ROMA – Cinema, teatri, sale giochi, centri estivi, scuole.
Un altro pezzo d’Italia oggi ha riaperto le porte, tra voglia di normalità e difficoltà a far quadrare i conti.
Con le regioni in ordine sparso e le incertezze che ancora avvolgono tante attività logorate dai lunghi mesi di lockdown.
Per le scuole si tratta – dopo circa cento giorni – di una riapertura solo parziale, ma dal forte valore simbolico, come ha sottolineato la ministra Lucia Azzolina.
“Oggi – ha detto – la scuola comincia a ripopolarsi. È un primo segnale di ritorno alla normalità”.
Sono tornati negli istituti i docenti delle 13 mila commissioni che esamineranno gli studenti a partire da dopodomani alle 8.30 per la Maturità. E sollievo per molte famiglie dal ritorno dei centri estivi. All’inaugurazione della struttura del centro sportivo dell’Aeronautica Militare a Roma era presente la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti.
“Oggi l’Italia – ha spiegato – riparte attraverso il gioco, il sorriso, l’incontro e le risate tra bambini e bambine che finalmente hanno la possibilità di ricominciare a stare insieme, a riacquisire una dimensione di socialità dopo mesi difficili di chiusura. E’ un giorno di festa non solo per le famiglie ma per tutto il Paese”.
A frenare l’entusiasmo, in molti casi, il conto salato da pagare.
Il Codacons stima un aumento medio delle tariffe del 30%, con picchi anche del 400% per alcuni centri del Nord Italia. Per una struttura privata la quota da versare è tra i 150 ed i 200 euro a settimana.
“Il rischio concreto – per l’associazione – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini”.
Riaprono i battenti anche sale giochi e scommesse.
Il Molise è partito per primo, l’11 giugno; il 13 la Toscana, mentre oggi è toccato alle sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Apertura rimandata al 19 giugno per Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Calabria. Ancora in stand-by le Marche e Trentino Alto Adige, mentre il Lazio ha rimandato all’1 luglio.
Per quanto riguarda i casinò, oggi riapre le porte Saint Vincent, seguito domani da Sanremo; per ultimo, il 19 giugno, Venezia.
E, dopo un’indigestione di tv e divano, riecco cinema e teatri. Per quanto riguarda il grande schermo, il circuito Uci Cinemas riapre oggi solo 4 dei 49 multiplex presenti in Italia.
Una partenza graduale, con l’obiettivo di coinvolgere tutte le sale nella prima settimana di luglio. Anche in questo caso, ampie le differenze tra le regioni. In Sicilia oggi l’unica proiezione – la prima post-Covid – è al Rouge et Noir di Palermo. Tutto esaurito per ‘Il bandito delle 11’, pellicola del ’65 di Jean Luc Godard.
In Campania i cinema non sono orientati ad aprire. “Le regole sono ancora confuse, ci sono dubbi sull’obbligo delle mascherine e non ci sono film in uscita”, lamenta Luigi Grispello, presidente dell’Agis Campania.
A mezzanotte appena scoccata, il teatro Dal Verme di Milano ha riaperto le porte per accogliere un numero ristretto di spettatori, meno di 200, ben lontano dai 1.436 che poteva ospitare prima del lockdown. Un gesto simbolico di ripresa. Lo ha fatto con le Quattro Stagioni di Vivaldi eseguite dall’orchestra d’archi dei Pomeriggi Musicali.
Per il San Carlo di Napoli, oggi giornata di test presso un furgoncino davanti al teatro per i 320 dipendenti e, da domani, ripartono le prove per tutti in vista degli spettacoli di luglio.
La Scala per ora pensa ad una manutenzione straordinaria, con il rifacimento del palcoscenico, ma il sindaco di Milano Giuseppe Sala, punta da una riapertura all’aperto, prima del tradizionale 7 dicembre.




