L’AQUILA – Una nuova avventura produttiva vede il Teatro Stabile d’Abruzzo sostenere il lavoro di Maria Rosaria Omaggio e di Paola Gassman sul fortunato testo drammaturgico di William Gibson “Golda’s balcony”, tradotto e portato in scena con le musiche di Luis Bacalov.
‘Il balcone di Golda’ arriva a L’Aquila, giovedì 6 febbraio alle ore 21, e venerdì 7 febbraio alle ore 17,30 nel Ridotto del Teatro Comunale, dopo aver vinto il premio ‘In Scena’ a Volterra Teatro come miglior spettacolo dell’anno e dopo essere stato applaudito nella lunga tenitura romana che ha raccolto consenso unanime.
“Cosa accade quando l’idealismo diventa potere?”, si chiedeva in questo testo il drammaturgo William Gibson.
Oltre si potrebbe dire: “Cosa accade quando protagonista dell’idealismo e del potere è una donna, influenzata anche dalle emozioni private?”. Così Maria Rosaria Omaggio ha affrontato la regia de Il balcone di Golda. Lo spettacolo, con oltre tremila repliche a Broadway, detiene il record del cartellone più longevo per un monologo.
Il lavoro di Gibson è dedicato a una delle figure più importanti della storia del XX secolo: Golda è la Meir, prima donna premier di Israele, quarta al mondo a ricoprire questo ruolo.
Una ‘Lady di ferro’, paragonata alla Thatcher, “il miglior uomo al governo” diceva di lei l’ex premier Ben Gurion.
“Invece era una donna, certo forte ma anche con molte fragilità”, dice ora Paola Gassman, che la interpreta in Italia. Sola in scena, con alle spalle foto rare e le immagini autentiche di ciò che narra, sorprendentemente ottenute e selezionate con cura dalla Omaggio, soffuse nelle musiche firmate dal premio Oscar Luis Bacalov, Golda rivive raccontandoci la sua, ma anche la nostra, Storia.
La pièce sulla vita della leader israeliana Golda Meir rappresenta un’occasione speciale per far conoscere attraverso il coinvolgimento del teatro un periodo storico fondamentale del conflitto medio-orientale e offrire, col sorriso, le sfaccettature di una delle maggiori figure del secolo scorso. Le vicende sono narrate con precisione saggistica, supportata dai video ben riusciti, con una lancetta bianca, talora tinta di rosso e lampeggiante, che scandisce la storia, i documenti autentici.
Le luci colorano il fondo o lasciano apparire i ricordi aiutandoci a immaginare il balcone di Golda, anzi i due balconi dei quali parla, anche se il titolo fa riferimento al soprannome dato alla piattaforma di un settore segreto all’interno della struttura di armi nucleari di Dimona, nel deserto del Negev.
È sapiente e ben dosato l’intreccio tra vicende politiche e fatti storici – rispettati nella loro integrità ben documentata – e la vita di una donna. La regia fa muovere Golda con passo affaticato mentre racconta su una scena essenziale, scandita da pochi elementi: due sedie, un tavolo che si apre in due balconi, e uno schermo su cui scorrono immagini assolutamente autentiche di archivi storici.
Ma quelle assi di legno e liste di ferro diventano le gabbie dei polli del kibbutz, la scrivania e la sedia dell’ufficio, la poltrona di casa ruota ed è il podio da conferenza, il tavolo si spacca in due: il balcone di Tel Aviv da dove amava guardare il mare e quello dal quale poteva vedere “l’inferno”, come si svela alla fine.
Un’occasione per guardare la storia con gli occhi della memoria e con l’ironia sofferta di una donna ebrea.
Informazioni e prenotazioni Botteghino del Teatro Stabile d’Abruzzo telefono 0862 62946 – 348 5247096.



