L’AQUILA – Un unico grande sipario dietro al quale far convogliare tutto il teatro abruzzese, in vista della sfida futura: continuare a fare cultura di qualità con finanziamenti sempre minori.

È l’ambizioso progetto messo in campo dal disegno di legge a firma del vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, per la nascita dell’ente teatrale regionale “Abruzzo Teatro -Teatro Stabile Pubblico”.

Un unico grande attore sulla scena culturale regionale, questo l’obiettivo principe, che racchiuda l’esperienza cinquantennale del Teatro Stabile d’Abruzzo e quella trentennale de L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione, nella produzione e distribuzione degli spettacoli, con un unico indirizzo programmatico di respiro abruzzese.

Il disegno di legge che ha iniziato ieri il suo iter in commissione consiliare Affari sociali (che si occupa anche di cultura), ha la scopo di creare un teatro abruzzese che possa fare sistema, in una rete in grado di collegare tutte le associazioni presenti nelle quattro province, favorendone contemporaneamente lo sviluppo di offerta teatrale. 

Un percorso politico bipartisan, quello intrapreso in Regione, che prevede una fusione tra i due enti, volta anche a tutelare i livelli occupazionali attuali del Tsa e dell’Uovo e che punti, come si legge nella bozza di legge, a una riorganizzazione amministrativa, tecnica ed economica per l’ottimizzazione dei costi e a una progettualità partecipata sull’intero territorio abruzzese.

Un solo contenitore che andrà quindi a riassorbire anche situazioni statutarie e di bilancio molto differenti, riuscendo a ottimizzare probabilmente anche le situazioni di quelle istituzioni culturali che presentano difficoltà economiche.

“È evidente che esse non possano più reggersi da sole”, commenta Ezio Rainaldi, presidente del Tsa e per anni a guida dell’Uovo, che ha tessuto la tela coinvolgendo un ampio fronte di istituzioni, anche con la “benedizione” del governatore, Gianni Chiodi.

“Questa unificazione, però – continua – dovrà garantire le attuali risorse regionali e ministeriali a disposizione di ognuna. I finanziamenti dovranno mantenersi tali, come anche il livello occupazionale”.

Un salto di qualità per il teatro troppo legato fino a oggi a “contingenze finanziarie e di programmazione dovute alle situazioni particolari dei bilanci regionali e dei governi che si susseguono”, aveva annunciato De Matteis, in occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova sede del Tsa.

Una continuità di finanziamenti, fissati con la legge di bilancio regionale, che potrà ridare respiro alle istituzioni teatrali e probabilmente anche alla stessa Atam, l’Associazione teatrale abruzzese e molisana, se fosse ricompresa nell’ente teatrale regionale, nella sua attività di distribuzione di spettacoli.

Dopo la riduzione dei contributi da parte della Regione e del ministero, che ha tagliato dell’80% il Fus, Fondo unico per lo spettacolo, l’Atam rischia infatti la liquidazione e la legge regionale potrebbe costituire un’ancora di salvezza per l’ente stesso e per i suoi dipendenti.