L’AQUILA – “Il Governo è impegnato a trovare la soluzione entro novembre sulla questione del rinvio delle tasse per le popolazioni dell’area del cratere”.

Questo l’annuncio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, oggi a margine di una conferenza stampa a palazzo Chigi. Nonostante questo resta confermata la mobilitazione.

Oggi comincia una settimana di protesta istituzionale e cittadina per strappare, in extremis, un provvedimento di proroga della restituzione delle somme ‘congelate’ dopo il terremoto.

Anche domani Chiodi sarà a Roma per definire gli ultimi dettagli di un’ordinanza che dovrebbe “traghettare” i contribuenti fino all’approvazione del maxi emendamento alla legge di stabilità.

“Questa, al momento, la strada più opportuna da seguire. Questione di ore, dunque, l’ufficialità della decisione”, recita una nota della struttura commissariale.

E a chi chiede un decreto come provvedimento che resterebbe valido anche in caso di possibile caduta del governo, Chiodi ribadisce ad AbruzzoWeb che anche un’ordinanza avrebbe quella caratteristica.

In mattinata il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, ha incontrato i sindaci del “cratere” per concordare una strategia: si chiederà allo stesso Letta e al premier, Silvio Berlusconi, un decreto immediatamente esecutivo che proroghi tutte le scadenze a dicembre per avere un mese di “ossigeno” per trovare una soluzione strutturale.

Già in questa busta paga, infatti, i datori di lavoro potrebbero cominciare a inserire una parte dei contributi da restituire. Di qui l’esigenza di uno slittamento rapido.

“Basta promesse, ora ci vogliono i fatti”, ha detto il primo cittadino commentando l’annuncio di Letta. E l’assessore Stefania Pezzopane ha rincarato: “Con tutto il rispetto, stavolta vogliamo un atto scritto con copertura finanziaria”.

Il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, è andato a Roma per un incontro con Letta: anche il senatore e coordinatore regionale Pdl, Filippo Piccone, e il collega Fabrizio Di Stefano sono nella Capitale.

Un’altra parte di parlamentari abruzzesi, subito dopo la riunione dei sindaci, è stata impegnata in un vertice con Cialente: c’erano il deputato democrat Giovanni Lolli, i senatori Alfonso Mascitelli (Idv) e Luigi Lusi (Pd). Era presente anche il consigliere regionale del Pdl Luca Ricciuti in rappresentanza di Piccone.
 
Chiodi ha precisato lo scenario con una sua nota in cui piuttosto che di decreto parla di una ordinanza di slittamento, così da arrivare all’approvazione del maxiemendamento, citata da Letta come soluzione definitiva.

Nessuno dei protagonisti vuole invece parlare di quale sarebbe lo scenario qualora il presidente del Consiglio rassegnasse le dimissioni (voci smentite in mattinata) o non ricevesse la fiducia del Parlamento nei prossimi passaggi in aula: un’ipotesi che renderebbe più difficili le prospettive per il “cratere”.

Domani la prima mobilitazione di piazza, alle 15.30 davanti a palazzo dell’Emiciclo, a cui parteciperanno anche comitati, sindacati, rappresentanti delle Istituzioni locali, cittadini e studenti universitari, mentre venerdì prossimo si svolgerà, sempre alla stessa ora, un’altra manifestazione che partirà ancora una volta dalla Villa comunale.

In quel giorno Cialente chiederà ai genitori degli studenti delle scuole, di ogni ordine e grado, di non mandare i loro figli a lezione, così come chiederà il coinvolgimento dei parroci perché tutti, allo stesso momento, suonino le campane in segno di mobilitazione alle 17.

LETTA: ”IL RINVIO NEL MAXIEMENDAMENTO”

“La sede dovrebbe essere quella di un emendamento alla legge di stabilità – ha chiarito Letta – e troveremo lo strumento tecnico per dare tranquillità fin da ora ai cittadini abruzzesi”.

