L’AQUILA – Una sensazione curiosa e straniante rientrare con disarmante semplicità dentro il Teatro comunale dell’Aquila, da dietro le quinte, come attori senza trucco, per una prova, in attesa del prossimo debutto.
Magari entrando da una porta di servizio. E ritrovarsi sul proscenio, osservati, scrutati dall’alto dallo sguardo di palchi e loggioni un po’ acciaccati e circondati da un grande cantiere in corso d’opera.
Dopo la fatale notte del 6 aprile 2009 la ribalta ha riaperto il sipario e ha così accolto questa mattina il nuovo presidente del Tsa, Ezio Rainaldi, insieme al direttore artistico Alessandro Preziosi, al direttore del’Atam Enzo Gentile e a tutte le più rappresentative autorità locali e regionali.
Una presenza coraggiosa ma anche necessaria, l’occasione ideale per presentare la nuova stagione teatrale 2012-2013 e sperare, dopo il completamento dei lavori del primo lotto, che in poco tempo (si pensa due anni) la città possa riavere il suo ‘sacro tempio’.
“Prima di inaugurare la nuova stagione – ha esordito Preziosi – volevamo essere certi dei luoghi dove nel frattempo poter rappresentare i nostri spettacoli, il cui comune denominatore lo abbiamo immaginato nel segno della parola identità”.
Il teatro comunale dell’Aquila fa il suo primo, sommesso capolino ma con grande dignità, nonostante le ‘crepe’ ancora aperte.
“Questo teatro farà della sua debolezza la sua grande forza – ha aggiunto Preziosi – e la nostra scelta di stare qui stamattina testimonia l’esempio più concreto per risolvere l’interesse per la cosa comune. Lo spettacolo poi ha la funzione di rappresentare la vita per come dovrebbe essere intesa”.
Una riflessione che bene si sposa con il carattere fresco e attuale degli spettacoli proposti, e che verranno rappresentati all’Auditorium della scuola della Guardia di finanza e al Ridotto del Teatro dal 15 novembre prossimo.
Sarà Hotel Paradiso, per la regia di Michael Vogel, a inaugurare la nuova stagione teatrale: un lavoro complesso e corale di grande suggestione che vedrà Familie Floz, gruppo internazionale di teatranti e uomini di scena, raccontare l’arte della recitazione attraverso un gioco di maschere e improvvisazione, magia e danza.
Dopo uno degli adattamenti più rappresentati al mondo e più riusciti, parliamo del Piccolo principe, rivisitato e diretto da Italo Dall’Orto, il Tsa propone la direzione del regista Alessadro D’Alatri per Tante cose belle, un testo contemporaneo di Edoardo Erba su storie di fragilità e debolezze dell’essere umano.
Ma sarà anche il solo e semplice corpo d’attore a raccontare un nuovo imperdibile Otello, con le musiche di Antonin Dvorak e la lettura provocatoria elaborata da Fabrizio Monteverde.
Fiore all’occhiello della stagione sarà senza dubbio Costellazioni, una nuova produzione del Tsa con il Khora, teatro e mobilità delle arti, per la regia di Silvio Peroni: una storia d’amore vissuta nel ‘caos’ di due universi paralleli.
Il classico non manca mai in un cartellone che si rispetti: e anche stavolta l’adattamento del Giulio Cesare di Shakespeare, per la regia di Andrea Baracco, non resterà confinato in un ambito di teatro d’istituzione, ma sarà l’occasione per scoprire nuovi sentieri e diversi scenari di emozione.
Lo stesso vale per il testo pirandelliano Il fu Mattia Pascal, che verrà raccontato grazie alla versione teatrale di Tato Russo, uno dei più importanti ed eclettici adattatori di copioni con la ‘c’ maiuscola e stavolta in un’interpretazione molto intima del personaggio più rappresentativo del concetto ‘identità’.
Variazioni enigmatiche di Eric Emmanuel Schmitt, già successo straordinario in Europa e Il Ponte (altra nuova produzione del Tsa con il Khora) di Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante (recitato insieme a Stefano Di Battista anche da Preziosi) i due spettacoli più rappresentativi del Tsa, a cui si aggiungono le produzioni dell’Atam Li romani in Russia con Simone Cristicchi e lo spettacolo Sei gradi di e con Giobbe Covatta.
Un cartellone che lascia sicuramente un segno alternativo alle precedenti e storiche edizioni aquilane. E certamente un messaggio di speranza alla città che torna a fare cultura senza minuscole: una ‘c’ stavolta come commedia e l’arte di farla, senza gesti e colori di finta austerità.
Una parafrasi verrebbe da farla, rivendicando proprio quell’eduardiana memorabile ‘Arte della commedia’, non più fatta di personaggi in cerca di autori, ma di attori in cerca di autorità.
A occhio e croce il problema sembrerebbe superato. Ma in fondo, c’è sempre una speranza: “a mali estremi – come direbbe Re Claudio nell’Amleto – estremi rimedi”. Oppure niente.
PEZZOPANE, ”FIDUCIA A PREZIOZI, QUALCUNO PENSAVA DI ROTTAMARE”
“Un cartellone di grande qualità. Una sfida che il direttore artistico, alla sua prima stagione nello Stabile, e tutto il Tsa hanno saputo vincere, e alla luce della quale il Comune dell’Aquila ribadisce la piena fiducia in Alessandro Preziosi, che è e resta il direttore dell’ente, con buona pace di chi pensava o sperava in fantasiose ipotesi di rottamazione al contrario”.
È quanto ha dichiarato stamani l’assessore alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane nel corso della conferenza stampa di presentazione della stagione 2012-2013 del Tsa.
“Il Comune dell’Aquila – ha proseguito l’assessore – nonostante la stretta sui conti degli enti locali, che vanno ad aggiungersi ai mille problemi di un ente che deve fronteggiare quotidianamente una situazione di persistente emergenza, non ha fatto mancare il proprio sostegno al Teatro stabile d’Abruzzo e alle altre istituzioni culturali cittadine, tenendo fede ai propri impegni e ai propri obblighi morali nei confronti di un settore, strategico per il nostro territorio, che purtroppo è ormai allo stremo. Grazie al progetto de ‘I cantieri dell’immaginario’ che, dopo lo straordinario successo della prima edizione, proporremo per il secondo anno di seguito, questo sostegno verrà anzi significativamente implementato, con il contributo del Dipartimento per lo Spettacolo dal vivo del Ministero per i Beni e le Attività culturali, Ci auguriamo che anche la Regione Abruzzo voglia ripristinare i finanziamenti al comparto della cultura, senza i quali anni di storia e di attività prestigiosa e di primo piano verranno cancellati inesorabilmente”.
“Oggi – ha concluso l’assessore – abbiamo constatato la passione e le motivazioni con le quali si lavora all’interno di questa istituzione, che continua a rappresentare, nonostante tutto, un faro nel panorama teatrale italiano. Passione e professionalità che contraddistinguono l’attività di tutte le nostre istituzioni culturali. Un incoraggiamento per proseguire lungo il percorso verso il progetto di Capitale europea della Cultura 2019”.






