L’AQUILA – “Il 29 gennaio, quando c’è stato l’avvicendamento tra la Protezione civile e il Commissario delegato per la ricostruzione e il suo vice, eravamo convinti che la vicinanza del Governo si mantenesse costante. Ma così non è stato. Al momento, all’Aquila, ci sono ancora 32 mila persone senza casa”. La situazione è stata denunciata dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nel corso della seduta straordinaria odierna del Consiglio comunale.

“Finalmente – ha spiegato il primo cittadino – siamo riusciti ad avere un incontro decisivo con Governo e con la Protezione civile, dal quale è emerso che non ci sono più soldi per affrontare la tragedia, da tutti riconosciuta come la più grande del paese negli ultimi cento anni. E non ci sono soldi neanche per l’emergenza”.

“È con gli occhi bassi – ha aggiunto Cialente – che incontro gli imprenditori che hanno eseguito lavori e puntellamenti e che, non avendo ricevuto contributi, non sanno più dove attingere”. Dei circa 500 milioni di euro necessari nell’immediato, ha snocciolato il sindaco ne sono adesso giunti 122, 44 dei quali già destinati ai rimborsi per lavoratori autonomi e attività produttive. Un’altra boccata di ossigeno è giunta dalla Regione che ha stanziato 35 milioni di euro. Ma non è sufficiente”.

“Manca la liquidità – ha rimarcato ancora Cialente – mancano mille appartamenti e altrettanti di edilizia pubblica recuperabili sono fermi li’ per mancanza di fondi”.

“Siamo come chi – ha concluso Cialente in riferimento al pagamento e rimborso tasse – compiendo una scalata perde un appiglio e rimane sospeso nel vuoto. Non è pensabile che qualcuno possa tagliare la corda lasciandoci precipitare nel vuoto”.