Il sottosegretario ha ribadito in conferenza stampa al governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi “che il governo è impegnato a trovare una soluzione entro novembre” alla questione del rinvio delle tasse agli abruzzesi.

“Forse nell’emendamento alla legge di stabilità – ha spiegato- troveremo lo strumento tecnico per dare tranquillità fin da ora si cittadini dell’area del cratere. Troveremo anche come superare tecnicamente il lasso di tempo che va dal 20 novembre fino all’approvazione della legge”.

CHIODI: ”ORDINANZA PER ANTICIPARE IL MAXIEMENDAMENTO”

Continua a Roma il lavoro del commissario per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, per trovare una soluzione adeguata alla questione della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009.

“L’opzione più accreditata – scrive in una nota – è quella di un’ordinanza ad hoc in grado di coprire il lasso di tempo che intercorre con l’approvazione del maxiemendamento alla legge di stabilità”, ossia il provvedimento indicato da Letta come risolutivo.

Secondo Chiodi, “questo provvedimento eviterà che imprese e datori di lavoro, che in questi giorni stanno preparando le buste paga dei dipendenti, applichino decurtazioni relativamente al mese di novembre”.

Chiodi assicura che l’attenzione del Governo nazionale verso le istanze degli aquilani è massima.

“Di sicuro, a breve – conclude – ci sarà l’annuncio dell’ordinanza-tampone, in attesa di misure eque e di più ampio respiro”.

L’IMPEGNO BIPARTISAN DEI PARLAMENTARI ABRUZZESI

Lavoro su due fronti per i parlamentari abruzzesi impegnati, in queste ore, a trovare una soluzione per ottenere una nuova proroga per la restituzione delle tasse “congelate” ai cittadini dell’Aquila e del cratere a seguito del terremoto.
 
Alle 13 si sono incontrati agli uffici comunali di Villa Gioia il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, il deputato democrat Giovanni Lolli, i senatori Alfonso Mascitelli (Idv) e Luigi Lusi (Pd), era presente anche il consigliere regionale del Pdl Luca Ricciuti in rappresentanza del senatore Filippo Piccone, coordinatore abruzzese del partito berlusconiano, impegnato a Roma con il collega e suo vice Fabrizio Di Stefano e il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, in un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri Gianni Letta che dovrebbe portare qualche novità.
 
Al telefono con AbruzzoWeb, Di Stefano si è detto “fiducioso” sulla vicenda. “Rimane il problema della copertura finanziaria – ha aggiunto – ma stiamo lavorando per capire dove possono essere reperite le risorse necessarie”.
 
“In queste ore c’è un grande lavoro portato avanti da un gruppo trasversale di rappresentanti politici – ha concluso – segno dell’importanza dell’obiettivo e della volontà di risolvere la questione senza conflitti o rivendicazioni di parte”.
 
Lolli, invece, a margine del vertice aquilano ha sottolineato che “ci sono ancora margini per poter attaccare il rinvio delle tasse al maxiemendamento del governo sulla legge di stabilità”.
 
“Il provvedimento – ha spiegato Lolli – può essere ancora subemendato, quindi abbiamo un ulteriore strumento in mano per giungere alla proroga dei pagamenti”.

IL MINI-VERTICE TRA CIALENTE E SINDACI

Mini-vertice di circa mezz’ora sulla questione-tasse tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e pochi “colleghi” dei comuni del “cratere”.

Un’assenza, quella di numerosi sindaci, che è stata sottolineata negativamente da alcuni amministratori. Tra i presenti, Cagnano, Tornimparte, Capitignano, Villa Sant’Angelo, Fossa, Pizzoli, Barisciano, Rocca di Mezzo e Barete.

L’ultima ipotesi rimasta sul tavolo è quella proposta dal coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, e sposata dal senatore del Pd, Giovanni Legnini, di un provvedimento urgente, ordinanza o meglio decreto, che sarebbe immediatamente efficace, per far slittare i termini a dicembre così da avere ancora un mese di ossigeno per trovare la copertura finanziaria per congelare la restituzione di quanto sospeso nei mesi dell’emergenza-terremoto.

