L’AQUILA – “Il mio telefono è sempre stato acceso, sia per i singoli imprenditori sia per le associazioni di categoria. Il mio impegno, così come quello dell’amministrazione comunale, sulla questione tasse, è sotto gli occhi di tutti”.

Risponde così il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi al gruppo di professionisti che ha oggi fatto scattare di nuovo l’allarme sulla questione della restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti per 18 mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009 richieste dalla Commissione europea che considera i circa 100 milioni di euro aiuti di Stato. Accusando di “latitanza” forti, alla classe politica comunale, regionale e nazionale, che “nemmeno risponde più al telefono”.

Accuse respinte al mittente da Biondi.

“Proprio una mia lettera inviata alla commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestagher, e la sua successiva risposta, ha riaperto la partita relativa all’innalzamento del limite del de minimis da 200 a 500mila euro”, ricorda innanzitutto Biondi, e assicura: “Noi continuiamo a pensare che le misure adottate dopo il terremoto di nove anni fa non rappresentino aiuti di Stato ma, anzi, siano state una sacrosanta misura di salvaguardia di un territorio che rischiava di morire. In ogni caso, l’innalzamento della soglia rappresenta una fase intermedia che ci soddisferebbe”.

“Il problema non è tanto della politica nazionale, che dopo un naturale e legittimo periodo di assestamento deve però cominciare a focalizzare l’attenzione sull’Aquila e cercare di capire quale percorso intraprendere, quanto di una burocrazia che pare inamovibile e che sembra aver dichiarato guerra all’Italia e ad alcuni territori visto che continua a sostenere le posizioni dell’Europa rispetto a quelle di una nazione sovrana come la nostra”, conclude il sindaco dell’Aquila.