L’AQUILA – Disastro! Non è una proroga, ma solo una sospensione quella fissata dal decreto “milleproroghe” delle prime sei rate delle 120 con cui i terremotati dovranno restituire le tasse non pagate durante l’emergenza.

Con questa mossa, insomma, è vero che si comincerà a pagare più tardi, ma accumulando un ulteriore ritardo. E le sei rate sospese dovranno essere saldate “in modo da non determinare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica”. Tradotto dal politichese, entro l’anno.

Insomma, a meno di improbabili, ulteriori colpi di scena (“questa proroga sarà l’ultima”, hanno detto un po’ tutti), non pagando nulla da gennaio a giugno, da luglio a dicembre bisognerà invece pagare 12 rate.

Come entità, è lo stesso. Come peso sulle tasche, perfino peggio che ricominciare a pagare a gennaio!

IL ”CRATERE” NEL MILLEPROROGHE

Quest’interpretazione appare evidente leggendo il comma 3 dell’articolo 2 (quello sulle “proroghe onerose”) del decreto “milleproroghe” (decreto legge numero 225 del 29 dicembre 2010).

Appena sotto alla proroga (quella sì, reale) per gli alluvionati del Veneto, arriva il turno del “cratere”. Il testo specifica che “è sospesa la riscossione delle rate, in scadenza tra il mese di gennaio 2011 e il mese di giugno 2011, previste dall’articolo 39, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”.

Quindi sospensione e non proroga delle rate tra gennaio e giugno previste da quei provvedimenti. In particolare, il decreto 78 (convertito nella legge 122) è quello di fine maggio, in cui all’articolo 39 (“Ulteriore sospensione dei versamenti tributari e contributivi nei confronti dei soggetti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009”) nei tre commi citati dal “milleproroghe” si fissava la restituzione di tutte le tasse sospese in 120 rate dal mese di gennaio 2011.

E le prime sei rate di queste 120 ora sono sospese, tutto qua. Quando saranno restituite? Nel milleproroghe non c’è scritto esplicitamente.

“La ripresa della riscossione delle rate non versate ai sensi del presente comma – si legge però – è disciplinata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in modo da non determinare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica”.

I saldi di finanza pubblica si chiudono alla fine del 2011 e, per non determinare “effetti peggiorativi”, il malloppo sospeso da gennaio a giugno per allora dovrà già essere stato restituito.

Tombola! In sei mesi, 12 rate da saldare.

LA DIFFERENZA DEL VENETO

La portata della beffa si capisce dando un’occhiata a com’è gestita la proroga della detassazione in altri territori colpiti da disastri.

Per quanto riguarda il Veneto, in particolare, il testo è molto, molto più chiaro: “Il termine del 20 dicembre 2010 – si legge nel comma 2 dello stesso articolo 2 del “milleproroghe” – previsto dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze in data 1° dicembre 2010, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 16 dicembre 2010, relativo al versamento dei tributi, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, sospesi in relazione agli eccezionali eventi alluvionali verificatisi nel Veneto, è differito alla data del 30 giugno 2011”.

Una proroga vera e propria della data, quindi, con un’importante postilla: “Alle minori entrate derivanti dal periodo precedente, pari a 93 milioni di euro per l’anno 2010, si provvede ai sensi dell’articolo 3”.

L’articolo 3 del milleproroghe è quello importantissimo che si occupa della copertura finanziaria, che spiega, insomma, per filo e per segno dove prendere i quattrini per il Veneto.

NIENTE COPERTURA PER L’AQUILA

E il “cratere”? Nell’articolo 3 sulla copertura finanziaria non viene citato affatto, quindi è abbastanza evidente che per quella sospensione di sei mesi non è stata prevista alcuna copertura finanziaria: affermazione che ieri è costata ai politici che l’hanno sottolineata l’accusa di “capipopolo” da parte del presidente della Regione, Gianni Chiodi.

“Manca la copertura? Anche se fosse vero, è un problema dello Stato, non degli aquilani”, ha ringhiato ieri il governatore in conferenza stampa.

Benissimo. Ma pagare 12 rate compresse nel secondo semestre del 2011 lo sarà eccome, un problema degli aquilani. Ci sono sei mesi di tempo per fare in modo che ciò non accada.

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