VILLAVALLELONGA – “I temi ambientali sono scomparsi dall’agenda politica. Di tutti, destra, sinistra e cinque stelle. I Parchi costituiscono più di un terzo del territorio regionale, quindi non è un aspetto irrilevante, almeno per me resta un tema centrale nelle politiche della Regione. Ma in questi anni non lo è stato come avrebbe dovuto”.

Il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara, non risparmia critiche alla Regione Abruzzo per come vengono gestiti temi chiave per le aree interne, come lo spopolamento, la tutela ambientale, le aree protette.

Lo spunto arriva dal voto dell’altro giorno nel Consiglio comunale di Villavallelonga, dove a maggioranza è stato approvato un documento per avviare le procedure per l’uscita dal Pnalm.

Carrara, che parla di un “atteggiamento strumentale” dovuto a beghe locali, coglie però l’occasione per riaprire il dibattito sul futuro delle aree protette.

“La questione dei vincoli e delle modalità di fruizione della montagna va vista caso per caso, rispettando le esigenze di tutela – dice ad AbruzzoWeb – il Parco d’Abruzzo ha una sua unicità dovuta alla presenza dell’orso bruno marsicano, che ci spinge ad avere molte più cautele rispetto ad altri territori. Esiste però un altro tema che nessuno affronta, i problemi delle aree montane non possono risolverli da soli i Parchi, se al Parco, ad esempio, neanche ci puoi arrivare per le buche delle strade. Il problema – fa osservare il presidente – è di mancanza di politica per questi territori, i Parchi da soli non ce la fanno a dare tutte le risposte alle comunità locali”.

“Basta vedere gli strumenti di programmazione della Regione Abruzzo per capire quanti soldi sono stati destinati a questi territori!. Ritengo che i Parchi il proprio mestiere lo facciano, ma vanno date delle risposte che vanno oltre i singoli Parchi, che devono entrare nel merito di alcune scelte. La conservazione non è un postulato ma va relazionata ad esigenze concrete, va dimostrato perché certe cose non si possono fare, altrimenti è inutile che abbiamo istituito i Parchi”.

“Qualcuno ha immaginato che eliminando le Comunità montane risolvevamo dei problemi, ma in realtà abbiamo lasciato i Comuni coi loro problemi senza costruire un’altrenativa. Per alcuni aspetti siamo riusciti a porre l’attenzione su alcuni temi importanti, come ad esempio la tutela dell’orso bruno marsicano – aggiunge Carrara – ma nel rapporto con la Regione rimane il tema più generale: i Parchi costituiscono più di un terzo dell’Abruzzo, quindi non sono un aspetto irrilevante ma che rimane centrale”.

“C’è da premettere”, afferma poi a proposito della decisione del Comune di Villavallelonga, “che quel voto non ha alcun valore perché l’istituzione del Parco è stata sancita da una legge nazionale”.

Una decisione che arriva al termine di un braccio di ferro tra Comune e Parco sulle modalità di accesso ai Prati d’Angro, un caso esploso l’estate scorsa quando il Comune, violando alcune prescrizioni del Parco, asfaltò un tratto di strada in una delle aree ritenute di più alto valore naturalistico a livello nazionale. Si alzò un vespaio di polemiche e il cantiere fu sequestrato dalla Forestale, che denunciò tre persone.

“Risulta prioritario stabilire, d’intesa col Comune, un’adeguata regolamentazione del transito che può essere perseguita, mediante l’apposizione di una sbarra all’imbocco del tratto che collega la località Madonna della Lanna alla Fontana dell’Aceretta, per vietare l’accesso nell’area unicamente nelle ore notturne”, afferma Carrara, per il quale è possibile coniugare tutela e sviluppo consentendo l’accesso motorizzato solo previa ordinanza del sindaco e nel rispetto di regole ben precise e per finalità agricole, forestali, zootecniche, di studio o ricerca e in occasione di ricorrenze o manifestazioni, ma in quest’ultimo caso deve esprimersi anche il Parco.