L’AQUILA – Governo assente in aula alla Camera all’inizio della seduta dell’assemblea che ha all’ordine del giorno la discussione generale del decreto legge sul terremoto, già approvato dal Senato ad eccezione degli emendamenti per innalzare la soglia del “de minimis” da 200 mila a 500 mila euro. La seduta si è conclusa ieri alle 18.10 e la discussione è ripresa questa mattina alle 10.
Si tratta di un appuntamento di vitale importanza per l’economia di un intero territorio, che rischia il collasso per la vicenda relativa alla restituzione delle tasse sospese a circa 350 imprese e professionisti dopo il sisma del 6 aprile 2009 dell’Aquila e richieste dalla Commissione europea, con cartelle esattoriali per circa 100 milioni di euro, perché le ingenti somme sono state considerate aiuti di Stato, è stata dunque sospesa per pochi minuti.
I lavori sono partiti solo dopo qualche minuto, grazie all’arrivo di alcuni esponenti del governo. Forza Italia, con il deputato Simone Baldelli, e il Pd, con il deputato Enrico Borghi, hanno “stigmatizzato quanto avvenuto” sostenendo che fosse una manifestazione di attenzione da parte dell’Esecutivo.
“Cominciamo bene…”, ha scritto su twitter Baldelli, poco dopo le 14, quando Ettore Rosato, vice-presidente della Camera dei deputati, è stato costretto a sospendere la seduta, a causa dei banchi vuoti della maggioranza.
Baldelli ha anche criticato la scelta del relatore, Tullio Patassini (Lega), di sedere fra i banchi del suo partito anziché ai banchi riservati ai relatori.
La seduta della Camera acquista un’importanza notevole, proprio in virtù della bocciatura degli emendamenti in Senato, presentati con l’obiettivo di innalzare la soglia del “de minimis” da 200 mila a 500 mila euro, ma la proposta ha avuto 112 voti favorevoli (i senatori di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd) e 154 contrari (gli esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle).
“La maggioranza continua a considerare i terremotati cittadini di serie B: dopo aver bocciato o ignorato gli emendamenti al ddl sisma proposti da Forza Italia, oggi siamo arrivati al colmo. Il governo ha letteralmente disertato e fatto sospendere di conseguenza la seduta che doveva tenersi alla Camera per discutere il decreto. Ribadisco ancora una volta come ormai sia chiaro e palese che i terremotati siano stati utilizzati come utile strumento di campagna elettorale”, ha affermato il senatore e coordinatore di Forza Italia in Abruzzo, Nazario Pagano.
“Avevo promesso, dopo che i miei emendamenti erano stati bocciati, che avrei seguito i lavori della Camera e così continuerò a fare: l’Abruzzo e tutte le regioni colpite dal sisma non saranno lasciate sole da Forza Italia”, ha concluso.
“Il comportamento della maggioranza e del governo sul terremoto è una grande delusione: Lega e M5S hanno offeso il Parlamento e le popolazioni terremotate. Dopo un lungo dibattito e soprattutto dopo le mirabolanti promesse della campagna elettorale, né il relatore né il governo si sono nemmeno degnati di replicare. E soprattutto hanno bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni. Il Pd ne aveva presentati alcuni rispetto al problema delle tasse per il terremoto del 2009, per la proroga dei contratti dei lavoratori precari, per la semplificazione burocratica, per la riduzione al 40% delle tasse sospese nel terremoto del 2016, per la proroga della struttura commissariale. Ebbene, per i gialloverdi nessuna di queste questioni è ritenuta abbastanza rilevante da consentire al Pd di offrire una soluzione”, ha detto l’onorevole aquilana del Pd, Stefania Pezzopane.
“Da parte nostra, ripresenteremo tutti gli emendamenti. I gialloverdi hanno invece promesso ‘marchette’ (sic) nella legge di Bilancio. Il Pd vuole risposte e anche il doveroso rispetto che le popolazioni terremotate”, ha concluso l’ex senatrice.
In Commissione speciale atti urgenti del Senato Lega e M5S hanno proposto una proroga fino al 31 dicembre prossimo, per una eventuale restituzione. Ma la vicenda è molto complessa e molti sono stati i momenti chiave in questi ultimi mesi.
Già il 16 aprile scorso, infatti, ci si è mobilitati con un corteo di protesta con oltre 5mila persone che hanno sfilato per le vie dell’Aquila, su iniziativa della Regione Abruzzo e del Comune, per dire “no” ad una restituzione delle tasse che “ucciderebbe un territorio già martoriato dal terremoto del 6 aprile 2009”.
Anche il governo uscente si è mosso in tal senso, con un’azione politica che ha portato a un decreto di proroga che per 120 giorni ha sospeso l’efficacia delle cartelle esattoriali.
