CHIETI – “Non ci può essere una ‘legge della Marina e una della Collina’. La legge è una e già consente l’accesso dei tassisti teatini all’interno dell’Aeroporto d’Abruzzo”.

È quanto ha dichiarato questa mattina nel corso di una conferenza stampa sulla vicenda dei tassisti di Chieti nell’aeroporto d’Abruzzo il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.

“Della questione inerente la regolamentazione del servizio taxi all’interno dell’Aeroporto d’Abruzzo – ha detto – l’amministrazione comunale si è interessata fin dal suo insediamento, attivandosi con una proposta di regolamento che disciplinasse l’accesso dei tassisti provenienti dai quattro Capoluoghi di provincia e dal Comune di San Giovanni Teatino. Ritengo si trattasse di una proposta equa che assegnava tre stalli ai tassisti di Chieti, 9 a quelli di Pescara e 1 rispettivamente agli operatori della’Aquila, Teramo e San Giovanni Teatino. Tale proposta non è stata controfirmata dal Comune di Pescara ed è, pertanto, rimbalzata all’attenzione della Regione. Finalmente, dopo un anno di attesa, si è costituita la Commissione regionale che dovrà stilare il regolamento con il quale viene disciplinato l’accesso dei tassisti nell’Aeroporto d’Abruzzo”.

“È, però, trascorso del tempo in evidente violazione della delibera che l’Enac, l’autorità aeroportuale, ha emesso in data 21 aprile 2010 e che autorizza al servizio i tassisti delle città capoluogo e di San Giovanni Teatino. Un anno di tempo per deliberare la formazione della Commissione è fin troppo per regolare lo svolgimento di un servizio che la legge già assegna ai tassisti. Ora è indifferibile giungere al più presto al Regolamento che stabilisca il numero di tassisti di ogni capoluogo che potranno stazionare in Aeroporto negli appositi stalli”.

Di Primo chiede di accelerare il percorso di definizione del Regolamento al fine di tutelare i diritti di tutti i lavoratori.

“Se dovesse passare il principio che ‘chi più strilla più ottiene’, il nostro atteggiamento, sinora di estrema disponibilità, muterebbe radicalmente. Annuncio sin d’ora che ricorreremo anche alla Magistratura competente per chiedere che venga adottato il Regolamento in via sostitutiva. In gioco c’è un diritto già scritto che va al più presto applicato al fine di evitare il perdurare di discriminazioni e di angherie di cui i tassisti teatini continuano ad essere vittime”.