ASCOLI PICENO – Torna a tremare la terra nel “cratere” Ascolano delle Marche, proprio alla vigilia dell’anniversario della prima devastante scossa che colpì il Centro Italia nel 2016, provocando 299 vittime. 

Il 24 agosto di quattro anni fa, alle 3;36, il primo colpo 6.0 aprì la lunga scia sismica nelle Marche, nel Lazio, in Abruzzo e Umbria; oggi alle 12:50 un scossa 3.1 ha riportato la paura in provincia di Ascoli Piceno; qualcuno è anche sceso in strada. 

L’epicentro a 4-5 km da Acquasanta Terme con profondità di circa 20 km. 

Alla prima scossa è seguita una seconda 2.5 e poi altre 11 molto più lievi d’intensità compresa tra 0.9 e 1.4. 

Timori, qualche chiamata ai vigili del fuoco, avvisati dal Centro operativo nazionale, gente in strada ad Acquasanta, ma fortunatamente nessun danno a persone o agli edifici. 

Intanto arriva un bilancio della ricostruzione post sisma 2016 che non marcia come dovrebbe. 

Poche le richieste di contributi per la ricostruzione privata rispetto agli edifici danneggiati: rispetto agli 80.346 immobili inagibili (30.392 con danni lievi, 49.954 con danni gravi) finora sono pervenute solo 13.948 richieste di contributi (9.687 per danni lievi, 31,8% del totale; e 4.261 per danni gravi, 8,5%). 

Delle richieste di contributo ne sono state accolte 5.325 (31,8% del totale): se si raffronta il dato con il totale di edifici danneggiati, per la maggior parte dei quali però non è stata presentata domanda, emerge che la ricostruzione è avviata solo per il 6,6% del totale. 

Delle richieste 678 risultano respinte e 7.945 sono ancora in lavorazione. 

La maggior parte delle istanze provengono dalle Marche (8.400; 3.604 accolte 165 respinte, altre in lavorazione); seguono Abruzzo (2.077, 338), Umbria (2.015, 852) e Lazio (1.456, 531). 

Per la ricostruzione pubblica solo 200 milioni sono stati erogati dei 2,1 miliardi di euro impegnati.

Finora sono stati individuate e finanziate per il ripristino 1.405 opere pubbliche (tra cui 250 scuole, 942 chiese. 

In quattro anni ultimati 86 lavori su opere pubbliche e 85 sono in corso.

“Viviamo di promesse non mantenute” l’amara osservazione del vice sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi. 

Al fine di semplificare e velocizzare l’iter di ricostruzione, il commissario Giovanni Legnini, ha emanato oggi tre nuove Ordinanze (105, 106 e 107) con norme e linee guida per attuare i “Programmi Straordinari di Ricostruzione nei Comuni più colpiti”, per dare ai progettisti “la facoltà di applicare anche alle 8mila pratiche pendenti la procedura semplificata e arrivare al massimo in 110 giorni al contributo”; per semplificare la ricostruzione delle chiese e la riorganizzazione della struttura commissariale”. 

L’intesa sulle nuove Ordinanze era stata raggiunta all’unanimità nella riunione del 20 agosto della Cabina di Coordinamento con i governatori e i sindaci delle quattro Regioni del “cratere”.