L’AQUILA – “Con tutto il rispetto per il sottosegretario Letta e per il commissario Chiodi, questa volta vogliamo un atto scritto dal parlamento e dal Governo con relativa copertura finanziaria. Promesse e rassicurazioni lasciano ormai il tempo che trovano”.

Lo afferma in una nota l’assessore comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane.

“Sono mesi – scrive  – che chiedevamo di affrontare per tempo questa situazione e solo ora che stanno arrivando i tagli alle buste paga si cerca di mettere una ‘pezza a colori’”.

“Ringrazio i senatori del Pd e dell’Idv – afferma – che consentiranno, attraverso la presentazione di emendamenti al testo di legge sulla stabilità, di affrontare la questione nel dibattito parlamentare, a partire dalla commissione Bilancio del Senato”.

“Ci aspettiamo un lavoro sinergico e unitario da parte di tutte le forze politiche per ottenere quanto dovuto. L’Aquila insorga, per i propri diritti calpestati”, sbotta la Pezzopane, che lancia un appello.

“Unità di intenti tra il Comune dell’Aquila e gli altri sindaci del ‘cratere’ per una mobilitazione forte, coesa e finalizzata al raggiungimento di obiettivi concreti e non a strappare l’ennesima promessa”.

“Siamo tutti determinati a rendere visibile al Paese un dramma dimenticato, che ormai ha superato ogni soglia di emergenza sociale – commenta ancora l’assessore – La nostra tragedia è una delle tante in un’Italia sempre più povera che si sente trascurata da un Governo il cui capo dimostra davanti a tutta l’Europa di ignorare i problemi”.

“Mentre si allunga la lista dei poveri, come dei cassintegrati e dei disoccupati, sentir parlare di ristoranti pieni è infatti una risata in faccia al nostro dramma. Quanto sono lontani i tempi delle passerelle e dell’utilizzo del nostro dolore a soli scopi elettoralistici…”, scrive criticando il premier, Silvio Berlusconi.

“Dopo due anni e mezzo torniamo di nuovo in piazza per ottenere ciò che è stato dato agli altri – conclude l’assessore – Chiediamo non solo un rinvio del pagamento, ma anche un provvedimento che stabilisca l’abbattimento del 60 percento delle tasse da restituire, così come è stato fatto per Marche ed Umbria”.