NAPOLI – Paura nella notte ai Campi Flegrei per una fortissima scossa di magnitudo 4,4 che all’una e 25 è stata avvertita distintamente anche a Napoli e ha svegliato gran parte della popolazione. A Pozzuoli la gente si è riversata in strada, nonostante la pioggia battente.

Alla scossa principale ne sono seguite altre sei, la più forte delle quali, di magnitudo 1.6, è stata registrata alle ore 1.40. L’ultima, alle 3.26, è stata di magnitudo 1.

Insieme alle prime segnalazioni di cadute di calcinacci che hanno sfondato i parabrezza di diverse auto parcheggiate, è arrivato l’allarme per il crollo del controsoffitto di un’abitazione. I Vigili del Fuoco sono intervenuti e hanno estratto dalle macerie una donna, rimasta ferita in modo non grave.

A Bagnoli, nell’area orientale di Napoli, i Vigili del Fuoco hanno estratto dalle case alcune persone rimaste bloccate ai piani superiori perché a causa del sisma le porte d’ingresso non si aprivano. Sempre a Bagnoli il terremoto ha danneggiato il campanile della chiesa di Sant’Anna, da cui si sono staccati dei calcinacci.

ll terremoto è legato al ritmo più rapido con il quale il suolo si sta sollevando: “recentemente si è triplicata la velocità di sollevamento del suolo, passando da 1 a 3 centimetri al mese”, ha detto all’Ansa Francesca Bianco, direttrice del dipartimento Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Di conseguenza “quanto è avvenuto la notte scorsa non è inaspettato, anche se non è possibile stabilire quando arriverà un terremoto né quale intensità avrà”, ha detto Bianco. “E’ in corso un’uteriore intensificazione della crisi bradisismica rispetto al 2023”, ha aggiunto. “Non abbiamo assolutamente evidenze di magma a bassa profondità”, ha detto ancora l’espeta riferendosi a quella che è una condizione considerata “un segnale tipico di un eruzione”.

“Verifiche sono state fatte nei mesi scorsi e per edifici fatiscenti sono state emanate ordinanze, e i proprietari stanno provvedendo. Le scuole sono monitorate e non abbiamo significativi elementi di preoccupazione. Oggi saranno aperte”.  ha detto a Rainews 24 Sabino Antonio, sindaco di Quarto, comune del napoletano di 41mila abitanti a 4 chilometri da Pozzuoli, e a “5-6 chilometri dall’epicentro della scossa di ieri sera”, precisa il primo cittadino.

“La scossa di ieri era la seconda per importanza di questi mesi – aggiunge – è stata una notte complicata e difficile. Anche se non siamo parte dell’area del bradisismo, qui avvertiamo queste sollecitazioni in maniera significativa. Non abbiamo riscontrato danni, ma oggi provvederemo ad altre verifiche. La scossa ha generato grande spavento, ma la popolazione è resiliente”.

L’epicentro è stato localizzato a due chilometri di profondità, in mare, a pochi metri dalla riva di via Napoli, a Pozzuoli. Ma per qualche ragione è stato avvertito più minacciosamente – e ha fatto più danni – a Napoli, nel quartiere di Bagnoli, dove i calcinacci sono caduti dalle case (ma anche dalla chiesa di Sant’Anna, di cui ora si dovrà valutare la stabilità del campanile), finendo per strada o sulle macchine parcheggiate.

In definitiva, pochi danni. Ma la paura tanta, quella, sì. E pure la stanchezza, di quel tipo che può portare all’esasperazione.

Come è successo all’ex base Nato di Bagnoli, una delle aree che dovrebbero accogliere le persone in caso di emergenza, dove ci sono stati momenti di tensione tra alcuni dei tanti cittadini intenzionati a trascorrere lì il resto della notte e le forze di polizia.

All’origine delle proteste, la chiusura dei cancelli, che alla fine sono stati forzati dalle persone in cerca di un luogo dove poter trascorrere la notte in macchina. Le forze dell’ordine hanno cercato di contenere con le diplomazia la protesta e sono nati dei diverbi, che comunque non sono sfociati nel contatto fisico. La situazione si è poi normalizzata dopo che i cancelli sono stati aperti con la forza.

“Pretendiamo che il consiglio comunale si svolga qui a Bagnoli e che ci dicano una volta per tutte come vogliono affrontare la situazione”, grida un uomo al megafono, applaudito dalla gente, mentre altri si dicono preoccupati per le crepe che hanno visto aprirsi dentro casa. Ma già da domani partiranno le verifiche, assicurano i sindaci dei Comuni interessati e il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che può contare su dieci squadre dei vigili del fuoco già mobilitate per questi sopralluoghi. Le prime ad essere esaminate saranno le scuole, che i sindaci terranno comunque chiuse.

Il terremoto di stanotte ha avuto la stessa magnitudo 4.4 di quello avvenuto il 20 maggio dell’anno scorso, che fu il più forte registratosi nell’area flegrea negli ultimi 40 anni. Ma stavolta il sisma è stato caratterizzato da “accelerazioni serie, mai registrate prima, a conferma della sua violenza”, dice il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, che riporta quanto ha saputo dall’Osservatorio Vesuviano, che monitora costantemente il grande vulcano sotterraneo.