L’AQUILA – Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida, teatro civile-gastronomico con degustazione dei prodotti di Libera Terra (dai terreni confiscati alle mafie), va in scena domenica 28 ottobre alle ore 18 al Castello Orsini di Avezzano e lunedì 29 ottobre alle ore 18.30 alla Casa del Teatro – Piazza d’Arti di L’Aquila.
Una “due giorni” dal sapore intenso e particolare, quella abruzzese, per lo spettacolo interpretato da Tiziana Di Masi. Entrambe le repliche saranno seguite da un aperitivo “Libera Terra”, offerto dalle sezioni locali dei soci Coop. I contributi saranno interamente devoluti alla cooperativa Pio La Torre – Libera Terra di San Giuseppe Jato (Palermo).
“È la testimonianza” dice l’attrice, giunta alla 115.ma e 116.ma replica del suo spettacolo, “che una città e una regione duramente colpite tre anni fa dal terremoto, con la ricostruzione ancora lontana, non hanno smesso di lottare quotidianamente per migliorare il Paese.
L’Aquila ha pagato un prezzo altissimo, centinaia di vite umane, come conseguenza della logica mafiosa della speculazione edilizia. Questa è una risposta importante: i suoi abitanti si impegnano per dire “no” alla mafia e lo fanno raccogliendo fondi per una cooperativa, quella di San Giuseppe Jato, che sorge sui terreni confiscati ai boss”.
Il coinvolgimento del pubblico sarà totale. Come di consueto, l’interprete chiamerà sul palcoscenico alcuni spettatori per raccontare loro le storie dei prodotti bio a marchio Libera Terra, con tanto di assaggio.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. La serata è organizzata da Coop Centro Italia, sezione soci di L’Aquila e Avezzano, in collaborazione con Libera.
Ed è proprio l’investimento nell’agricoltura biologica come reazione alle montagne di veleni scaricate dalle mafie nei terreni che costituisce il cuore della sfida lanciata dalle cooperative di Libera Terra in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e infine nel nord Italia, dal Piemonte alla Lombardia, sempre più nelle mani dei clan. L’Abruzzo non fa eccezione.
“Sono 20 i beni confiscati in provincia di L’Aquila”, racconta Tiziana Di Masi, “uno dei quali si trova proprio ad Avezzano. In queste due serate, come di consuetudine, racconterò non solo le storie legate alle cooperative, ma anche un episodio di ‘mafia a km zero’. Perché il pubblico dev’essere consapevole che questi fatti, purtroppo, riguardano tutti noi, senza distinzioni di città né di quartiere”.
Scritto dal giornalista Andrea Guolo, Mafie in pentola – Libera Terra, il sapore di una sfida è il racconto di un viaggio all’interno delle cooperative di Libera dove, sui terreni un tempo in mano alle mafie, è nata una “bella economia” i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi. È uno spettacolo che si fonda sulla speranza e sulla rinascita, perché la terra non smette mai di rigenerarsi, basta concederle la possibilità.
Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne legname e non cederlo alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che tornano a fiorire e a regalare un grande vino; ecco in Sicilia l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro delle regole mafiose e versa finalmente i contributi ai lavoratori.
È uno spettacolo sul gusto e su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare. Con un’interpretazione capace di sfumare dal drammatico al brillante e attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato sul palco ad assaggiare i prodotti, non “chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola la sua “fame” di legalità e di cose buone.
Il cibo si fa memoria e occasione di riscatto sociale.
Il menù di Mafie in Pentola
Aperitivo
Friselle, taralli e olio extravergine d’oliva
Antipasti
Carciofi violetti di Brindisi ripieni, fritti e ripassati al forno (come li fanno a Mesagne)
Pane casereccio con patè di peperoncino piccante calabrese in olio extravergine d’oliva
Primi
Zuppa di Cicerchie, come la fanno a Portella della Ginestra (Sicilia)
Spaghetti di grano simeto con passata di pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto
Secondo
Mozzarella di bufala campana, dalle terre di don Peppe Diana (Campania)
Dessert
Il “padanissimo” torrone di Cascina Caccia (Piemonte)
Digestivo
Il limoncello di Bosco Falconeria (Sicilia)
Caffè (vietato offrirlo!)
Il tutto accompagnato dai vini Placido Rizzotto (Centopassi) e Hiso Telaray
Infoline: 338-2712616. [email protected]
Ulteriori info e foto scaricabili dal sito www.tizianadimasi.it sezione Mafie in pentola



