L’AQUILA – Sono circa 250 le persone che hanno deciso di trascorrere la notte nelle otto aree di accoglienza che il Comune dell’Aquila ha riaperto ieri dopo la generalizzata psicosi innescata da alcune lievi scosse registrate nella notte tra giovedì e venerdì.
“La città ha reagito bene, le presenze sono state contenute rispetto alla scorsa settimana quando furono 2.500 gli assistiti”, dice la dirigente Enrica De Paulis dirigente dell’ufficio comunale di Protezione civile e coordinatrice del Centro operativo comunale (Coc).
Molti hanno comunque deciso di lasciare la città, magari spostandosi nelle case al mare, ma “di questo dato non abbiamo contezza”, dice.
Situazione tranquilla testimoniata anche dal fatto che “non c’è stata nessuna segnalazione al Coc – dice – mentre il 18 gennaio (giorno delle forti scosse di terremoto a Montereale, ndr) non si faceva in tempo a rispondere”.
“Alcune aree di accoglienza erano rimaste operative mentre altre le abbiamo riaperte. Non le terremo certo aperte ad oltranza, ma all’evenienza le apriamo con facilità – spiega – perché oltre ai circa 80 dipendenti comunali impegnati nell’emergenza abbiamo una fitta rete di associazioni di volontariato con la quale siamo collegati anche via radio”.
Squadre del Coc sono intanto impegnate, tra le altre cose, nel controllo dei Musp (moduli ad uso scolastico provvisorio), in vista della riapertura delle scuole prevista, salvo ulteriori ordinanze, per mercoledì 1 febbraio.
Sul fatto che sul portale istituzionale del Comune fossero oscurati, e quindi inutilizzabili, i numeri di cellulare dei componenti del Coc, la De Paulis spiega che si tratta di numeri spesso privati e non di servizio, mentre è sufficiente contattare il numero fisso 0862-312887 dotato di diverse linee e quindi facilmente raggiungibile. (m.sig.)



