L’AQUILA – La restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto è iniziata questo mese, ed è già caos.

“Norme poco chiare, termini e scadenze opprimenti, una mancanza di coordinamento tra gli istituti addetti alla riscossione dei tributi e totale immobilismo della classe politica locale”.

A lanciare l’allarme sono i commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro, che questa mattina hanno convocato una conferenza stampa per rendere note le difficoltà che si trovano ad affrontare ora che è iniziata la restituzione delle tasse sospese, che dovrà avvenire, come fissato nella legge di Stabilità numero 183 del 12 novembre 2012, in 120 rate con un abbattimento del 60 per cento (quindi bisognerà restituire il 40 per cento dei tributi).

“Innanzitutto c’è bisogno di regole certe – ha tuonato Americo Di Benedetto, presidente dell’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili dell’Aquila – gli istituti stanno applicando le regole in maniera aberrante”.

Gli ordini professionali puntano il dito soprattutto contro Inps, Inail e Inpdap che hanno imposto come termine per il pagamento della prima rata oggi, 16 gennaio, mentre nella circolare dell’Agenzia delle entrate uscita lo scorso venerdì si stabilisce come termine il “mese di gennaio”, che per i professionisti vuol dire la fine del mese.

Una scadenza troppo ravvicinata, quindi, quella imposta dai tre istituti previdenziali, che secondo i tributaristi crea caos e aumenta esponenzialmente la loro mole di lavoro, già gravata da tutti i problemi e i ritardi causati dal terremoto.

“Sono tempi per noi laceranti” ha proseguito Di Bendetto, che ha sottolineato che all’origine di questo “far west” c’è un mancato coordinamento tra gli istituti, determinato anche dal’inefficienza della classe politica locale.

“Ci siamo ritrovato completamente isolati – ha affermato – C’è stata un’incapacità totale da parte di chi esercita la politica di interloquire con Roma, con le direzioni nazionali degli enti”.

“Viviamo ancora una situazione di emergenza – ha rimarcato Marcello De Carolis, consigliere nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro – la nostra città non sta come pensa il resto della nazione. Mi auguro davvero che la classe amministrativa e politica, soprattutto quella nuova che verrà eletta, sia in grado di affrontare il problema”.

A creare i malumori dei professionisti, anche il fatto che gli istituti previdenziali Inps e Inail hanno stabilito che l’importo minimo per il versamento della rata, tramite modello F24, è di 50 euro.

L’ennesima “circolare che cambia le carte in tavola”, l’hanno definita durante la conferenza, e che costringe a rifare daccapo tutte le pratiche già conteggiate. Un lavoro in più che “dovrà esserci ripagato”, ha detto Di Benedetto.

Per Ettore Perrotti, presidente dell’unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili dell’Aquila, i ritardi delle circolari vanno in contrasto con lo Statuto del contribuente, “che prevede che queste debbano essere diramate almeno 90 giorni prima dalla ripresa dei pagamenti. Quell’Agenzia delle Entrate, per esempio, è uscita solo tre giorni fa”.

Per sbrogliare la matassa, è “necessaria una circolare che uniformi tutti i comportamenti”, ha affermato Luigi Fabiani, tributarista L.a.p.e.t..

Una circolare, ha spiegato infine Salvatore Del Commuto, consigliere provinciale dell’ordine dei consulenti del lavoro, “che stabilisca anche che in caso di ritardi nel pagamento della prima rata entro i termini fissati, non c’è il rischio di venire sanzionati”. (e.m.)