TERAMO – La Lega nazionale per la difesa del cane scende in campo dopo il trasferimento di 112 cani, quasi tutti anziani, portati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo al canile di Fallo (Chieti). 

L’istituto ha provveduto “improvvisamente ed arbitrariamente ad affidare il servizio di ricovero e mantenimento degli animali nella struttura privata in provincia di Chieti, a ben 151 chilometri di distanza da contrada Gattia, dove gli animali erano ospitati da più di dieci anni”, afferma la Lega di Teramo in una nota.
 
Secondogli animalisti, il trasferimento dei cani con queste modalità, contravverrebbe espressamente alle prescrizioni della normativa nazionale, legge n.281/1991 , in materia di randagismo.
 
“Inoltre, la circolare ministeriale n. 5 del 2001 chiarisce come la finalità della gara d’appalto per il ricovero dei cani randagi o per la gestione dei canili sanitari, non debba essere rivolta al solo mantenimento in vita degli ospiti, ma debba tenere conto anche della qualità del servizio offerto e di tutte le attività i cui scopi sono l’affidamento e il controllo degli animali affinché sia garantito il loro benessere – prosegue la nota – La Lega esige che il sindaco Maurizio Brucchi e il direttore generale dell’Istituto, Fernando Arnolfo, forniscano spiegazioni in proposito”.
 
“Sono molto preoccupata per la gestione di questi 112 cani. Soprattutto per le modalità di scelta della struttura di ricovero – commenta Catia Durante, presidente della sezione di Teramo della Lega – Con quale criterio hanno scelto la ditta Abruzzo Servizi s.r.l. di Fallo in provincia di Chieti? Ma soprattutto, come può l’istituto deportare 112 cani intestati al Comune di Teramo, a quanto pare senza chiedere autorizzazione all’ente?”.
 
“Stiamo parlando di cani anziani che hanno vissuto tutta la loro esistenza nella contrada Gattia, dove ha sede l’Istituto zooprofilattico – continua la Durante – Bisogna anche considerare il fatto che si tratta di animali sfortunati, che hanno aspettato invano un’adozione mai arrivata. Per loro trovarsi all’improvviso in un canile che ospita un numero ingente di loro simili potrebbe cagionare danni sia fisici sia psicologici. La responsabilità morale, e non solo quella, a questo punto riguarda non solo il sindaco di Teramo, ma anche il direttore generale dell’Izs”.
 
“Era già in programma la realizzazione di un centro per il benessere animale, un parco rifugio ideato proprio per ospitare i cani spediti invece a Fallo – conclude – Di tale progetto, Comune e Istituto zooprofilattico non soltanto erano perfettamente al corrente, ma insieme a loro si stava vagliando su come procedere. Il progetto era persino stato annunciato in una conferenza stampa dal sindaco Brucchi stesso. Adesso vogliamo sapere che cosa sia accaduto e di chi siano le responsabilità.”
 
LA NOTA INTEGRALE
 
Ricordiamo che da tutto il contesto della Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, si evidenziano le responsabilità del Comune, della Asl e della Regione. Non solo. Il combinato disposto tra la legge 281/91 e la 189/2004 sui maltrattamenti, porta a considerare maltrattamento l’eradicazione.
 
Dopo tanti anni di buona permanenza, dei cani non dovrebbero essere sottoposti ad uno stress psicofisico con conseguenze irreversibili; sotto l’aspetto giurisprudenziale è da rilevare come la letteratura riconosca l’infliggere una condizione di stress come maltrattamento e definisca la sofferenza degli animali legata anche ad aspetti non semplicemente fisiologici.
 
Così, la sentenza n. 175 del gennaio 2008 della Cassazione penale, sezione III, ha affermato che la sofferenza può consistere nei soli patimenti; la deportazione dei cani, dunque, ha significato, alla luce della giurisprudenza sopra citata, infliggere volontariamente sofferenze.
 
Nondimeno, anche in caso di trasferimento, il sindaco rimane il responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni e deve obbligatoriamente: informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata; effettuare personalmente verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali, non meno di una volta l’anno; dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio Comunale anche nel Rendiconto della Gestione.
 
Lega nazionale per la difesa del cane di Teramo e le associazioni di volontariato locali auspicano un cambio di rotta e il ripristino della legalità per assicurare tutela e benessere ai 112 cani in questione.