Nel corso del vertice è stata data lettura del lancio d’agenzia con le dichiarazioni del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, per il quale si troverà la soluzione entro novembre.

Una rassicurazione alla quale, però, secondo i sindaci ora devono seguire i fatti, ossia un sì o un no netto alla proposta di decreto.

In quest’ottica il sindaco Cialente si è impegnato a far arrivare un messaggio allo stesso Letta e anche al premier, Silvio Berlusconi, per perorare la richiesta del provvedimento ad hoc.

Questa soluzione tampone, è stato evidenziato, non risolverebbe comunque il problema della copertura finanziaria di un eventuale, successivo slittamento.

Ogni semestre di slittamento, infatti, si stima costi circa 50 milioni. Entro il 31 dicembre nel bilancio dello Stato dovrebbero rientrare 100 milioni, perciò per prorogare la sospensione della restituzione fino a luglio ne servirebbero 150.

Dagli ordini dei commercialisti e dei ragionieri è stato sottolineato che per i datori di lavoro, per chi fa le buste paga, non c’è obbligo di ritirare subito i soldi: il singolo cittadino potrebbe farlo con un modello F24 e in quel caso la scadenza è al 30 novembre.

Resta fissato il calendario della mobilitazione: domani alle 15.30 in occasione del Consiglio regionale i sindaci manifesteranno davanti a palazzo dell’Emiciclo, Cialente ha invitato i colleghi a essere presenti con gonfaloni e fasce tricolori.

Mercoledì un nuovo incontro tra Cialente e gli altri sindaci, che gli intervenuti a quello di oggi hanno sperato sia più affollato.

Venerdì, alle 15, sempre alla Villa comunale nuova manifestazione.

“C’è un enorme allarme sociale – ha attaccato Cialente – soprattutto tra le imprese: la restituzione immediata porterebbe a un impoverimento decisivo del territorio e il congelamento degli acquisti negherebbe anche la boccata d’ossigeno del periodo natalizio”.

LE REAZIONI


PEZZOPANE: ”VOGLIAMO UN ATTO SCRITTO CON COPERTURA FINANZIARIA”

“Con tutto il rispetto per il sottosegretario Letta e per il commissario Chiodi, questa volta vogliamo un atto scritto dal parlamento e dal Governo con relativa copertura finanziaria. Promesse e rassicurazioni lasciano ormai il tempo che trovano”.

Lo afferma in una nota l’assessore comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane.

“Sono mesi – scrive  – che chiedevamo di affrontare per tempo questa situazione e solo ora che stanno arrivando i tagli alle buste paga si cerca di mettere una ‘pezza a colori’”.

“Ringrazio i senatori del Pd e dell’Idv – afferma – che consentiranno, attraverso la presentazione di emendamenti al testo di legge sulla stabilità, di affrontare la questione nel dibattito parlamentare, a partire dalla commissione Bilancio del Senato”.

“Ci aspettiamo un lavoro sinergico e unitario da parte di tutte le forze politiche per ottenere quanto dovuto. L’Aquila insorga, per i propri diritti calpestati”, sbotta la Pezzopane, che lancia un appello.

“Unità di intenti tra il Comune dell’Aquila e gli altri sindaci del ‘cratere’ per una mobilitazione forte, coesa e finalizzata al raggiungimento di obiettivi concreti e non a strappare l’ennesima promessa”.

“Siamo tutti determinati a rendere visibile al Paese un dramma dimenticato, che ormai ha superato ogni soglia di emergenza sociale – commenta ancora l’assessore – La nostra tragedia è una delle tante in un’Italia sempre più povera che si sente trascurata da un Governo il cui capo dimostra davanti a tutta l’Europa di ignorare i problemi”.