Sulla base di questo provvedimento, poi, lo scorso 18 aprile, il Tribunale amministrativo regionale del capoluogo abruzzese non ha concesso la sospensiva, ma comunque l’azione messa in campo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, non ha smorzato i timori degli aquilani, che restano in attesa di avere un responso e un aiuto da parte dell’Esecutivo nazionale.
“Bisogna fare presto e bene, non si può più aspettare, bisogna velocizzare la Ricostruzione privata e far partire quella pubblica”, ha detto nel suo intervento in aula l’onorevole Paolo Trancassini (Fratelli d’Italia) e sindaco di Leonessa, in provincia di Rieti.
“Abbiamo presentato oltre 200 emendamenti, insieme ai colleghi degli altri gruppi parlamentari, a cui l’Esecutivo ha fatto seguire solo silenzio e qualche caduta di stile, caro sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli (M5s), che mentre io stavo discutendo di un argomento chiave per i nostri territori, lei chattava e sbuffava, per rispetto non tanto al Comune di Leonessa che rappresento, ma per rispetto del Parlamento stesso e del ruolo che abbiamo in quest’aula”, ha proseguito Trancassini.
“Il tempo è, e deve essere il tema centrale, ne abbiamo perso troppo”, ha concluso il deputato e sindaco di Leonessa.
“Provo molta pena e vergogna per un governo che, a parte strombazzare fesserie su ogni canale social, non ha la dignità di presentarsi in Parlamento a confrontarsi sul decreto in favore delle popolazioni colpite dal terremoto. È mortificante e qualifica ancora una volta l’esecutivo, dopo la figuraccia rimediata sul decreto del Palagiustizia di Bari, per quello che è: superficiale, insensibile e inadeguato. Ancora più grave perché oggi alla Camera si discute di cittadini alle prese con una situazione drammatica. Il premier Giuseppe Conte, piuttosto che fare la solita sfilata nei luoghi colpiti dalla tragedia, faccia due passi da Palazzo Chigi a Montecitorio e venga a rimediare ai guasti della sua maggioranza che non ne vuol sapere di modificare il decreto”, così in una nota Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce unico dei gruppi azzurri di Camera e Senato.
“Ancora un segno di indifferenza, ancora una dimostrazione di disinteresse. Dopo che alla Camera la maggioranza ha mancato di recepire gli emendamenti di Forza Italia al decreto terremoto, oggi il governo non si è neanche presentato. Seduta sospesa, i terremotati ringraziano”, ha fatto sapere con un post di Twitter il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini, eletto nelle Marche.
“Accelerare e migliorare il processo di ricostruzione e rilancio economico delle aree colpite dal sisma del 2016 è una priorità di questo Governo”, ha affermato Patrizia Terzoni, deputata M5S in commissione Ambiente.
“La proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2018 – ha spiegato – renderà possibile lo stanziamento di altri 300 milioni di euro. Sappiamo che questo non basta, ma dobbiamo fare i conti con una legge di bilancio approvata dal vecchio governo. Per il momento, dunque, maggiore semplificazione e aiuti ulteriori cercheranno di riattivare la situazione attuale di immobilismo generale”.
“Durante l’esame del provvedimento al Senato – ha ricordato la deputata a 5 stelle – sono state inserite tante norme, alcune arrivate direttamente dai cittadini che vivono nelle zone colpite dal sisma. Con questo decreto, oltre la proroga dello stato di emergenza, sono stati stanziati 10 milioni per la creazione di aree attrezzate per camper e roulotte così da dare la possibilità ai proprietari di seconde case di continuare a frequentare i posti dove era situata la propria abitazione distrutta. Abbiamo semplificato gli adempimenti burocratici relativi alle procedure di ripristino dell’agibilità degli edifici e c’è stato un aumento da 150mila a 258mila sul tetto dall’attestazione Soa. Grande novità anche la disciplina transitoria per le ‘casette’ realizzate dai proprietari degli immobili resi inagibili dal sisma e che si sono dovuti organizzare in autonomia. Decisa anche la proroga del pagamento delle rate dei mutui da parte dei comuni alla Cassa Depositi e Prestiti e la proroga di un anno dell’aumento dell’indennità di funzione dei sindaci dei piccoli comuni colpiti dal sisma”.
“Gli interventi di ricostruzione degli immobili – ha sottolineato – potranno comprendere adeguamenti antincendio ed eliminazione delle barriere architettoniche e tutte le riparazioni di danni lievi riguarderanno singolarmente le unità immobiliari. Dopo quasi 2 anni dalla tragedia, nessun cantiere è ancora al lavoro per la ricostruzione, se non poche decine. Questa situazione è gravissima ed è responsabilità di tutti i parlamentari confermare questo decreto per dare speranza ai cittadini che hanno bisogno di segnali concreti di rinascita per tornare a vivere in maniera dignitosa”. “Bisognerà fare ancora molto ma queste proroghe daranno respiro ai cittadini di quelle aree, penalizzati da due anni di immobilismo”, ha concluso la deputata.



