L’AQUILA – Clima teso all’Aquila tra il sindaco, Massimo Cialente, e il prefetto, Francesco Alecci, con sullo sfondo le dimissioni, respinte dal primo cittadino, del comandante della polizia municipale, Ernesto Grippo.
Ieri Alecci, a pochi giorni di distanza dal tremendo sisma che ha sconquassato il centro Italia a cominciare dalla vicina Amatrice (Rieti) provocando un bilancio provvisorio di quasi 300 morti, aveva messo in allarme tutti affermando in una intervista rilasciata all’Ansa che “Come affermato dai tecnici comunali e come riconosciuto dallo stesso vice sindaco dell’Aquila, Nicola Trifuoggi, l’amministrazione comunale è consapevole che si debba dare corso quanto prima a degli interventi per la reale messa in sicurezza di vaste parti del centro storico del capoluogo che, oggi, presentano un tasso di pericolosità che io prefetto giudico eccessivo”.
Una dichiarazione che non poteva non lasciare strascichi polemici a vari livelli, in un momento di morte e di paura che è tornata a farsi viva – “grazie” alle tantissime scosse di Amatrice e degli altri epicentri tra Lazio e Marche al confine con l’Abruzzo – anche nel capoluogo abruzzese colpito dal sisma poco più di sette anni fa e oggi, ufficialmente per rispetto nei confronti delle popolazioni dilaniate da questo terremoto, rimasto senza Perdonanza Celestiniana (ridotta praticamente all’osso e priva di eventi festosi), e festival jazz, quest’ultimo ‘traslocato’ a Roma e che verrà dedicato alle vittime del centro Italia.
“Trovo assolutamente sbagliate, non a mio avviso giustificabili, le affermazioni pesanti del Prefetto sulla situazione del centro storico”, aveva scritto ieri sera il sindaco sulla sua
bacheca Facebook.
Ma da quanto appreso da AbruzzoWeb da fonti vicine alla polizia municipale, il Comune dell’Aquila nei giorni scorsi e prima della scossa 6.0 ha inviato una nota dei tecnici, giudicata “piuttosto generica”, al comandante della polizia municipale Grippo, nella quale si afferma che tutto il centro storico del capoluogo d’Abruzzo è pericoloso e che nessuna strada dello stesso è percorribile da pedoni, auto ed altri mezzi, nel quadro della organizzazione della zona a traffico limitato.
Inoltre, vengono menzionati i puntellamenti, considerati ormai non più a norma. relaziona sui puntellamenti ormai non più “a norma”. Un sopralluogo, ma nelle ore successive al terremoto del centro Italia, di un tecnico comunale dice invece che il centro dell’Aquila è sostanzialmente sicuro.
Da Grippo la nota, vista la gravità di quanto scritto e che era stata destinata anche alla dirigente comunale Chiara Santoro (e per conoscenza a sindaco e vice sindaco), arriva sul tavolo del questore, Alfonso Terribile, e su quello del prefetto.
Poi, col terremoto a pochi chilometri dall’Aquila che ha fatto uscire tanta gente in strada, parte da Alecci la convocazione di un tavolo di emergenza proprio sulla base dei tecnici del Comune.
“Mi spiace non aver potuto partecipare, sostituito dal vice sindaco, Nicola Trifuoggi, alla riunione del 24 agosto presso la Prefettura – le parole di Cialente a tal proposito – ma ero impegnato ad Amatrice. Nella giornata di domani (oggi, ndr), al ritorno dai funerali di Stato, potrò tranquillizzare i cittadini aquilani. Il tutto nella speranza che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, come noi abbiamo sempre fatto. Molto nasce da un pesante equivoco per un atto sbagliato di un funzionario, sul quale si è aperto un procedimento di verifica. L’atto è stato trasmesso erroneamente da Grippo alla Prefettura, senza verificarlo con il dirigente, suo collega”.
“Ho respinto le dimissioni del dottor Grippo poiché ritengo che nella vicenda vi siano stati anche errori da parte di amministratori. La situazione è costantemente sotto controllo da sempre. Anche oggi siamo intervenuti sula Chiesa di San Paolo. Sono anni che il centro storico è stato aperto. Oggi è assolutamente più sicuro di prima. In alcuni tratti, come quello dove ha sede la Prefettura è addirittura più sicuro di prima del sisma”.
Per Alecci, però, “se stiamo già ricostruendo un dato palazzo, credo che i puntellamenti sia giusto eliminarli, ma se sappiamo che per quell’immobile ancora non c’è un progetto approvato e le stesse opere sono diventate una fonte di pericolo, chi di dovere si deve interessare per verificarne la stabilità”, e in caso di mancata manutenzione “si creano le premesse perché un evento come quello di stamattina (ieri, ndr), una scossa percepita qui anche se L’Aquila non è l’epicentro, anche di riflesso possa provocare un crollo e chiunque ci si trova sotto, oggetti o persone, ne subisca le conseguenze”.
“La sicurezza non si può parametrare in termini economici tanto quanto l’interesse di un imprenditore a vedere libera da transenne la strada di accesso al suo esercizio commerciale. Solo l’autorità politica del sindaco è in grado di poter decidere per la propria comunità”, ha pure detto il prefetto all’Ansa, rispondendo alla domanda sugli effetti nefasti che potrebbero portare misure di sicurezza più severe per l’accesso al centro storico terremotato al tessuto economico che a fatica si sta riappropriando dei primi spazi ricostruiti nel cuore della città.