“Mentre si allunga la lista dei poveri, come dei cassintegrati e dei disoccupati, sentir parlare di ristoranti pieni è infatti una risata in faccia al nostro dramma. Quanto sono lontani i tempi delle passerelle e dell’utilizzo del nostro dolore a soli scopi elettoralistici…”, scrive criticando il premier, Silvio Berlusconi.

“Dopo due anni e mezzo torniamo di nuovo in piazza per ottenere ciò che è stato dato agli altri – conclude l’assessore – Chiediamo non solo un rinvio del pagamento, ma anche un provvedimento che stabilisca l’abbattimento del 60 percento delle tasse da restituire, così come è stato fatto per Marche ed Umbria”.

PICCONE E DI STEFANO DA LETTA,  ”FIDUCIOSI”

“Siamo fiduciosi di poter ottenere la proroga del pagamento delle tasse all’interno dell’area del cratere sismico”.

Lo afferma, in una nota, il coordinatore regionale del Pdl Abruzzo, senatore Filippo Piccone.

“Oggi a Roma, insieme al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e al collega Fabrizio Di Stefano – dichiara – lavoreremo per questo importante problema, per gran parte della giornata, anche attraverso un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta“.

“Per tale motivo – conclude Piccone – non potremo essere presenti all’incontro organizzato all’Aquila, ma la presenza di oggi nella Capitale è necessaria e soprattutto fondamentale”.

DE MATTEIS: “LETTA CONFERMA INFORMAZIONI IN NOSTRO POSSESSO”

“Le parole di Letta sulle tasse confermano quelle che erano le informazioni in nostra conoscenza: già da domani dovrebbe essere noto il testo inserito all’interno del maxi emendamento della legge di stabilità”.

Lo ha detto il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis,  commentando l’annuncio del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, fatto a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Ora – ha detto ancora De Matteis – è necessario intervenire rapidamente per evitare che le varie amministrazioni richiedano, a partire dalla fine del mese, la maxirata dell’anno 2011. Pertanto – ha concluso il Vice Presidente – si valuterà nell’immediato la soluzione più rapida ed efficace tra decreto legge, ordinanza o circolare del Commissario”.

SINDACATI POLIZIA: PROTESTIAMO MA POLITICA SI E’ RIDOTTA ALL’ULTIMO

“Grave e inaccettabile che gli amministratori e i parlamentari si siano ridotti ancora una volta all’ultimo minuto per risolvere un nodo fondamentale per L’Aquila e l’intero Abruzzo, ipotizzando a proroga praticamente scaduta, decreti legge d’urgenza da una parte ed emendamenti dall’altra”.

Questa la frecciata che le sigle riunite dei sindacati di polizia scoccano al mondo della politica, reo di aver atteso troppo per prendere di petto la questione della proroga della restituzione delle tasse sospese.

“Per questi motivi – si legge nella nota – i poliziotti prenderanno parte alla manifestazione organizzata dalla municipalità e confederazioni sindacali per domani 8 novembre dinanzi il palazzo dell’Emiciclo in segno di solidarietà e protesta. Allo stesso modo e per le stesse ragioni prenderanno parte al corteo previsto per venerdì 11 novembre”.

L’adesione alla protesta è stata deliberata oggi nell’assemblea generale convocata d’urgenza da tutti i sindacati di polizia nei locali vicini ai container che ancora oggi ospitano la questura del capoluogo.

Un’assemblea molto partecipata anche dai dipendenti dell’amministrazione civile del ministero dell’Interno.

Nel corso dell’incontro è stato stigmatizzato “il trattamento discriminatorio che il Governo sta riservando ai terremotati aquilani rispetto ai cittadini colpiti da altre calamità”.

“La partecipazione di una delegazione dei sindacati di polizia all’assemblea convocata dal sindaco, Massimo Cialente, e a quella tenuta sabato scorso dal senatore Filippo Piccone – si legge nella nota – ha permesso di comprendere dal vivo e a fondo quanto sia grave e compromessa l’attività produttiva ed economica di questo territorio, nel cui contesto, concatenati nella filiera economica territoriale si trovano i dipendenti dello Stato, gli artigiani, i commercianti, la piccola e media impresa”.

