L’AQUILA – È una corsa contro il tempo per scongiurare la paralisi della ricostruzione: questa mattina sia il commissario, Gianni Chiodi, sia il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sono a Roma per incontrare esponenti del Governo e tentare una soluzione in extremis che garantisca risorse utili per non far calare il sipario sul terremoto.
Il taglio dei fondi per il finanziamento delle spese dell’emergenza, il mancato rinnovo dei contratti dei lavoratori di Abruzzo Engineering e dei co.co.co. in servizio presso il Comune dell’Aquila e in quelli del cratere per fronteggiare la mole di lavoro legata alla ricostruzione e assistenza alla popolazione, il parere negativo del Ministero dell’Economia sull’ordinanza predisposta dall’ufficio legislativo del dipartimento nazionale di Protezione civile su richiesta del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente che impone tagli a destra e a manca ha creato una situazione esplosiva.
Chiodi senza mezzi termini è pronto a lasciare il suo incarico: “Se i lavoratori andranno via io li seguirò”, mentre il primo cittadino del capoluogo ha sottolineato la necessità di reperire soldi freschi “anche attingendo al capitolo della ricostruzione. Mi spiace, ma se l’emergenza perdura non è colpa mia”.
Un’operazione difficile da attuare, comunque, in quanto le somme stanziate sul capitolo della ricostruzione sono individuate come spese in conto capitale (cioè che non possono essere utilizzate per la parte corrente).
Oggi alle 15, intanto, riunione dei sindaci del cratere a Palazzo Silone all’Aquila.
Ma scoppia un piccolo giallo: Secondo quanto si appreso da fonti politiche aquilane legate al centrodestra, invece, l’incontro a Roma tra il primo cittadino e il presidente del Consiglio non ci sarebbe stato.
Nel corso dell’incontro con i primi cittadini nella sede della Giunta regionale Cialente ha, comunque, confermato di aver parlato personalmente con il premier.
CHIODI: “PRONTO A DIMETTERMI”
“Se i co.co.co. e i dipendenti di Abruzzo Engineering andranno via io me ne andrò con loro”. Non usa toni minacciosi, ma è comunque pronto a rimanere fermo sulle sue posizioni, il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che da ieri è a Roma.
“Non appena ho avuto notizia del parere negativo del Mef mi sono precipitato a Roma. – ha dichiarato – È una cosa inaccettabile e non torno indietro rispetto a quanto ho già detto. Già sovrintendere alla ricostruzione è una cosa complicatissima, epocale. Se poi a questo si aggiunge che non si viene messi in condizione di poter lavorare vuol dire che non ci si può fidare di questo Governo e non potrò continuare a ricoprire il ruolo di commissario delegato”.
Chiodi nella capitale cercherà di incontrare il presidente del Consiglio, Mario Monti: “Quando vuole, oggi, domani anche a Natale. Io sono sempre disponibile. Capisco che il premier è preso da molti impegni, ma la situazione non è più rinviabile. Quanto durerà il periodo di ricostruzione? 10 anni? 15? E per tanti anni il Governo dovrà finanziarci”.
CIALENTE: “RISORSE SUBITO, ALMENO 80 MILIONI”
“Ho già incontrato il premier Monti e altri esponenti dell’Esecutivo facendo presente la gravità della situazione. – ha dichiarato ad Abruzzoweb Cialente – Occorrono risorse per fronteggiare almeno questa impellente emergenza, secondo me 80 milioni basterebbero. Dopodiché è necessario che si svolgano almeno una o due riunioni settimanali per fare il punto della situazione e affrontare tutti i problemi legati alla ricostruzione e l’emergenza”.
Il sindaco dell’Aquila, anche con l’interessamento del segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, ha incontrato il presidente del Consiglio per esprimere tutto il disappunto e la preoccupazione dopo il parere negativo del Mef e lo spettro della paralisi degli uffici legato al mancato rinnovo di contratti co.co.co. e di collaborazione dei dipendenti di Abruzzo Engineering.
“Serve prendere dei soldi subito e, anche se mi piange il cuore, se necessario attingendo anche dal capitolo della ricostruzione. Del resto non è colpa mia se l’emergenza persiste. Il modo? Si potrebbe fare un decreto legge ‘a perdere’: ovvero uno strumento legislativo immediatamente esecutivo e che quindi consentirebbe di avere immediatamente a disposizione i soldi che poi non verrebbe convertito. Nel frattempo la situazione dovrebbe essere definita con degli articoli di legge in un altro provvedimento. Adesso aspetto che arrivino delle risposte concrete”.
“Adesso – chiosa il sindaco – si capisce che ciò che dicevo in tempi non sospetti erano grida d’allarme che non sono state ascoltate. Invece sono stato tacciato di litigiosità e di essere sempre pronto solamente a fare polemiche. Siamo rimasti bloccati a lungo e questo che sta succedendo è la naturale conseguenza di una simile perdita di tempo. Basti pensare che solo per il pagamento del Cas paghiamo circa 100mila euro al giorno, solo al Comune dell’Aquila. Se si fosse iniziato a ricostruire per tempo come chiedevo, magari, tante persone che sono in autonoma sistemazione adesso sarebbero a casa e non ci sarebbe bisogno di affrontare una simile spesa”.
