TERAMO – Musica troppo alta: il Comune di Teramo chiude il locale, ma per gli attivisti del circolo Arci “Officine indipendenti” dietro c’è una motivazione politica.
“L’ordinanza – si legge in una nota – giunge a una settimana di distanza dalla presentazione nel circolo del progetto politico ‘Prospettiva Comune’ che si propone di costituire una lista civica indipendente alle prossime amministrative cittadine”.
“Il Comune di Teramo a pochi mesi dalle elezioni comunali, regionali ed europee – aggiungono – con tale atto si assume la responsabilità di chiudere la sede provinciale del comitato ‘Un’Altra Europa con Tsipras’, che il circolo ‘Officine indipendenti’ da pochi giorni ospita, la sede legale dell’associazione di volontariato ‘Da.pa.du. Abruzzo Onlus’ e la sede del comitato rovinciale dell’Arci”.
LA NOTA COMPLETA
Appena tornata la delegazione provinciale dal congresso nazionale dell’Arci di Bologna, riceviamo in data 17 Marzo 2013, alle ore 10:30, l’ordinanza con cui l’Amministrazione Comunale di Teramo decreta la chiusura del circolo culturale “Officine Indipendenti” in via Vezzola 7/9, sede del Comitato Provinciale Arci.
Il gesto fa seguito alla rilevazione decibel effettuata dall’agenzia regionale Arta a causa di una singola denuncia per disturbo alla quiete pubblica.
L’ordinanza giunge ad una settimana di distanza dalla presentazione nel circolo del progetto politico “Prospettiva Comune” che si propone di costituire una lista civica indipendente alle prossime amministrative cittadine.
Il Comune di Teramo a pochi mesi dalle elezioni comunali, regionali ed europee con tale atto si assume la responsabilità di chiudere la sede provinciale del comitato “Un’Altra Europa con Tsipras”, che il circolo Officine Indipendenti da pochi giorni ospita, la sede legale dell’Associazione di Volontariato “Da.pa.du. Abruzzo Onlus”, la sede del Comitato Provinciale dell’Arci.
Negli anni l’associazione, nata nel 2010, ha ospitato diversi artisti di fama nazionale, tra questi John de Leo, Bunna degli Africa Unite in una serata di raccolta fondi per il Burundi, gli Zen Circus, i Diaframma, Uochi Toki, Giorgio Canali e Rossofuoco, Davide De Niro, Lo Stato Sociale, The Cyborgs, I Giuda e molti altri.
Non solo concerti, Officine ha organizzato iniziative di riflessione su questioni internazionali, in “Dabka for rights – In piedi i diritti del popolo palestinese” gli attivisti invitati, israeliani e palestinesi, raccontano la tragedia umanitaria e le esecuzioni sommarie di donne e bambini.
Anche teatro: tre detenuti della Casa Circondariale di Ascoli Piceno mettono in scena “1/3 di Riccardo” spettacolo scritto nell’ambito del laboratorio di scrittura del carcere; a novembre 2013 va in scena “Aut – Il sogno di Peppino” di Giulio Bufo rappresentazione che ricorda la vicenda di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, con la partecipazione del suo compagno di lotta Salvo Vitale.
Officine Indipendenti, infine, è anche casa di produzione nel campo culturale, “Schiamazzi – raccolta Indifferienziata di brani ecosostenibili a km 0” riunisce le canzoni di alcuni dei migliori artisti emergenti della provincia di Teramo.
L’ultimo atto “Non mi hanno mai chiamato WOP – 1932-1981 brandelli autobiografici di John Fante” è, invece, il primo spettacolo interamente prodotto dall’associazione e che vede la presenza dell’attrice Emanuela Valiante e del pianista Jazz Arturo Valiante che vanta numerose collaborazioni, tra cui l’attore Rocco Papaleo con il quale ha condiviso il palco di Sanremo.
Se “La via vera è un filo teso non in alto, ma rasoterra, sembra fatta più per inciampare che per essere percorsa” la storia di Officine Indipendeti è anche una storia di repressione, di abusi e tentativi continui di intimidazione.
A partire dalle centinaia di interventi delle forze dell’ordine culminati nelle quattro pattuglie dell’8 Ottobre 2013 che nulla hanno rilevato di illegale, dalle multe verso cui è stato presentato ricorso poi vinto, dalla richiesta della Questura di Teramo accolta il 22 Maggio 2013 dal Ministero degli Interni di intervenire sull’Arci Nazionale perché cacciasse Officine da essa, fino all’ordinanza di chiusura del 18 Marzo 2014 del Comune di Teramo.
Meditiamo che questo è stato, come consigliava Levi, il sangue e il dolore dietro alla conquista della Costituzione Italiana, che garantisce la libertà di associazione, articolo 18 e tutte le libertà collettive, articoli 2, 17, 21, 39, 49.
Per il rispetto dovuto al sacrificio delle lotte di liberazione non è possibile consentire la chiusura del circolo Officine Indipendenti, la chiusura della sede dell’Arci provinciale, dell’Ong Dapadu, del comitato promotore della lista “L’Altra Europa con Tsipras” che sta raccogliendo le firme per partecipare alle elezioni del Parlamento Europeo.
Vogliono disarmArci.






