L’AQUILA – “Abbiamo paura di una seconda casa dello studente, è vero che sono state allestite le tendopoli?”.
Di questo tenore le tante telefonate di terrorizzati e confusi genitori di fuorisede che studiano all’Aquila, ricevute tra ieri e oggi dai centralini della polizia Municipale del capoluogo.
Dopo essere venuti a conoscenza dello sciame sismico di questo fine settimana, cominciato nelle prime ore di domenica con una scossa di magnitudo 3.7, ora temono un nuovo, distruttivo terremoto.
Quanto comunicato dall’amministrazione comunale dell’Aquila, cioè che sono state allestite tre tende riscaldate per le emergenze, ha intimorito ulteriormente tutti quei genitori che hanno i figli a studiare nell’ateneo aquilano.
La realtà dei fatti è questa: dal 7 ottobre 2009 è iniziato il lento smantellamento delle tendopoli, che nulla c’entrano con le tende riscaldate di cui si parla ora, mentre il piano di protezione civile prevede aree permanenti con strutture di accoglienza in caso di emergenza, per ospitare tutti quei cittadini che, in caso di scosse, decidessero di rimanere a dormire fuori casa.
Un’altra tenda, e non tendopoli, è stata allestita in questo fine settimana proprio in seguito a quest’ultimo evento sismico, come spiegato dall’assessore al ramo Roberto Riga. Sara Ciambotti



