L’AQUILA – In occasione della X edizione di “Fotografia Festival Internazionale di Roma” l’Iccd ospita la mostra “Controspazio, la terra negata all’identità”, nell’ambito della quale saranno esposte immagini del fotografo Antonio Di Cecco, stame di Davide Di Gianni e curata da Leonardo Palmieri.
La mostra, che sarà aperta dal 28 settembre al 21 ottobre prossimi dalle 10 alle 18, verrà ospitata nel Complesso di San Michele a Ripa Via di San Michele a Roma e proporrà una serie di istantanee relative al terremoto aquilano.
LA NOTA DI PRESENTAZIONE DELL’EVENTO
I centri storici minori che costituiscono il cratere aquilano, ossia l’area interessata dall’evento sismico, sono ancora inaccessibili: ciò è dovuto allo “stato di emergenza”, cioè quella particolare condizione di sospensione della legislazione condivisa che il territorio aquilano conosce dall’indomani del sisma.
In questi due anni Antonio Di Cecco ha attraversato la zona rossa dell’Aquila, esplorato i nuovi insediamenti abitativi limitrofi al capoluogo – questo lavoro è confluito nelle mostre ‘L’AQUILA. Città temporanea’, un progetto di ‘fotografia partecipata’ che costituisce la documentazione visiva del lavoro svolto dal Collettivo99 (giovani tecnici aquilani) ospitata durante il Reportage Atri Festival 2010 e ‘JUNKSPACE.
Uno sguardo sul territorio aquilano’ ospitata nel circuito di Festival 2010. Dall’inizio del 2011 Di Cecco ha iniziato ad allargare il suo sguardo, spingendosi così nel territorio circostante. Il lavoro “CONTROSPAZIO. La terra negata all’identità” è una ricerca sulle realtà dei centri minori dimenticati in maniera ancora più drastica dell’Aquila. La condivisione degli spazi domestici e degli spazi pubblici è stata del tutto recisa non solo dal sisma ma anche dalle scelte politiche riguardanti la gestione del territorio: intere comunità rischiano di essere cancellate. Il suo lavoro è tutt’ora in progress, in un voler rivendicare il desiderio di appartenenza a questa terra, alla sua cultura, alla sua storia. La mostra, stampata da Davide Di Gianni che ha seguito il lavoro sul territorio aquilano sin dalle prime fasi, è divisa in sei sezioni, costituite da quattro immagini ciascuna, che sottendono quel dramma di disgregazione identitaria che si è e si continua a consumare.
La coerente ricerca fotografica di Antonio pone come elemento centrale della sua visione l’interazione tra architettura e paesaggio e la ricognizione sui luoghi forti della memoria collettiva. Un video, girato nei mesi immediatamente successivi al sisma nella zona rossa dell’Aquila, ripropone il lento attraversamento della città, che è alla radice del suo lavoro.



