L’AQUILA – “Sembrava il 6 aprile”.

Il terremoto che alle 3:36  ha colpito il centro Italia, provocando morti e numerosi feriti nel Reatino, ha buttato giù dal letto anche gli aquilani che inevitabilmente hanno rivissuto quei drammatici momenti del 6 aprile del 2009. 

Un sisma di magnitudo 6.0, con epicentro ad Accumoli (Rieti), a soli 4 chilometri di profondità. La prima lunga scossa, alle 3.36 del mattino è stata sentita anche in Campania, Emilia Romagna e, naturalmente in Abruzzo dove, sarà per le non poche analogie con quella che nel 2009 colpì il capoluogo, ha riaperto ferite che molti pensavano fossero quasi guarite.

Scene di vita già vissuta: parcheggi pieni di auto, strade trafficate come se fosse mezzogiorno, anziani spauriti seduti ai tavolini dei pochi bar aperti, bambini avvolti nelle coperte che i genitori sono riusciti a prendere velocemente prima di catapultarsi fuori di casa e giovani dai volti increduli, impegnati a raccontare come, anche stavolta, il terremoto fosse riuscito improvvisamente a svegliarli. 

Tutti con la paura negli occhi, la stessa identica paura di quella notte in cui, in pochi secondi, le vite degli aquilani furono totalmente stravolte.

Tutt’intorno, ambulanze, auto e mezzi delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco a sirene spianate.

“L’ora è stata praticamente la stessa – ha detto la signora Livia che si è fermata con la sua auto al parcheggio del supermercato Carrefour – Sembrava che la scossa non volesse finire, proprio come quando 7 anni fa ha distrutto le nostre case”.

“Ha di nuovo colpito nel cuore della notte – ha aggiunto il giovane Matteo – Come un mostro che agisce nel buio e colpisce quando meno te lo aspetti”.

A soli 22 anni, Matteo ricorda benissimo quel 6 aprile quando, esattamente come è avvenuto ieri notte, sua cugina Francesca ha voluto mettersi in contatto con lui da Pescara per sapere se tutto andasse bene e se quei movimenti della terra percepiti bene anche sulla costa avessero provocato danni proprio all’Aquila.

“Ero a letto ancora sveglio – ha proseguito il giovane – stavo per addormentarmi quando tutto ha iniziato a tremare. Sembrava non volesse finire più nemmeno stavolta. Ho avuto paura ma, appena ne ho avuto la possibilità, mi sono catapultato fuori per accertarmi che tutto fosse a posto”

Intanto le scosse di assestamento continuano a farsi sentire. Dalle notizie emerse fino ad ora, sembra che i morti accertati siano 6, ma molti sono ancora sotto le macerie. La città di Amatrice e le diverse frazioni di Accumoli  sarebbero infatti state completamente rase al suolo.

“Allo stesso modo di 7 anni fa – ha sottolineato – Come avvenuto per noi allora, faremo di tutto per aiutare quella povera gente. Con la mia famiglie e i miei conoscenti ci stiamo già informando su come poter intervenire. Dal sangue, ai vestiti, passando per tutti gli altri beni di prima necessità. Credo che tra gli aquilani nessuno si tirerà indietro”.