L’AQUILA – Ventimila aquilani tutti assieme in corteo probabilmente non si erano mai visti. Una sfilata così lunga, dalla Villa Comunale, alla Fontana Luminosa, a via della Croce Rossa, fino al casello autostradale dell’Aquila Ovest, ugualmente non si era mai vista.
Senza incidenti, senza momenti di tensione in fondo nemmeno quando è stato bloccato il traffico in autostrada e, soprattutto, senza simboli di partito, con amministratori di centrodestra e di centrosinistra fianco a fianco. Insomma, dal punto di vista logistico, questa manifestazione è stata un capolavoro.
Partito intorno alle 16 dalla Villa Comunale, il corteo si è dipanato lungo il corso, raggiungendo piazza Duomo, i Quattro Cantoni, e proseguendo lungo il “corso stretto”, riaperto di recente, fino ad arrivare alla Fontana Luminosa. Piena di bandiere neroverdi, la carovana è scesa lungo viale Gran Sasso e ha svoltato per via della Croce Rossa.
Mentre l’auto d’apertura ripeteva al megafono i motivi della protesta, un rumorosissimo camioncino sparava a tutto volume il famoso scherzo telefonico di Mario Magnotta, scomparso bidello aquilano, diventato testimonial della manifestazione con lo slogan “Che te debbo dà?”.
Il serpentone ha raggiunto la “lunghezza” anche di tre chilometri, quando è arrivato alla rotonda e poi ha proseguito lungo la statale 17, nella direzione originariamente prevista, quella del piazzale ex Italtel. All’improvviso, ma neanche tanto, la svolta, con la deviazione verso l’autostrada A24. Un “segreto di Pulcinella”, questo cambio di destinazione, come si evinceva dalle facce sghignazzanti dei sindaci, che per un pomeriggio hanno tralasciato i problemi dell’ordinaria amministrazione riscoprendosi manifestanti e schierandosi in prima linea per forzare i blocchi.
Guardati a vista dalle forze dell’ordine, che non hanno tenuto un atteggiamento troppo intransigente, i manifestanti hanno guadagnato metro dopo metro, rampa dopo rampa, viadotto dopo viadotto, e percorso qualche chilometro di A24 in direzione Roma, fino ad arrivare a un chilometro e mezzo dall’area di servizio “Valle Aterno”, prima di invertire a “U” la marcia e tornare indietro al casello. Intanto, l’arcivescovo Giuseppe Molinari celebrava la messa come previsto nel tendone della parrocchia di Pile.
Il sindaco Massimo Cialente, commosso, ancora senza fascia, ha concluso l’evento improvvisando un comizio sopra il camioncino: “Una giornata che nessuno dimenticherà mai, grazie a tutti”, ha detto. E quasi a esorcizzare in modo esteso il rischio tasse, ha suscitato l’ilarità generale un’aquilana che, tornando a piedi verso il casello, ha chiosato: “I casellanti oggi si sono riposati, adesso non è che ci fanno paga’?”.
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CIALENTE: ”UN PROBLEMA DI TUTTI GLI ITALIANI”
L’AQUILA – “Oggi vogliamo parlare agli italiani. Il nostro dramma deve tornare ad essere italiano, perchè non è un problema solo dell’ Aquila ma del Paese.” Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, prima della partenza del corteo.
“C’è stato un progressivo asciugarsi del rivolo – ha aggiunto Cialente – la stessa Protezione Civile ha lasciato debiti, uno su tutti quello degli alberghi per i mesi da settembre a dicembre 2009”.
Per quanto riguarda la fascia tricolore, che il sindaco tiene in mano come nelle sue ultime uscite pubbliche, Cialente ha detto che “oggi i sindaci del cratere si riconoscono dal tricolore in mano”.
PROTEZIONE CIVILE: ”NON ABBIAMO LASCIATO DEBITI”
L’AQUILA – Mentre proseguiva la manifestazione contro le tasse all’Aquila, arrivavano già le prime note di risposta per l’accusa che poche ore fa il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, ha rivolto alla Protezione civile: “Ha lasciato debiti, soprattutto negli alberghi”.
“Spiace leggere le affermazioni del sindaco dell’Aquila – spiega la nota – che paragona la protezione civile ad un debitore insolvente. Affermazioni -prosegue – che manifesta ingratitudine ed e’ anche profondamente sbagliata, poiché in Abruzzo nessun debito e’ stato lasciato dalla protezione civile”.
“Infatti – spiega la nota – per quanto riguarda gli alberghi, che nel momento della massima emergenza hanno accolto fino a 37.000 persone, la protezione civile ha erogato alla Regione Abruzzo oltre 180 milioni di euro, così come richiesto dal Presidente, commissario delegato, Gianni Chiodi”.
La Protezione civile gira quindi le responsabilità dei debiti al commissario per la ricostruzione e prosegue: “Siamo certi che l’affermazione di Cialente non interpreti in alcun modo il pensiero degli aquilani e dei cittadini abruzzesi, che sono stati soccorsi ed assistiti fin dal momento immediatamente successivo alle 3.32 del 6 aprile del 2009”.
DEL CORVO: “ISTITUZIONI PORTANO MESSAGGIO POPOLAZIONE”
L’AQUILA – “E’ giusto essere qui perchè in queste situazioni le istituzioni si devono fare portatrici del messaggio della popolazione”. Lo ha detto il presidente della provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, alla partenza del corteo.
“Gli ultimi provvedimenti – ha aggiunto – ci lasciano soddisfatti a metà: 800 milioni permetteranno di saldare i debiti dell’emergenza, mentre per quanto riguarda la restituzione delle tasse, sei mesi di proroga ci consentiranno di lavorare ancora alla soluzione”.
