Dalla nota giornalista aquilana Giusy Fonzi, riceviamo e pubblichiamo.
L’AQUILA – Una storia ordinaria di indifferenza e cinismo aziendale. La signora Clara, 75 anni, vive a Mascioni di Campotosto, in provincia dell’Aquila. In quella zona i cellulari marciano da sempre a macchia di leopardo, in alcuni punti accennano un segnale, in altri sono addirittura muti.
Una situazione che la comunità è costretta a tollerare da sempre.
Clara nella sua casa riesce ad agganciare il segnale del suo cellulare alla rete Tim solo salendo al secondo piano, nella zona notte. Da qualche mese, però, la signora è costretta a dormire al primo piano da problemi di salute che le impediscono di fare le scale.
La conseguenza è il completo isolamento dal mondo, dai servizi, dai soccorsi e da sua figlia che vive all’Aquila, proprio nel momento di maggiore difficoltà per lei. Una situazione che getta nell’ansia e nell’incognita l’intera famiglia residente fuori da Campotosto.
Ancor più grave è che la signora Clara avrebbe un telefono fisso su cui paga una regolare bolletta mensile, ma anche questo, da mesi non funziona e a nulla sono valse le segnalazioni ufficiali a Telecom Italia, che si disinteressa del problema che investe una vasta area del paese comprensiva di molte altre utenze.
La donna, infatti, non è la sola a subire il problema, dovuto ad un guasto, già noto da tempo alla società e alle autorità pubbliche, ad una centralina che copre una parte importante dell’Alto Aterno.
Una situazione di isolamento insostenibile ai giorni nostri. Senza contare che intorno al lago sostano d’estate migliaia di visitatori e campeggiatori e insistono delle attività commerciali con legittime ambizioni turistiche, vanificate da disservizi vecchi e nuovi, al netto della distruzione portata da due sismi che ancora non vede la strada della ricostruzione e della rinascita.
Tutto questo contraddice il portato sociale dell’azienda di comunicazioni che, pagata per collegare, isola i suoi utenti, senza rinunciare nemmeno ad incassare le bollette.
Oggi la signora Clara prova ad affidarsi al potere comunicativo dei media per arrivare all’irraggiungibile colosso di comunicazioni che comunica con i suoi utenti solo tramite segreterie automatiche.
Si parla di grandi piani di rinascita e resilienza con il Pnrr, di rivoluzione green, di turismo sostenibile, di rilancio delle zone montane e dei centri minori, di rivoluzione dell’abitare, mentre nei fatti si costringono gli anziani allo sradicamento dalle proprie abitudini, dalle amicizie, dalle benefiche chiacchiere in cortile e dallo scambio di comunità vivibili, per costringerli a migrare verso città inaccoglienti, a carico delle famiglie o in residenze spersonalizzanti. E tutto per due tacche di cellulare.






