In occasione del 20° anniversario della morte di Primo Levi (11 Aprile 1987), la Fondazione Fossoli, con il contributo del Ministero della Pubblica Istruzione, propone una mostra documentaria sulla sua figura, curata da Philippe Mesnard e Carlo Saletti. Esposta in più versioni a Lione, Torino e nell’ex campo di concentramento di Fossoli di Carpi (Modena), prossimamente verrà allestita in altre città europee e nel museo di Auschwitz.
La mostra fa tappa da domani a Teramo, nella biblioteca provinciale “Dèlfico”, e potrà essere visitata fino al 28 febbraio. L’evento è curato a livello locale dall’Assessorato alla Cultura della Provincia.
La finalità è quella di esplorare i diversi ambiti della vita e dell’opera di Primo Levi, ripercorrendo il suo itinerario biografico e intellettuale e analizzando l’evoluzione del suo pensiero, le convergenze, le divergenze o i punti di crisi tra l’uomo, lo scrittore e il testimone.
Da Fossoli, infatti, Primo Levi partì il 22 febbraio 1944 alla volta di Auschwitz.
La mostra non vuole dare risposte definitive ma, tiene aperte le questioni e il relativo dibattito come ha sempre suggerito lo stesso Primo Levi. La mostre è organizzata in pannelli e si sviluppa su due assi suddivisi in quattro periodi.
Il primo asse riguarda i grandi avvenimenti biografici e storici che hanno inciso in modo significativo sull’opera di Levi e allo stesso tempo consente di contestualizzare il periodo e la condizione all’interno della quale si è sviluppata la sua produzione, nonché di comprendere la successiva ricezione del suo lavoro.
Il secondo asse propone i suoi scritti, la loro genesi e la loro evoluzione.
I quattro periodi sviluppati dalla mostra sono: gli anni della formazione fino al 1945; la messa a punto dell’opera e delle sue caratteristiche nel periodo dal 1946 al 1966; il riconoscimento progressivo di Levi come scrittore e come “testimone esemplare” nel periodo 1966-1982; la fatica della testimonianza (1982-1987), quando Levi continua a pubblicare libri legati alla sua esperienza di deportato (Se non ora quando, 1983 e I Sommersi e i Salvati, 1986), ma adotta una posizione sempre più critica rispetto al ruolo del testimone.
“In occasione del ventennale della morte di Primo Levi – afferma il direttore della biblioteca, Luigi Ponziani -, ricorderemo la personalità di uno dei protagonisti del Novecento in quanto vittima dell’Olocausto ma anche come importante romanziere. La mostra ci consente di ripercorrere sia gli aspetti storici che hanno portato alla tragedia infinita di cui Levi è stato una delle vittime, sia il tracciato letterario ed umano del grande scrittore”.
“Non sfugge a nessuno – è il commento dell’assessore alla Cultura, Rosanna Di Liberatore – il profondo valore morale e civile che assume l’iniziativa e la sua valenza educativa che ben si adatta ad essere oggetto di interesse didattico, ancora di più se si considera che la mostra sarà accompagnata dalla visione di documenti filmati di grande efficacia”.
Il programma della giornata inaugurale
Venerdì 15 Febbraio ore 17,00
Sala Audiovisivi della Biblioteca Provinciale “Melchiorre Dèlfico”
Introduce
Luigi Ponziani (Direttore Biblioteca Provinciale “Melchiorre Dèlfico”)
Saluto delle autorità
Ernino D’Agostino (Presidente della Provincia di Teramo)
Rosanna Di Liberatore (Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione)
Ore 17,30 Proiezione del documentario
Il ritorno di Primo Levi ad Auschwitz
Interventi
Carlo Saletti, curatore della mostra (Università di Mantova)
Costantino Di Sante (Presidente Istituto storico provinciale Ascoli Piceno)
Proiezione dell’intervista di Enzo Biagi a Primo Levi
Ore 18,30 Visita guidata alla mostra
La mostra resterà aperta dal 15 al 28 febbraio e osserverà l’orario di apertura al pubblico della Biblioteca.
Per visite guidate è necessaria la prenotazione (servizio di mediateca: 0861 249298).






