SANT’OMERO – 4 marzo 2013: nasce a Sant’Omero (Teramo) l’associazione culturale Daltonicamente, con l’obiettivo di organizzare eventi culturali, artistici e sociali che possano stimolare le menti della comunità della Val Vibrata e non solo.

Un gruppo di ragazzi si è unito in questo progetto con la necessità e la volontà di portare avanti questa “battaglia”.

È la stessa associazione a svelare il significato del nome che porta: “Come da definizione dal dizionario di Medicina Treccani, il daltonismo è una ‘mancanza della percezione cromatica’ – scrivono – Questa condizione può essere totale o parziale, nel caso riguardi soltanto uno o pochi colori, per lo più il rosso e il verde.  Ne deduciamo che un daltonico non possa basarsi esclusivamente su ciò che vede ma debba necessariamente ‘andare oltre’ per comprendere quello che ha di fronte. Noi proveremo a fare lo stesso. Ecco perché Daltonicamente”.

Venerdì 10 maggio è ufficialmente iniziato il processo di daltonizzazione, con il primo degli eventi organizzati, pubblicizzato da un componimento in rime, con tanto di recitazione, La poesia di Mizzone.

L’associazione ha infatti presentato la prima edizione di “Salvami musica 013” con un concerto a ingresso libero che si è tenuto appunto a Sant’Omero, in piazza Belvedere.

Sul palco si sono esibiti, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, Alex Ricci, che ha presentato il suo album “Gonna rossa”, Mama Marjas & Miss Mykela, Francisca, Kykah, Don Ciccio e la Michelangelo Buonarroti Band.

La pioggia non li ha fermati e la musica li ha davvero salvati, come testimoniano gli stessi fondatori, ringraziando il loro pubblico e gli artisti della serata sulla loro pagina Facebook. Ed è stato un successo. A breve si terrà il prossimo evento.

Per aiutare l’associazione a crescere e a realizzare i suoi progetti e per dimostrare di credere in quello che fa, si può contribuire con una tessera annuale di 15 euro che consente di avere sconti o delle agevolazioni di qualsiasi genere, come gadget o bevute in omaggio.

I Daltonici raccomandano di tenere gli occhi aperti, al fine di scoprire e usare questa patologia -impossibile da curare- in modo costruttivo, considerando l’opportunità di vedere con il cuore, ancor prima che con gli occhi, per percepire tutte le sfumature cromatiche dell’anima e del mondo.