L’AQUILA – “Il terremoto che ha colpito pochi giorni fa una parte del Centro Italia è addirittura più grave di quello dell’Aquila e di una parte d’Abruzzo del 2009. Ciò non toglie che anche questa è stata un’occasione di passerella per certi politici”.

Così Sergio Tiberti, docente di Igiene del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab) dell’Università dell’Aquila, sul terribile sisma che lo scorso 24 agosto ha devastato diversi comuni del centro Italia e causato circa 300 morti.

“Non riesco a capire come mai in tutte le trasmissioni sia stato chiamato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente – polemizza Tiberti – I terremoti in questione sono diversi e riguardano diverse identità specifiche. Come al solito, quando capitano certe disgrazie, i politici vogliono fare solo passerella”.

Per il prof “basta guardare alla presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha un incarico istituzionale e che in un simile caso non ci azzecca niente, come direbbe Antonio Di Pietro. Ma visto che è nata a Macerata, e li eletta, ha partecipato a delle riunioni tecniche per la parte di sisma che ha toccato le Marche”.

“Vedo invece con piacere il comportamento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha dato un vero conforto cristiano ai parenti delle vittime del terremoto”, prosegue il professore.

“D’altra parte lui appartiene a una cultura democristiana. Non a caso, la Protezione civile è stata fondata da un certo Zamberletti, democratico cristiano – aggiunge – E da Zamberletti in poi sono stati attivati tutti quei meccanismi che col tempo hanno portato la Protezione civile italiana ad essere una delle migliori del mondo”.

Per Tiberti, “se i media non dessero spazio alle passerelle politiche, queste ultime diminuirebbero. Mi sembra poi che Cialente abbia parlato di ‘modello L’Aquila’ per affrontare il post-sisma del Centro Italia, ma è lo stesso modello L’Aquila che, a più di sette anni dal terremoto, non mi permette ancora di rientrare nella mia abitazione in centro storico, abitazione in un palazzo di cui non si sa nulla?. Mi sembra che l’invito di Cialente sia stato rinviato la mittente dal sindaco di Amatrice”.

“Fortunatamente – dice ancora il professore universitario – la politica nazionale va dritta verso il sistema Friuli ed Emilia Romagna, che furono un esempio di ricostruzione virtuosa, di ‘com’era e dov’era’. In tal senso, anche le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, vanno in quella direzione – rimarca – Ed è quasi inutile ricordare che nel caso del sisma in Friuli, al di là della grande importanza di una popolazione forte, onesta, seria, robusta, governava la Dc”.

“E bisogna pure fare un giusto richiamo a Norcia, dove non è venuto giù neppure un fabbricato, dunque la scelta della prevenzione, neanche costosa, ha dato i suoi frutti. Mi auguro dunque che si seguano i buoni esempi di ricostruzione, anche perché di cattivi ce ne sono già troppi, non ultimo la scuola crollata ad Amatrice”, continua ancora.

Un ultimo punto, afferma ancora, “vorrei riservarlo all’ignoranza sulla definizione di new town dell’Aquila. In questi giorni i media, ma anche politici navigati, ne parlano a sproposito, senza capire di cosa si parla. Per L’Aquila non è stata costruita nessuna new town, sono state costruite delle palazzine antisismiche. La new town è una città totalmente ricostruita altrove, in zone meno pericolose, con criteri antisismici”, evidenzia.

“Nulla a che vedere con i Progetti C.a.s.e., conosciute come ‘case di Berlusconi’. Forse sarebbe il caso di ascoltare di più gli uffici stampa”.

“Non va dimenticato infine che in questo sisma, i cittadini residenti sono pochissimi. Dunque, andrebbe data priorità alle case realmente abitate, per poi proseguire con seconde e terze abitazioni – ipotizza – Per queste ultime, c’è bisogno di una legge che preveda la ricostruzione finanziata al cento per cento”.

“Vedo anche con piacere che la mia previsione di risanamento antisismico proiettato in 20 anni è di fatto l’intendimento governativo. È l’unico modo per supportare economicamente tale operazione – conclude –
E le procure che si sono mosse per questo terremoto si muovano con celerità e risolutezza”.