L’AQUILA – “Gli studenti dell’Università dell’Aquila delle famiglie a basso reddito avranno ampie tutele, e nonostante la reintroduzione delle tasse dopo 5 anni di esenzione come forma di sostegno dopo il sisma del 6 aprile 2009, gli iscritti saranno superiori ai 21 mila, altro che abbandoni di massa!”.
Lo ha assicurato il rettore dell’Università dell’Aquila, Paola Inverardi, dopo l’approvazione di ieri, da parte del Consiglio d’amministrazione dell’ateneo, con 7 voti favorevoli e 2 astensioni, quelle dei rappresentanti degli studenti, della reintroduzione delle tasse, e dei criteri di tassazione in base al reddito e al merito. Una decisione transitoria, che riguarderà solo il prossimo anno accademico e andrà rinegoziata con gli studenti che hanno già promesso battaglia.
“Il modello approvato è improntato all’equità sociale e al merito – ha assicurato la Inverardi – in linea con il nostro modello di Università, che vuole essere fatta da studenti motivati e che restino a vivere qui qui, ma studenti veri, non inattivi”.
Ed ecco dunque il tariffario per l’anno di iscrizione 2014-2015, relativo, è importante sottolineare, solo alla seconda rata perché la prima non si pagherà, essendo ancora coperta dall’esenzione.
In base al reddito Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente, gli studenti sono divisi in tre fasce.
La fascia A, che va da 0 a 14 mila euro, pagherà una rata da 100 euro.
La fascia B, da 14 mila a 44 mila, 100 euro più 0,025 centesimi per ciascuni punteggio Isee.
La fascia C, con reddito superiore ai 44 mila euro, pagherà 850 euro.
GLI SCONTI
Sono però previsti sconti e agevolazioni di vario genere.
Uno studente in corso con redito Isee inferiore a 10.632 euro che abbia conseguito almeno 12 crediti formativi, equivalenti a due esami, alla data del 10 agosto, non pagherà nulla.
Gli studenti che si iscrivono a un corso di laurea magistrale avendo già conseguito una laurea entro il primo anno fuori corso avranno diritto a uno sconto di 400 euro se hanno ottenuto un voto di 110 e 110 e lode, uno sconto base di 100 euro più venti euro ciascun punto di votazione se hanno conseguito tra 100 e 109.
C’è poi lo sconto per il rendimento accademico che va dai 3 a i 5 euro per ciascun punto di credito formativo, agevolazioni che però non riguardano gli studenti dal secondo annio fuori corso in poi.
Sconto di 150 euro anche per chi ha un fratello o una sorella iscritti all’Università dell’Aquila e ad altre facoltà con cui sono in vigore accordi di di reciprocità.
E infine, sconti per chi ha disabilità tra il 33 per cento e i 66 per cento, per chi ha un familiare in mobilità disoccupato, in cassa integrazione, in caso di decesso, e anche per studenti che diventano padri o madri, sconti pari al 30 per cento dell’importo della rata.
Sul sito Internet dell’Università sarà possibile calcolare l’importo inserendo i dati Isee e i crediti formativi.
Questi importi, assicura la Inverardi, non scoraggeranno le iscrizioni e a confermarlo c’è il fisico Adriano Filipponi che ha elaborato una proiezione assai lusinghiera.
“Dai nostri calcoli risulta che le iscrizioni al nuovo anno accademico saranno 21.200 circa, con una lieve flessione rispetto agli attuali 23 mila, tenendo conto degli abbandoni fisiologici degli studenti fuori corso”.
Infine il rettore, in risposta alle polemiche da parte dell’Udu, spiega perché è stato bocciato l’emendamento “salva-poveri”, che prevedeva 1 euro in più per ogni scalino di 1.000 euro dell’indicatore Isee, e che da una stima dei ragazzi avrebbe consentito di abbattere del tutto i contributi per la fascia più povera, da 0 a 6.000 euro di Isee.
“Non era una misura equa – ha concluso la prof – avremmo dovuto aumentare le tasse ad altri studenti per consentire a chi ha un reddito fino a 6 mila euro di iscriversi senza pagare nulla, anche senza fare nessun esame. Noi abbiamo detto, ok, non paghi nulla, ma devi fare almeno due esami”.