“Il disagio di uno solo di questi tasselli, determinerebbe una crisi gravissima e irreversibile”, concludono i poliziotti.

Alla protesta aderiranno le segreterie provinciali di Siulp, Sap, Siap, Silpcgil, Uilpolizia, Uglpolizia di Stato, Coisp e Consap.

CISL: “BONANNI INTERVERRA’ SU LETTA”

Il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, ha partecipato al Consiglio nazionale della Cisl, a Roma, presenti tutti i segretari regionali e il Segretario generale Cisl, Raffaele Bonanni.

Nel corso di un colloquio tra Giorgi e Bonanni è stata affrontata la delicata questione relativa alla restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

“Bonanni”, dichiara Giorgi, “ha garantito il suo intervento nei confronti del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, e di altri membri del Governo, al fine di sostenere concretamente la richiesta di una nuova proroga, che arriva dal territorio aquilano. Il nostro Segretario conoscendo appieno le difficoltà sociali-economiche e industriali della nostra città, che paga lo scotto di una crisi nazionale, a cui si è sommata l’emergenza scaturita con il sisma, da abruzzese non ha fatto mistero della vicinanza al popolo aquilano e del suo impegno fattivo per sboccare una situazione che rischia di diventare esplosiva, con pesanti conseguenze per il tessuto locale”. 

“La Cisl, come già preannunciato”, prosegue Giorgi, “aderirà in modo incondizionato ad ogni tipo di manifestazione per richiamare il Governo centrale alle proprie responsabilità. Le promesse fatte in modo corale nei mesi passati agli aquilani, di un sostegno economico tale da garantire la sopravvivenza in una fase tanto delicata, vanno mantenute. Ribadiamo”, conclude il segretario regionale Cisl, “la necessità di individuare uno strumento definitivo, che vada a sostituire le continue proroghe, e che stabilisca in modo chiaro i tempi e la percentuale di tasse e tributi che gli aquilani saranno chiamati a restituire”.

CHIESA VICINA A CHI PROTESTA

 “La Chiesa dell’Aquila è pienamente solidale con tutti coloro che manifesteranno domani 7 novembre per chiedere al Governo il rinvio della restituzione delle tasse sospese a causa del sisma del 2009”, così l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Giuseppe Molinari, dichiara in una nota in merito alla mobilitazione prevista nel capoluogo per la giornata di domani.

“Essendo inagibili la maggior parte delle chiese  e dei campanili della città, saranno i parroci a scegliere la modalità migliore con cui aderire alla manifestazione organizzata per domani”, conclude Molinari.

VERINI E LEOPARDI (FLI): ”SI’ A PROTESTA, L’AQUILA E’ DI TUTTI”

“Noi parteciperemo alla mobilitazione aquilana per il rinvio della restituzione delle tasse, insieme a tutti i nostri concittadini!”, hanno dichiarato in un comunicato Enrico Verini e Maurizio Leopardi.

“Non è giusto – continuano nella nota – passare sopra al fatto che persino in questo momento così difficile, il sindaco Massimo Cialente abbia perso l’occasione di mostrarsi davvero come il sindaco di tutti, capace di unire”.

“Venerdì infatti – prosegue la nota – Cialente ha giustamente convocato tutte le categorie per organizzare la mobilitazione, a nome del comune che è di tutti e non solo suo, ma ha preferito, nel farlo, evitare di convocare anche tutti i capigruppo comunali e persino gli assessori, scegliendo come sempre di essere accompagnato solo dall’immancabile Stefania Pezzopane e da Giovanni Lolli. La solita triade che da 20 anni spopola in città, gli stessi nomi che vorrebbero evidentemente ipotecare anche i prossimi 20 venti anni”.

