L’AQUILA – “La serietà di un governo o di una forza politica non è una petizione di principio. Nasce dalla conoscenza dei problemi e dalle conseguenti soluzioni che propone. Per aver ottenuto la ‘chiusura della procedura d’infrazione’, a cui ha accennato il ministro Trigilia, non dobbiamo essere grati all’Europa, che ha fatto semplicemente da notaio, ma al popolo italiano che con i suoi ‘compiti a casa’ ha dimostrato la sua determinazione”.

Lo afferma il capogruppo del Popolo della libertà alla Camera, Renato Brunetta, in risposta alle parole del ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia nella sua visita all’Aquila di oggi.

“La deroga concessa alla Francia è stata motivata dall’aver subito ‘special circumstances’ secondo quanto dispongono i regolamenti comunitari. La domanda è semplice: due terremoti consecutivi come quello dell’Aquila e dell’Emilia Romagna, che hanno distrutto zone vitali del Paese, comprimendo il Pil e determinando un forte aggravio finanziario per le finanze pubbliche italiane, cosa sono stati? Una passeggiata di salute?”, si chiede Brunetta.

“Può una norma che si applica alla Francia – insiste – essere negata a chi ha subìto, come l’Italia, una ben più grave menomazione?”.

“Il resto è solo ordinaria amministrazione. Se varrà la regola della golden rule (il mancato calcolo degli investimenti ai fini del Patto di stabilità, ndr), essa andrà applicata anche all’Italia. Ma che c’entra tutto ciò con le devastazioni di un fatto imprevedibile ed eccezionale come quello a cui ci siamo riferiti?”.

“Il ministro Trigilia dovrebbe rispettare di più la collegialità del governo prima di esprimere posizioni personali e non del tutto informate”, conclude.