TERAMO – Giornata speciale per il Comune di Teramo. Questa mattina, alla presenza del Prefetto, Onorevoli Senatori, consiglieri, autorità regionali e cittadine, ex Sindaci, tra cui il Governatore Gianni Chiodi, e del Vescovo Michele Seccia è stata inagurata la nuova sala consiliare.
Il sindaco Maurizio Brucchi ha parlato di “giornata storica, di cui noi siamo gli artefici ma della quale i cittadini sono i veri protagonisti.
Come noto, questa sala era stata danneggiata dal sisma dell’aprile 2009, al punto tale da impedirne l’utilizzo. La ristrutturazione, necessaria sia per quanto riguarda lo svolgimento delle attività cui è destinata ma anche per il valore simbolico che essa racchiude, ha imposto un lavoro attento, un impegno particolare, una linea definita.
Proprio per queste ragioni, e al termine di un intervento al quale riteniamo sia giusto dare adeguato rilievo, abbiamo scelto di dare una connotazione speciale anche alla cerimonia di riapertura della Sala Consiliare; e la modalità che abbiamo scelto, è quella di una celebrazione istituzionale, carica di significati, ma comunque scevra da inopportuni eccessi; intendiamo sottolineare, così, ciò che questa aula rappresenta, figurandola e iscrivendola innanzitutto nella sua connotazione essenziale: il luogo della più alta funzione istituzionale cittadina; ecco perché abbiamo chiesto la presenza delle massime autorità politiche e amministrative, cioè i rappresentanti primi della popolazione: perché questa aula è l’immagine della città”.
“La sala Consiliare – ha aggiunto il Sindaco – è il luogo del confronto, è l’ambito nel quale i rappresentanti dei cittadini prefigurano e assumono le scelte che riguardano il territorio, svolgendo un ruolo di altissimo profilo. La Sala consiliare è il luogo dove si disegna il cammino di Teramo, dove tutto ciò che anima la realtà sociale viene analizzato: dalle attività produttive a quelle economiche, dalla cura dell’istruzione a quella delle attività sociali, dal disegno urbanistico a quello delle comunicazioni, dalle attività sportive alla vitalità culturale: tutto, ogni cosa, passa dentro queste mura, qui viene proposto, qui viene analizzato, accettato o respinto.
E’ bene dirlo proprio oggi: la vita quotidiana dei cittadini, il cammino progressivo della città, sono segnati inevitabilmente da ciò che in questa Sala viene deciso. E se è vero che l’animosità, i contrasti, le discussioni anche aspre, hanno avuto qui il degno ed inevitabile scenario, non va dimenticato che sempre è prevalso il rispetto delle regole e delle persone, sempre si è affermata la correttezza dei comportamenti, in omaggio a quel sentire teramano che non manca di dissacrante ironia ma nemmeno è scevro di decoroso rispetto verso l’altro. Così dovrà continuare ad essere.
Ecco, proprio in ragione di questo convincimento, abbiamo individuato sostanzialmente due linee per ridisegnare la sala: la prima è stata quella di sottolineare nella sua nuova composizione la principale funzione, appunto quella di luogo delle riunioni dell’assemblea civica; la seconda, di renderla più adeguata ai lavori del Consiglio stesso, senza dimenticare di porre le condizioni per favorire da un lato l’accessibilità di chi voglia assistere e dall’altro il lavoro dei giornalisti.
Auspico che questa sala possa tornare ad essere il fiero teatro dove si scrivono le pagine della nostra storia”.






