L’AQUILA – I Piani di ricostruzione dei centri storici delle città spettano ai sindaci ma “il Piano di ricostruzione dell’Aquila non c’è; i cittadini devono sapere cosa avverrà da qui a 10 anni, serve un Piano di ricostruzione che dia una visione unitaria alla città e ai suoi destini”.
Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo e commissario delegato per la ricostruzione Gianni Chiodi nel corso della conferenza stampa, nella sede della stampa Estera, in occasione del secondo anniversario del sisma che ha colpito l’Abruzzo.
“Il governo ha fatto tutto quello che doveva fare – ha proseguito Chiodi – La partita ora spetta alla comunità aquilana e ai sindaci che spero vogliano alimentare la speranza e non la disperazione; all’Aquila, per un po’ di tempo, è stata alimentata la disperazione”.
Chiodi ha chiarito che la ricostruzione durerà 10 anni così come lo smaltimento delle macerie “che sono state rimosse per ben due volte”.
“Lo stesso cronoprogramma presentato dal comune dell’Aquila – ha sottolineato – indica, per la ricostruzione degli edifici di proprietà del Comune (per i quali sono stati stanziati 47 milioni di euro) dai 24 ai 48 mesi. Non siamo in ritardo: se i cantieri partiranno entro il 2011 saremo comunque in anticipo rispetto a quanto avvenuto nel resto d’Italia. In Friuli i lavori partirono dopo 4 anni dal sisma. Se fossi stato il sindaco dell’Aquila avrei coinvolto i massimi esperti mondiali per i piani di ricostruzione. La visione futura della città c’è, ma i cittadini non la conoscono”.
“Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente – ha concluso Chiodi – a novembre ha incaricato un importante architetto, Daniele Iacovone, di occuparsi dei Piani di ricostruzione, ma io l’ho appreso solo recentemente”.



