L’AQUILA – Continua a tenere banco la questione tasse e restituzione delle imposte sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009 dopo la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che definiva modalità e tempistica per le restituzioni.
Secondo l’assemblea cittadina, che parla “di sospetta puntualità dell’ufficio che in altri casi, vedi la scadenza del 30 giugno, non solo non si è pronunciato ma, a domanda specifica posta anche dalle categorie professionali, non è stato in grado di dare risposta ufficiale”, la nota diffusa il 24 novembre scorso dipenderebbe “da una carenza normativa”.
La comunicazione dell’Agenzia sembrerebbe, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali, smentito da quanto affermato qualche giorno dal premier, Silvio Berlusconi, che aveva annunciato per i terremotati abruzzesi lo stesso trattamento fiscale riservato alle popolazioni di Umbria e Marche, mentre il consigliere regionale del Pdl Luca Ricciuti aveva parlato di “provvedimento fuori luogo e immotivato”.
“Una tale solerzia da parte dell’Agenzia delle Entrate sia nel comunicare che da gennaio 2011 si comincerà la restituzione delle imposte sospese, sia nel procedere all’iscrizione a ruolo quanto derivante dagli accertamenti fiscali non definiti alla data del 6 aprile 2009, dovrebbe essere combattuta dal Presidente della Regione, dal Prefetto e dal Presidente della Provincia (due su tre “tecnici del settore” nella vita normale!), ma essi invece, ancora una volta, proni al volere del Governo e specificatamente del Ministro Tremonti, Tacciono!
Per questo gli esponenti dell’Assemblea cittadini, concludono affermando “Per questo motivo si rafforza in noi la convinzione dell’importanza di una legge. Per questo motivo l’abbiamo scritta e stiamo raccogliendo le firme. Per questo motivo non vogliamo commissari ed accoliti, ma una legge con norme chiare”.
LA NOTA COMPLETA DELL’ASSEMBLEA CITTADINA
L’Agenzia delle Entrate, nel rispetto della normativa vigente, ha diramato gli adempimenti che i cittadini del cratere devono svolgere a partire dal 1 gennaio 2011 per la restituzione delle tasse sospese a seguito del sisma del 6 aprile 2009, come decretato nel D. L. 77/2009 convertito nella L. 39/2009.
Vogliamo sottolineare la “sospetta” puntualità da parte dell’Ufficio che in altri casi, vedi la scadenza del 30 giugno, non solo non si è pronunciato ma, a domanda specifica posta anche dalle categorie professionali, non è stato in grado di dare risposta ufficiale, tanto che, nel più assoluto marasma, i cittadini ed i professionisti sono andati avanti sulla base di interpretazioni “personali”.
Ma, cosa più importante, vogliamo far notare che il comportamento dell’Agenzia delle Entrate, nasce da una carenza normativa: il Governo, e conseguentemente gli organi che da Esso dipendono come l’Agenzia delle Entrate, naviga a vista e, come è sempre successo in questi 19 mesi, prenderà in esame il problema solo in prossimità della scadenza.
È carente, e sono mesi che lo ripetiamo in tutte le nostre piattaforme poste alla base delle manifestazioni, la pianificazione della restituzione delle tasse sia nella tempistica che nelle modalità: nella legge di iniziativa popolare abbiamo specificato e previsto le modalità di restituzione e gli adempimenti fiscali necessari per avviare la stessa; abbiamo chiesto di poter definire prima un esercizio fiscale poi il successivo e non come previsto attualmente; abbiamo chiesto un uguale trattamento con casi analoghi (Umbria e Marche, Molise, Alessandria).
Invece, l’Agenzia delle Entrate non solo per la prima volta interviene con sospetta puntualità nel comunicare le modalità ed i tempi di restituzione, ma, in forza di un’interpretazione restrittiva della norma relativa alla sospensione delle tasse “obbligatorie”, ritiene versamenti “volontari” e quindi non sospesi, quelli derivanti da accertamenti fiscali con conseguente iscrizione a ruolo per gli avvisi non definiti e per i quali alla data del sisma erano ancora pendenti i termini per proporre ricorso o per definire l’accertamento con adesione.
Ulteriormente “punitiva” per il territorio del cratere, nonchè non giustificata, la scelta di smembramento delle funzioni, che sottrae all’ufficio territoriale dell’Aquila le funzioni di accertamento e controllo, scelta che si traduce in un aumento di costi e oneri a carico dei contribuenti dell’Aquila.
Una tale solerzia da parte dell’Agenzia delle Entrate sia nel comunicare che da gennaio 2011 si comincerà la restituzione delle imposte sospese, sia nel procedere all’iscrizione a ruolo quanto derivante dagli accertamenti fiscali non definiti alla data del 6 aprile 2009, dovrebbe essere combattuta dal Presidente della Regione, dal Prefetto e dal Presidente della Provincia (due su tre “tecnici del settore” nella vita normale!), ma essi invece, ancora una volta, proni al volere del Governo e specificatamente del Ministro Tremonti, tacciono!
Per questo gli esponenti dell’Assemblea cittadini, concludono affermando “Per questo motivo si rafforza in noi la convinzione dell’importanza di una legge. Per questo motivo l’abbiamo scritta e stiamo raccogliendo le firme. Per questo motivo non vogliamo commissari ed accoliti, ma una legge con norme chiare”.
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