L’AQUILA – Tutto pronto per il summit domani in Regione Abruzzo all’Aquila, a Palazzo Silone, con associazioni di categoria, sindaci del territorio e sindacati per stabilire modi e tempi dell’azione di protesta per la restituzione, milionaria, delle tasse sospese dopo il sisma del 2009.
Restituzione pretesa dalla Commissione europea che ha considerato quella sospensione un vero e proprio aiuto di Stato.
Un summit convocato dal vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, poco prima delle festività pasquali in un clima infuocato per una vicenda che, ammette Lolli ad AbruzzoWeb, in linea con gli altri duri giudizi di questi giorni, “rischia di annientare economicamente un intero territorio”.
“Per noi questa vicenda ha l’importanza che ha la vicenda Ilva a Taranto – spiega Lolli – Siamo pronti ad azioni clamorose di protesta, ma siamo anche consapevoli di poter e voler dialogare con l’attuale governo di Roma che sa benissimo quali sono le nostre proposte”.
“Proposte ragionevoli – continua il vice presidente – ma al tempo stesso molto ferme. Se poi l’attuale governo non ci ascolterà, vorrà dire che ci rivolgeremo al futuro governo”, annuncia quindi il numero due di Palazzo Silone, evidentemente polemico per la decisione presa dalla presidenza del Cosiglio dei Ministri che, anziché farsi notificare l’infrazione da parte della Commissione europea, ha nominato un commissario incaricato del recupero, Margherita Calabrò, dirigente dell’Agenzia delle Entrate nonostante le rassicurazioni date dalla politica nazionale di allungare i tempi a dopo il 6 aprile, dopo cioè il nono anniversario del sisma che provocò 309 morti e 1.500 feriti.
Un atto considerato da più parti un tradimento politico.
Secondo quando si è appreso sono state notificate circa 350 istanze di pagamento, tutte al di sopra dei 100mila euro, ma con picchi di milioni di euro, con la scadenza perentoria di 30 giorni. C’è chi parla di 300 milioni complessivi comprese multe e sanzioni.
Insomma oltre al danno la beffa. Imprenditori e professionisti titolari di partite Iva si sono riuniti fisicamente e si tengono in contatto addirittura con un gruppo su wa aperto al momento.
Lolli poi precisa che “questa non è solo una battaglia di chi ha ricevuto la cartella esattoriale. Se si tolgono all’economia aquilana e del territorio decine e decine di milioni di euro in un colpo solo, il tracollo è di tutti”.
“Cosa dicono a Bruxelles? Per il momento siamo fermi a una cosa che deve risolvere il governo italiano. I modi per risolvere la cosa ci sono, bisogna solo metterli in pratica”, conclude.



