L’AQUILA – Controlli a tappeto nei Comuni del “cratere” da parte della Guardia di finanza per verificare gli indennizzi concessi ai professionisti e ai commercianti che hanno sospeso le attività in seguito al sisma.

Gli uomini delle Fiamme gialle stanno controllando molte pratiche perché alcuni Comuni hanno effettuato il rimborso prendendo a riferimento la dichiarazione dei redditi del 2008 invece che quella del 2007.

Ai titolari di realtà produttive l’ordinanza 3789 del 9 luglio 2009 riconosceva “un indennizzo correlato alla sospensione delle attività, per un periodo massimo di 120 giorni, sulla base dei redditi prodotti risultanti dalla dichiarazione dei redditi del 2008”.

La Protezione civile, con un parere della metà di maggio firmato dal consulente giuridico Giacomo Aiello su espressa richiesta della Finanza, ha chiarito che si deve prendere per buona la denuncia del 2007 e non quella del 2008.

Il risultato è che la Gdf ha intimato ai Comuni di recuperare le somme in eccesso, eventualmente assegnate, risultanti dalla differenza tra gli i redditi imponibili tra il 2008 e il 2007.

Un’altra tegola, in pratica, sugli esercenti e i professionisti aquilani che non si spiegano per quale motivo, pur avendo la denuncia più recente (e, quindi, più aggiornata rispetto al volume di affari prodotto) si debba utilizzare quella di un anno prima.

Tra l’altro, se i Comuni non riusciranno a rientrare in possesso entro 60 giorni dei contributi in eccesso versati erroneamente, la Corte dei conti aprirà le procedure di infrazione nei confronti degli stessi enti.

Problemi anche per il personale degli uffici pubblici, già soffocato di lavoro, che si vede piombare addosso questa ulteriore incombenza, tanto più che, all’epoca dell’emanazione dell’Opcm e nonostante ripetuti solleciti, nulla era stato esplicitato in tal senso.

Tutta la vicenda potrebbe anche aprire la strada a numerosi contenziosi. (red)