PEZZOPANE INCONTRA SOTTOSEGRETARIO SU PRECARI
L’assessore Stefania Pezzopane torna a sollecitare la drammatica situazione dei precari al Comune dell’Aquila. Lo ha fatto questa mattina, nel corso di una trasmissione televisiva su La 7, cui era ospite, dove ha incontrato Gianfranco Polillo sottosegretario all’Economia.
“Ho avuto modo di interloquire con il Sottosegretario sia nel corso della trasmissione televisiva, che dopo, prospettandogli la drammatica situazione aquilana- ha affermato l’assessore- Gli ho consegnato la nota con cui il Dipartimento della Ragioneria dello Stato ha dato parere negativo alla proposta di ordinanza con cui si chiedeva di prorogare i provvedimenti diretti a fronteggiare l’emergenza post sisma. Parere negativo causato dalla mancata copertura finanziaria”.
“Ciò significa che sono a rischio non solo i posti di lavoro dei precari, con conseguente paralisi delle attività dell’Ente, ma anche l’autonoma sistemazione, la sistemazione alberghiera e tutti i provvedimenti connessi allo stato di emergenza.
Il Sottosegretario si è detto disponibile a verificare la situazione con gli uffici competenti, comprendendo la necessità di trovare la copertura necessaria”.
“Tuttavia va rimarcato ancora una volta come l’inerzia del precedente governo, che, più volte sollecitato non ha mai provveduto in tempo utile a programmare interventi strutturali per il lavoro e l’emergenza post sisma, ci consegni questa pesante eredità. Con le conseguenze che tutti possono immaginare”.
“Perché, mi domando, dobbiamo arrivare sempre all’ultimo giorno utile per occuparci di questioni che si conoscono da tempo?
Perché il governo precedente, quando chiedevano a gran voce di adottare provvedimenti incisivi e strutturali, non ha mai messo mano definitivamente alla questione?”.
“Perché, inoltre, si prorogano le competenze del Commissario per la ricostruzione, ma non si prorogano le risorse e le strutture per l’emergenza?
Forse il Commissario dovrebbe preoccuparsene, e cercare di sollecitare l’esecutivo”.
“Per quanto ci riguarda, il Comune dell’Aquila incalzerà questo governo come ha già fatto con il precedente, finché non avremo le risposte che ci aspettiamo”.
LOLLI INVOCA MOBILITAZIONE PARLAMENTARI E OPINIONE PUBBLICA
“In seguito alla ricezione di una lettera del Presidente del collegio di liquidazione di Abruzzo Engineering in cui si denuncia la mancanza di risorse per il rinnovo dei contratti e delle convenzioni dell’azienda con Comune, Provincia dell’Aquila e regione Abruzzo ho inviato una lettera ai Parlamentari abruzzesi per chiedere una posizione comune che sottolinei il problema dell’assenza di risorse che porterà da parte delle Amministrazioni locali allo stop dei rapporti con i lavoratori di Abruzzo Engineering oltre che con molti lavoratori precari”. A dichiararlo è l’onorevole Pd, Giovanni Lolli.
“Questi lavoratori svolgono un compito fondamentale di supporto e assistenza nelle attività per la ricostruzione che inevitabilmente subiranno un blocco immediato. La legge 77 del 2009 prevedeva 20 milioni di euro per la gestione dell’emergenza nel 2012 ma il processo di ricostruzione si è rivelato molto più lento e complesso di quanto previsto ed oggi siamo ancora di fronte alla necessità di una mole di risorse di molto superiore ai 20 milioni previsti. Sono ancora molti, infatti, i cittadini ospitati in alberghi, in autonoma sistemazione, ecc..”.
“Nella lettera sulla quale ho chiesto l’adesione degli altri Parlamentari faccio appello al Parlamento, al Governo e all’opinione pubblica di non considerare risolti i problemi dei cittadini terremotati e chiedo al Governo e al Ministero delle Finanze di prevedere uno stanziamento in tempi brevissimi per la gestione dell’emergenza”.
CESA: “GOVERNO PONGA MASSIMA ATTENZIONE SULL’AQUILA”
“In queste ore ho esposto personalmente al governo la necessità di porre la massima attenzione sull’emergenza post-sisma che ancora oggi vivono i cittadini dell’Aquila e delle altre zone terremotate. Il taglio dei fondi per il finanziamento delle spese d’emergenza e il mancato rinnovo dei contratti per i precari che si occupano di ricostruzione rischiano di rendere insormontabili gli ostacoli che purtroppo ancora oggi impediscono un’effettiva normalizzazione a L’Aquila e alle aree colpite dal sisma. E’ compito di noi tutti non far mancare mai il sostegno concreto a chi ha vissuto il dramma del terremoto”.
Lo afferma il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, che nelle scorse ore ha avuto un colloquio telefonico sull’argomento con il vicesindaco dell’Aquila Giampaolo Arduini.



