L’AQUILA –  L’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam) è stata tagliata dal Fondo unico per lo spettacolo del ministero dei Beni culturali.

Dopo 39 anni di attività l’ente culturale esce dai circuiti di finanziamento nazionali, che, stando a quanto si è appreso, sarebbero stati per quest’anno di 300 mila euro.

Una pesantissima tegola sulla testa per l’Atam, sulle cui casse grava un debito da 700 mila euro, e che va ad aggravare ulteriormente una situazione già difficile, dopo la sentenza del Tar arrivata a metà settembre che ha bocciato il ricorso dell’Atam contro il ministero per i Beni culturali per il taglio dei fondi necessari al risanamento delle casse dell‘ente.

L’ex presidente, Marco Fanfani, oggi al vertice della Fondazione Carispaq, qualche mese fa aveva lanciato un appello “per salvare un’istituzione con 38 anni di attività alle spalle”, sottolineando come “il debito accumulato fosse frutto del taglio nei confronti del Fondo unico per lo spettacolo e nel ritardo, da parte dei comuni, dei pagamenti degli spettacoli allestiti dall’Atam”.

Una situazione grave, con 6 lavoratori dell’ente da mesi senza stipendio, tanto che si era parlato di una imminente liquidazione, smentita però dal presidente Giulio Cesare Primerano, che in una nota aveva annunciato “la volontà decisa di celebrare al più presto i quaranta anni di attività dell’Associazione”.