L’AQUILA – Progetti di coalizione in vista delle elezioni politiche di marzo, che rappresenti i territori e le criticità che vivono, un programma chiaro e trasparente in linea con i bisogni della gente, senza populismi, ma solo azioni concrete, la situazione del centrosinistra a livello abruzzese e italiano, in modo critico e autocritico.

Questi i temi al centro dell’incontro con la stampa, che si è tenuto nella sede comunale di Villa Gioia al’Aquila, richiesto dal segretario regionale e consigliere comunale dell’Italia dei valori (Idv) Abruzzo, Lelio De Santis e il segretario nazionale del partito, Ignazio Messina, che ha tenuto a precisare i numerosi interventi richiesti in Senato a favore della legalità e della trasparenza nel processo di ricostruzione, finiti in un cassetto.

“Abbiamo presentato in Senato un disegno di legge per una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla ricostruzione, istituita nel 2016, ma mai partita, perché per farla partire tutti i gruppi devono presentare il proprio rappresentante – ha dichiarato con rassegnazione Messina – Non si sa quale gruppo non abbia ancora presentato il proprio, perché il presidente del Senato non l’ha voluto rendere pubblico”.

Il segretario nazionale Idv, dunque, ha voluto chiamare in causa il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso: “Perché non è partita? Bisogna chiederlo a Grasso, che avrebbe il dovere di dire la verità”.

Secondo Messina, “per questo piccolo nodo la commissione non ci sarà mai, poiché il 4 marzo si vota e a fine legislatura, come da Costituzione, decade il disegno di legge. Insomma Grasso, nonostante sia considerato un campione di trasparenza – ha proseguito – questa volta preferisce tacere la verità. La commissione non verrà mai messa in moto, ma almeno vogliano trasparenza, per l’Idv e per gli abruzzesi. Noi crediamo nelle istituzioni e pretendiamo, a questo punto, che il presidente del Senato risponda, smentisca o dica ciò che deve dire, purché la verità venga a galla”.

Messina ha poi tenuto a fare il punto sul pensiero e la linea politica del partito, in vista delle elezioni politiche di marzo. “Al momento stiamo dialogando per una coalizione che abbracci un’area liberal-democratica, insieme a Beatrice Lorenzin e a Pier Ferdinando Casini e poi insieme a tanti sindaci e amministratori, con cui mettere in piedi un progetto politico, per costruire la nuova ipotesi di governo – ha annunciato – Sto girando l’Italia perché, nascendo come partito territoriale, per noi è fondamentale l’idea che se un Governo nazionale non rappresenta adeguatamente il territorio non serve a niente: le leggi nazionali ricadono inevitabilmente sul territorio regionale e comunale. Se non si conosce ciò di cui ha bisogno un territorio, ogni decisione presa risulterà essere inutile”.

L’Idv farà parte, in base a quanto dichiarato, della coalizione di centrosinistra, ma “con spirito critico, fungiamo da pungolo – ha voluto sottolineare Messina – abbiamo una visione più ampia di un grande progetto, di una costruzione di una grande coalizione, visto che la nuova legge elettorale ha riaperto questa strada”.

Poi un appunto sui personalismi, dove il segretario nazionale ha voluto puntare il dito soprattutto contro Matteo Salvini e il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo. “Non amiamo il populismo e i partiti personificati, come quello di Grillo e Salvini – ha spiegato – Noi privilegiamo le idee, per questo abbiamo deciso di togliere il nome dal simbolo ed è forse questo il motivo per cui ‘non siamo simpatici’ alla stampa nazionale, perché la verità a volte è scomoda e noi preferiamo che venga sempre a galla”.

Un consenso, dunque, che si costruisce con le idee, ma che spesso resta vittima della “lenta burocrazia italiana”, come per esempio un altro disegno di legge, presentato dall’Idv in Senato, finito tra le carte e che non vedrà mai luce.

“Avevamo presentato, più di un anno fa, un disegno di legge di iniziativa popolare al Senato, con oltre due milioni di firme, sulla legittima difesa, perché crediamo che tutti i cittadini siano liberi di difendersi in casa propria – ha spiegato ancore il segretario nazionale – finita, anche questa, nel cassetto della Commissione giustizia”.

“Il tema centrale è che la politica non può prendere in giro i cittadini: il Movimento cinque stelle e il gruppo Noi con Salvini, con il loro populismo non sono riusciti a far uscire due milioni di cittadini dalle proprie case per le iniziative popolari. Noi sì, ma nonostante questo – conclude Messina – quelle firme diventeranno ‘carta straccia’ al termine della legislatura”.

L’Idv, dunque, ha scelto L’Aquila per fare il punto sui grandi temi di attualità, con un ‘mea culpa’ sull’esito delle elezioni amministrative di giugno in Abruzzo, che “hanno mostrato una forte crisi di tutto il centrosinistra e la conseguente vittoria del centrodestra in molti comuni, come per esempio all’Aquila”, ha detto De Santis.

“L’Italia dei valori c’è, esiste nonostante cerchino di oscurarci soprattutto a livello nazionale, perché siamo una voce scomoda anche all’interno del centrosinistra, ma l’intransigenza in Italia non viene ripagata – ha dichiarato De Santis –  tanto fumo si è alzato anche all’Aquila, dove imperversano i populismi, trascurando i valori e gli ideali, noi vogliamo essere uno dei pochi partiti che non hanno un nome, non siamo personalizzati, perché crediamo che le battaglie debbano essere intraprese solo per l’interesse della gente”.

“In Abruzzo il centrosinistra è uscito sconfitto dalle ultime elezioni – ha ricordato il segretario regionale – dobbiamo fare un autocritica: molto hanno inciso le divisioni interne del Partito Democratico, la fusione tra ex comunisti ed ex democristiani non ha funzionato, ma anche il centrodestra non gode di ottima salute, con l’amministrazione di Teramo in crisi, insomma, è una situazione difficile per la politica in generale”.

De Santis non risparmia il Movimento cinque stelle “nato da una costola dell’Idv”, secondo il segretario, “almeno per quanto riguarda le idee e i valori, che poi un comico è riuscito a veicolare a livello nazionale”.

Infine, forte della presenza del partito anche in Consiglio regionale con il vice presidente vicario, Lucrezio Paolini (Idv), fa il punto sulla situazione nella regione Abruzzo, puntando il dito contro una politica troppo personale e il presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso: “Allo stato attuale ci sono attività tra luci e ombre: c’è mancanza di collegialità, non si condivide a tutti i livelli,  abbiamo gestione troppo accentratrice, con un presidente di Regione che è ‘padre padrone’, che vuole fare tutto ciò che crede, senza ascoltare i partiti che lo hanno sostenuto. So che ci sono delle difficoltà, dei buchi di bilancio, che è stato ridotto a 750 milioni, ma è comunque una gestione sbagliata, non esiste uno solo al comando”.

E chiude con un pensiero alle prossime elezioni politiche: “In previsione delle elezioni con il nostro un per cento a livello nazionale, possiamo essere decisivi in molti collegi, con questo sistema elettorale c’è bisogno di una coalizione, bisogna ripulire e motivare il centro sinistra e noi possiamo farlo”, conclude il segretario regionale dell’Idv.