TERAMO – “Entro questa settimana depositeremo l’esposto alla Procura di Teramo che lo trasmetterà per competenza alla Procura di Roma e sarà quest’ultima ad avviare le indagini per accertare eventuali responsabilità”. Lo dice Vincenzo De Nardis, l’avvocato della donna di Teramo alla quale i medici dell’ospedale Sandro Pertini di Roma avevano consigliato il raschiamento perché “il feto è morto”.
Da successivi accertamenti la donna ha poi scoperto che la gravidanza procedeva regolarmente.
“Abbiamo deciso di presentare denuncia – spiega il legale – perché dagli accertamenti che abbiamo fatto non siamo stati in grado di stabilire se l’errore è stato causato dalla strumentazione o se c’è stata una responsabilità del medico in senso stretto”.
De Nardis aggiunge, inoltre, di “non aver ricevuto alcuna risposta dall’ospedale alla diffida che abbiamo presentato la settimana scorsa. Questo silenzio è un ulteriore elemento che non va incontro alle esigenze dell’utente che ha subito un torto”.