“Noi riteniamo che non sia giusto in questo momento, chiudersi dentro i propri circoli, le proprie logiche, i propri partiti, ma sarebbe il caso di esser capaci di stare insieme volando alto, come delle aquile appunto e non essere piccioni che aspirano a beccare in terra…”, dichiarano Leopardi e Verini.

“Nonostante questo – proseguono nel comunicato – noi non cadremo nel difetto che oggi denunciamo, quello di dividere! ci saremo a prescindere, perché L’Aquila, a prescindere, è di tutti, compresi coloro che non hanno fatto il liceo con la Pezzopane, l’universita con Cialente, le passeggiate in montagna con Lolli”.

“Ci piacerebbe vedere almeno una volta il sindaco spogliarsi dei panni della sua parte, ponendosi come il rappresentante davvero di una città che rema nella stessa direzione, compatta, ma del resto, sin dai giorni successivi al sisma, invece di fare ciò aprendo a tutti, egli ha sempre preferito chiudersi nel suo mondo, troppo piccolo per l’enormità dei problemi che viviamo”, concludono.

CISL, CGIL E UIL SI APPELLANO A SEGRETARI NAZIONALI

I segretari generali Gianni Di Cesare, Maurizio Spina e Roberto Campo, rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil d’Abruzzo hanno indirizzato una lettera ai segretari nazionali delle stesse confederazioni sindacali, in ordine Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, per chiedere un intervento nei confronti del Governo e del sottosegretario al Consiglio dei ministri, Gianni Letta, al fine risolvere in modo definitivo e in tempi brevi, la proroga dei termini di scadenza delle tasse per il territorio colpito dal sisma del 6 aprile 2009.   

“L’intervento urgente – si legge nel documento – si rende necessario in quanto siamo in presenza di un territorio che vive ancora profonde criticità ed un serio rischio sulla tenuta dell’economia locale e delle famiglie, infatti la ricostruzione pesante è ancora ferma, mentre le risorse per il rilancio dell’economia sono bloccate e la mancata proroga sulla restituzione delle tasse determinerebbe conseguenze gravi in tutta l’area colpita dal sisma”.

“La condivisione unanime da parte della comunità tutta delle istituzioni regionali e delle forse politiche sulla richiesta della proroga – affermano i sindacati abruzzesi – rappresenta un elemento importante da evidenziare”.

“L’attuale situazione di tensione presente a livello nazionale – si legge ancora nel documento – non può determinare una ulteriore penalizzazione della nostra regione a partire dal territorio colpito dal terremoto”.

Di Cesare, Spina e Campo concludono la lettera con la speranza di poter contare sull’autorevole intervento dei sindacali nazionali “per mettere le popolazioni colpite dal terremoto in condizioni di poter affrontare le gravi difficoltà ancora presenti, con maggiore serenità”.

D’ERAMO (LA DESTRA): “FIDUCIOSI SU SOLUZIONE POSITIVA”

“Continuiamo a essere fiduciosi in una soluzione positiva della vicenda tasse, ma questo non ci esime dal partecipare alla manifestazione di martedì. Ribadiremo insieme a tutti i nostri concittadini la necessità della proroga e dell’abbattimento del pagamento delle tasse”.

Lo annuncia il segretario regionale della Destra e capogruppo al Consiglio comunale dell’Aquila, Luigi D’Eramo.

“L’Aquila non è in grado di pagare, l’economia è in ginocchio, i commercianti e gli imprenditori sull’orlo della crisi, i dipendenti rischiano il taglio di gran parte del loro stipendio. Le richieste di noi aquilani – osserva D’Eramo – sono giuste e devono essere prese in assoluta considerazione. Questa non deve essere una lotta tra parti politiche, ma la legittima rivendicazione di una comunità che continua a soffrire le cause di un terremoto devastante. Oggi non è il tempo delle polemiche studiate a tavolino, anche perché gli aquilani sanno distinguere benissimo tra chi opera e chi parla”.