L’AQUILA – L’Ufficio per la ricostruzione post terremoto sta sostenendo l’azione per il riconoscimento dello status di “morti sul lavoro” alle vittime del sisma.

Lo ha reso noto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo.

L’istanza è stata posta soprattutto da alcuni parenti degli studenti scomparsi il 6 aprile 2009 e tornata d’attualità nel corso dei dibattiti in atto nell’ambito del salone della ricostruzione che si sta svolgendo all’Aquila.

“Abbiamo più volte rappresentato e sostenuto l’istanza anche con il ministro dell’Economia – ha spiegato Chiodi – È una posizione condivisibile, anche ci sono obiezioni. Ma noi stiamo lavorando perché venga accolta”.

VITTORINI: ”OK, MA BISOGNAVA PENSARCI PRIMA”

“Le 309 vittime del sisma come morti sul lavoro? Bisogna capire bene come si articolerà questa proposta”.

Cauta la reazione di Vincenzo Vittorini, presidente dell’Associazione 309 martiri del terremoto, che la notte del 6 aprile 2009 ha perso moglie e figlia nel crollo della propria abitazione, alla notizia svelata dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, sulla volontà di riconoscere questo status per chi ha perso la vita il 6 aprile 2009.

“In questi 27 mesi – ricorda Vittorini – non si è preso in considerazione l’enorme problema degli orfani di questo terremoto, di varie età e con problematiche tra le più disparate: bambini o ragazzi improvvisamente privi di uno o di entrambi i genitori. Niente è stato fatto per loro”.

“Capiremo meglio che significa la proposta – aggiunge – ma spero che questa cosa vada almeno ad aiutare loro, ma anche i soggetti anziani che si sono ritrovati senza figli e senza assistenza. Molti familiari sono stati lasciati a loro stessi, ed è qualcosa che aggiunge tragedia alla tragedia”.

“Speriamo che qualcuno si possa muovere – conclude – ma 27 mesi sono già tanti. Forse ci si poteva pensare prima a una qualche forma di aiuto, non solo economico ma di vicinanza”. (alb.or.)