante attenzione”.
“Bruno Perrotti – ha aggiunto la scrittrice Maria Grazia Leopardi – consegna alla storia un Celestino che ne esprime le caratteristiche salienti, che umile e grande lancia la sfida dell’Età dello Spirito oltre il suo tempo come da prima del suo tempo è stata profetizzata”.
Di qui la volontà di Perrotti di mettersi a disposizione della ricostruzione dell’Aquila con le sue conoscenze artigiane di restauratore e con la sua arte in mostra.
“Ho già mandato tutta la documentazione al presidente Chiodi, spero che mi prendano in considerazione”, conclude l’arrembante artista. (alb.or.)



