TERAMO – “Avrei voluto evitare di rispondere al segretario comunale dell’IdV Marco Di Giovanni, che già in altre occasioni si è prodotto in comunicati stampa caratterizzati da superficialità e poca conoscenza degli argomenti trattati, ma mi vedo costretto ora a intervenire, perché l’ultima uscita dell’ottimo Di Giovanni corre il rischio di procurare un ingiustificato e inesistente allarme tra i cittadini”.
A parlare è l’assessore al Bilancio di Teramo, Alfonso Di Sabatino Martina, che risponde alle accuse giunte ieri dal segretario comunale dell’Italia dei Valori, Marco Di Giovanni, che ha parlato di un’economia al collasso per la città teramana.
“Nella sua ultima produzione, il segretario comunale IdV, paventa il fallimento delle casse comunali a seguito di operazioni finanziarie che potrebbero sfuggire al controllo degli uffici preposti. Ovviamente si tratta di una lettura dei fatti assolutamente lontana – spiega Di Sabatino – non tanto dal vero, ma perfino dal verosimile, così fuorviante da destare imbarazzo perfino in chi la legge”.
“L’ispezione del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2008 – dice l’assessore – analizzando l’operazione, ha reso merito alla stessa, trovandola rispettosa della normativa e rilevando la totale assenza di intenti speculativi (nessun versamento di up front) nonché dei rischi sottesi, scaturenti da indici assolutamente non valutabili”.
“Vorrei pertanto rassicurare Di Giovanni – conclude Di Sabatino – ma soprattutto i cittadini che non c’è alcun rischio fallimento per il Comune di Teramo, ma una necessità di monitoraggio del derivato, la quale peraltro viene costantemente espletata dal Servizio Finanziario dell’Ente. Rispedisco al mittente qualunque sillogismo mefistofelico che vorrebbe maldestramente legare i costi di una operazione ritenuta dal Mef “non speculativa” ad un presunto incremento della pressione fiscale”.
MARCO DI GIOVANNI (IDV), ”COMUNE TERAMO RISCHIA COLLASSO A CAUSA DEI DERIVATI”
TERAMO – “Per colpa dei derivati il Comune di Teramo rischia il fallimento”.
Il segretario comunale di Teramo dell’Italia dei Valori, Marco Di Giovanni, denuncia il pericolo che incombe sulla finanza da quando, nel 2006, il sindaco Gianni Chiodi sottoscrisse due contratti di Collar Swap (Derivati) che impegneranno il Comune fino al 2025, mettendo a rischio tutti i bilanci fino a tale data.
“I Collar Swap sono contratti onerosissimi e ad alto rischio per le casse comunali – dichiara Di Giovanni. – Dal bilancio e dalle relazioni dei revisori dei conti, emerge che nel 2009 il Comune di Teramo ha avuto dei costi per i derivati di -122.472,70 euro con un onere, per uscire dai contratti, di -540mila euro”.
“Dal bilancio di previsione 2010 – spiega il segretario comunale Idv – si evince che il differenziale negativo previsto è di -396mila euro, mentre l’onere per uscire dai contratti al 29 gennaio scorso è lievitato a -1.198.000 euro”.
“In sintesi – dice Di Giovanni – è evidente che i cittadini teramani con i contratti collar swap, nel 2009 hanno perso 122mila euro, nel 2010 perderanno 400mila. Nel 2009 i teramani avrebbero dovuto rimettere di tasca propria circa 540mila euro invece, per il 2010 se l’amministrazione Brucchi ritenesse opportuno abbandonare questi Collar Swap, ci rimetterebbe 1milione 200mila euro”.
“I numeri appena esplicitati – afferma Di Giovanni – rendono l’idea di come questi prodotti finanziari possano dare origine in breve tempo a variazioni negative, a un buco nel bilancio o nella peggiore delle ipotesi ad un fallimento del Comune di Teramo come nel caso della Città di Taranto”.
“Noi dell’Idv – conclude il segretario Idv – ci chiediamo se i vari balzelli (passi carrabili, Ici e altri ) istituiti o aumentati dalla giunta Brucchi, servano anche a coprire questi contratti”.






