L’AQUILA – Rimborso contributi Inps e Inail sospesi dopo il terremoto e che ora i due enti previdenziali chiedono indietro: sono tutti contro l’emendamento-killer del governo i rappresentanti delle categorie e degli ordini che si sono ritrovati questa mattina al Comune dell’Aquila per decidere le contromisure.

Domani, infatti, scade la proroga data dallo Stato per restituire una quota delle tasse abbattute al 40% grazie a una legge voluta dall’allora sottosegretario Gianni Letta, una norma che l’esecutivo vorrebbe cancellare con un provvedimento attaccato in zona Cesarini alla Finanziaria, l’ultimo provvedimento della stagione a palazzo Chigi del premier Mario Monti.

Mangiata la foglia della trappola, però, imprenditori e professionisti si sono ribellati e questa mattina hanno chiesto al deputato del Partito democratico Giovanni Lolli, l’unico politico presente alla riunione insieme al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che è dovuto andare via in anticipo, di fare di tutto per stoppare il provvedimento.

La soluzione, per il momento, è lasciare le cose come stanno, in attesa che la Commissione europea apra la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

Sul problema del documento unico di regolarità contributiva (Durc), aspetto che riguarda, in particolare, le imprese edili, la decisione è di attendere il parere negativo degli enti salvo poi fare ricorso in tribunale, cosa che sospende l’efficacia del Durc, in modo da poter comunque lavorare.

Nel corso dell’incontro ci sono state parole forti nei confronti del governo: “si sono calati le braghe davanti all’Europa, tra L’Aquila e la Ue hanno scelto loro”, ha detto Rita Innocenzi della Cgil.

Lolli ha rilanciato chiedendo compattezza, ma invitando a tenere i toni bassi: “dobbiamo organizzarci a resistere insieme alle popolazioni delle altre regioni coinvolte (Marche e Umbria per il sisma del 1997 e Molise e Puglia per quello del 2002, ndr), però voglio che questa guerra venga combattuta tutti insieme, altre volte ci siamo esposti e poi dietro di noi non c’era nessuno”.

“Ci avviamo a intraprendere un contenzioso complesso – ha aggiunto – serve un pool di esperti e di avvocati che ci supporti a dovere”.

“Comunque alla fine rischiamo di soccombere – ha concluso – deve essere chiaro che non tutti si salveranno dalla mannaia della restituzione”.

Quindi la riunione è stata aggiornata a lunedì alle 15, quando categorie e ordini professionali firmeranno una nota congiunta per indirizzare gli associati sul comportamento da tenere quando Inps e Inail faranno sentire la loro voce e pretenderanno di riavere i soldi. (pi.bi.)