L’AQUILA – È una delle colonne del tennis aquilano. È il professore di educazione fisica Francesco Valeri, che da 25 anni insegna il tennis ai giovani aquilani.

Tra i suoi allievi c’è stata anche Katia Piccolini, l’aquilana che scalò le classifiche diventando la numero 37 nel mondo nella classifica riservata alle donne.

”Ho avuto la possibilità di poter collaborare alla formazione della Piccolini per un anno, quando ero nello staff del Match Ball del responsabile Fabrizio Panella – ricorda Valeri ad AbruzzoWeb – La Piccolini è stata scoperta da Totò Bon e poi guidata da Panella. In quell’anno abbiamo cercato di cambiare la tecnica del suo rovescio, da una mano a due mani. E credo che qualcosa ho dato alla nostra campionessa!”.

Valeri ha compiuto da poco 67 anni, ma ha grinta da vendere e da trasmettere alle nuove generazioni.

Dopo essere andato in pensione da docente scolastico, continua a insegnare al dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche dell’Università dell’Aquila, la ex facoltà di Scienze motorie, inoltre prosegue senza sosta a dare il suo contributo nel Circolo tennis ”Peppe Verna” L’Aquila.

Negli anni Settanta è diventato allenatore, poi il suo percorso di istitutore di tennis è proseguito ottenendo i tesserini di allenatore istruttore, maestro e maestro nazionale. Inoltre ha partecipato ai corsi di Ptr, Professional tennis registry (streetennis) e infine a settembre 2012 a quello di International coach, qualifica riconosciuta dall’Atp, Association of tennis professional, in cui fanno parte tra gli altri personaggi del calibro di Claudio Pistolesi, ex campione del mondo Under 20, e Tony Nadal, zio di Rafa.

Tra i suoi allievi ci sono state Cristina Moschino, Anna Maria Tracanna, Marcela Luzi e Tiziana Scimia, tutte campionesse regionali delle rispettive categorie e che hanno fatto parte della squadra del Circolo tennis L’Aquila che ha vinto il titolo abruzzese.

”Ho guidato numerosi atleti – spiega Valeri – e mi dispiace di non ricordarmi tutti i nomi, anche di quelle persone che hanno portato in alto L’Aquila in questa disciplina, come Roberto Palpacelli, e Pietro Angelini”.

Come alteta invece Valeri ha iniziato a giocare da bambino e fino all’età di 38 anni, dividendo la carriera con la sua altra grande passione, il calcio.

”Da sempre il capoluogo abruzzese ha grandi pontezialità e il valore dei nostri atleti è medio alto. Intanto avere più Circoli in città è molto importante, per propagandare questa disciplina tra gli aquilani”, assicura.

Per Valeri ”il tennis ad alto livello si raggiunge con grandi sacrifici, soprattutto con quelli economici. Dopo un certo livello bisogna costruire uno staff altamente qualificato per un solo atleta – sostiene – composto, per esempio, da un nuzionista e un preparatore atletico. Tra l’altro un atleta giovanissimo deve avere un insegnante privato, perché difficilmente potrà seguire regolarmente le lezioni in una scuola”.

“I campioni Nadal e Roger Federer, quando partecipano a un torneo non si muovono mai da soli e hanno con loro un vero e proprio staff. Insomma non abbiamo le risorse economiche per il salto di qualità, ma il nostro pensiero è di creare qualcosa di grande, oltre a fare socializzazione tra i ragazzi”, ipotizza.

Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 fa il Circolo tennis è stato subito utilizzato anche come punto di aggregazione, ”è stato chiuso solo per un breve periodo e, appena riaperto, abbiamo ospitato diversi corsi sia per ragazzi che per adulti. Da non sottovalutare il fatto che la nostra struttura si trova nel centro storico, un luogo che gli aquilani desiderano vivere di nuovo”.

Attualmente il Circolo aquilano vanta circa 170 tesserati, dal Minitennis, alla Sat (Scuola addestramento tennis), passando all’agonismo: tra i vari campionati c’è quello della serie A2. Inoltre si svolgono molti campionati riservati alla categoria “Over”.

”Il nostro impianto svolge una grande attività – dichiara Valeri – insieme a me nello staff tecnico ci sono il maestro Andrea De Silvestri, l’istruttore di II grado Marco Valeri, l’istruttore di primo grado Alberto Iarossi e Lorena Patacca”.

”Sono contento che i numeri siano in crescita nel nostro Circolo, nonostante tante difficoltà – esulta Valeri – a causa del sisma la popolazione si è sparpagliata nel circondario; senza contare che sono numerose le famiglie che hanno problemi economici e quindi hanno difficoltà a raggiungere gli impianti”.

“Comunque all’Aquila la passione per questo sport c’è. Abbiamo organizzato diverse iniziative. Dopo il torneo Under 10 ’Kinder’ sono partiti corsi riservati alla Sat estiva, dal lunedì al giovedì, e il campus estivo, tutti i giorni dalle 9 alle 17.30, con i ragazzi che saranno seguiti da istruttori qualificati. La scorsa estate hanno partecipato 180 ragazzi”.

Intanto il Circolo tennis partecipa con grande successo al suo secondo anno in A2.

”La nostra squadra sta riscuotendo un grosso successo – commenta Valeri – e si è qualificata ai play off promozione. Il team è composto da molti ragazzi aquilani, Andrea De Silvestri, Alberto Iarossi e Gianluca Di Nicola, insieme agli ’stranieri’ Giancarlo Petrazzuolo, Gorgic Ismair e Roberto Azzarita. Partecipare all’A2 è anche un mezzo per propagandare il tennis. Organizzeremo gare-esibizione tra gli atleti della formazione di A2 e i nostri giovani, proprio per creare più entusiasmo”.

Le dolenti note sono quelle dello sport in genere all’Aquila, che Valeri vede “in ginocchio, perché alcune strutture sportive sono ancora inagibili. Noi siamo fortunati ad avere il Circolo, ma in difficoltà ci sono le società del pattinaggio, visto che non hanno a disposizione il Palasport. Eppure il pattinaggio ha regalato numerosi campioni del mondo al capoluogo abruzzese – ricorda – Oltre ai problemi legati agli impianti, c’è quello economico perché senza una grande base finanziaria non si va avanti. Mi dispiace molto per la retrocessione dell’Aquila Rugby. Spero che L’Aquila Calcio possa arrivare più in alto possibile dopo la promozione”.

Con Valeri, che ha visto crescere sportivamente diversi giovani aquilani, si può parlare anche delle problematiche aquilane extrasportive.

“in ginocchio non è solo lo sport ma tutta la città – sbotta – L’Aquila è ancora devastata e sono assenti ancora tantissimi punti di aggregazione. In molti hanno deciso di abbandonare il capoluogo. Per chi rimane è diventata un’abitudine vedere le case puntellate”.

“Sono pessimista e vorrei tanto che qualcuno mi possa smentire. La ricostruzione non è partita. Quello che fa più male è che a quattro anni da quella tremenda notte non ci sono ancora linee guide certe. Senza fondi non si può ricostruire. C’è bisogno di leggi speciali per le città terremotate che il governo deve emanare. Alcune attività produttive, specialmente quelle del centro storico, non riescono a ricollocarsi, perché i fitti di locazione sono altissimi. Manca il lavoro: i giovani  possono fare solo lavori stagioni. Non è una situazione che può andare avanti per molto tempo”, conclude.