L’AQUILA – “Sdegno e indignazione per la nomina, targata Pd e centrosinistra, di un pluricondannato al cda del Teatro stabile d’Abruzzo”.

La denuncia arriva dal circolo aquilano di Fratelli d’Italia, coordinato da un gruppo che vede, tra gli altri, Michele Malafoglia portavoce e Mauro Caradonna vice.

Fdi è anche il partito del sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi.

I meloniani non fanno il nome, ma il loro riferimento è a Quirino Crosta, componente del Cda nominato in quota Regione Abruzzo, coinvolto con la sua famiglia in alcune vicende giudizarie nel filone dei cosiddetti “furbetti”, tra abusi edilizi, e contributi di autonoma sistemazione e ricostruzione ritenuti illegittimi in primo grado.

Una definizione, quella di “furbetti”, per la quale la famiglia Crosta ha anche denunciato questo giornale, chiedendo un risarcimento di 25 mila euro rifiutato dal giudice che, infatti, ha ritenuto corretta l’etichetta giornalistica.

“Non entriamo nel merito delle figure e delle competenze delle altre scelte effettuate da Regione e Comune per la composizione nell’organismo deputato alla guida della più importante istituzione culturale regionali”, spiegano dal circolo di Fdi.

“Non si può si restare indifferenti – proseguono – nel constatare che chi è stato condannato per un utilizzo improprio di fondi pubblici legati al post-terremoto e la ricostruzione possa essere chiamato a gestire ingenti risorse in un campo, quello della cultura, cruciale per il rilancio dell’intero Abruzzo”.

“Ci auguriamo – conclude la nota – che qualcuno faccia un passo indietro: per salvaguardare la dignità di un’ente che ha bisogno di competenza e trasparenza per tornare ad essere un fiore all’occhiello della cultura a livello nazionale e internazionale”.