LOLLI: ”L’AQUILA E’ UNA POLVERIERA”
L’AQUILA – ”Spero che questa manifestazione apra gli occhi perchè L’ Aquila è una polveriera”. Lo ha detto il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, durante il corteo in corso all’Aquila sulla questione tasse.
”L’annuncio di ieri di Letta e Chiodi neanche lo commento, perchè in politica si commentano gli atti, non le parole. E’ una mossa totalmente insufficiente, continua la via crucis”.
”Per il pagamento – ha aggiunto Lolli – siamo già fregati: non è in discussione che da luglio si riparte. Per quanto riguarda la restituzione la proroga non è quello che chiediamo noi, l’ Inps ha già messo in pagamento e non si blocca con una conferenza stampa di Letta”.
BENEDETTI: ”OBIETTIVO TASSA DI SCOPO E ZONA FRANCA”
L’AQUILA – ”Non si poteva non esserci anzi, noi siamo tra i promotori”. Lo ha detto il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti.
”Per quanto riguarda i futuri scenari – ha aggiunto – dobbiamo marciare verso due grandi obiettivi: la tassa di scopo per la ricostruzione e la zona franca urbana. La proroga della restituzione è un pialliativo, però ci vuole, perchè aiuta questa economia ”drogata” che per ora sostituisce l’economia vera”.
SILVERI: ”NON CI PIANGIAMO ADDOSSO”
Al corteo presente anche il manager della Asl aquilana, Giancarlo Silveri. ”Ci sono – ha dichiarato – mi fa piacere esserci e mi fa piacere vedere tante persone. Questa cosa non è fatta per piangerci addosso, siamo sulla strada giusta per la ripresa, anche moralmente”.
CARLOMAGNO: ”SINDACO E CITTADINI DALLA STESSA PARTE”
Di tassa di scopo ha parlato anche il direttore dell’Accademia delle Belle arti, Eugenio Carlomagno, che ha spiegato che ”la tassa di scopo è l’unica soluzione per un ritardo di 14 mesi difficile da riparare. Il sindaco ci ha messo troppo tempo per capire che i cittadini sono dalla sua parte, e lui deve essere dalla parte dei cittadini”.
NUMEROSI I GONFALONI ALLA MANIFESTAZIONE
L’AQUILA – Oltre che i gonfaloni della Regione Abruzzo, della provincia e il comune dell’Aquila, alla sfilata sono presenti anche quelli di Castevecchio Subequo, Tornimparte, Barisciano, Tione degli Abruzzi, Goriano Sicoli, Barete, Torre de’ Passeri, Fontecchio, Capitignano, Montereale, Popoli, Bussi sul Tirino, Acciano, Pizzoli, San Demetrio ne’ Vestini, Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio, Cagnano Amiterno, Capestrano, Rocca di Mezzo, Gagliano Aterno, Castelvecchio Calvisio, Prata d’Ansidonia, Carapelle Calvisio, Scoppito, Fagnano Alto, Lucoli e Ovindoli.
SULLA COLLINA DI ROIO GRANDE SCRITTA ”SOS”
L’AQUILA – Una grande scritta, “Sos”, sulla collina di Roio, che sovrasta L’Aquila, nello stesso posto dove l’estate scorsa, a ridosso del G8 fu scritto “Yes we camp”.
E’ quella che e’ stata realizzata dai promotori della mobilitazione generale di oggi pomeriggio, alle 16, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale, dei politici sulle lentezze della ricostruzione.
Come quella realizzata durante i lavori del G8, la scritta e’ ben visibile dall’autostrada. Oltre alla scritta diversi cittadini hanno ricevuto sul loro cellulare un sms con su scritto: “Se vuoi che per te e per i tuoi figli, per L’Aquila, ci sia una speranza di futuro, oggi vieni alla Villa Comunale. Non ti far fregare dalle chiacchiere e dai colori politici, qua si lotta per L’Aquila e gli unici colori ammessi sono il nero e il verde”. i Colori della citta’.
LA STANGATA
La lista dei pagamenti che riprenderanno dopo la fine di giugno è corposa. Dal 1° luglio, infatti, si tornerà tutti a pagare Irpef, Irap, addizionale Irpef, contributi (tranne gli autonomi con volume d’affari inferiore a 200 mila euro), Tarsu, Ici, canone Rai e bollo auto.
Per quanto riguarda la restituzione di quanto non pagato nel 2009, è prevista al 100 per cento in almeno 60 rate (5 anni), a partire dal prossimo 1° gennaio 2011, termine spostato in avanti ieri. Le somme non versate nei primi sei mesi del 2010, invece, andranno restituite entro la fine di quest’anno, sempre a decorrere dal 1° luglio prossimo.
Si riparte anche con le bollette delle utenze domestiche: acqua, luce e gas da luglio ricominceranno a correre, il pregresso dovrà essere saldato in 24 rate (due anni).
LE CONTROPROPOSTE
Questo quadro non va assolutamente a genio alla popolazione del “cratere” e del capoluogo in particolare. Più volte esponenti politici di tutti gli schieramenti hanno chiesto “pari trattamento” rispetto a quando accadde nel terremoto di Umbria e Marche: restituzione del 40 per cento e in 120 rate (10 anni!).
Un’altra ipotesi prospettata dai comitati è quella che prevede il congelamento per altri cinque anni di tasse, mutui e imposte, e la successiva restituzione in dieci anni, e senza interessi. Proposte fin qui inascoltate dal Governo centrale.
LA SITUAZIONE
“A oltre un anno dal sisma del 6 aprile 2009 – si legge in una nota del Comitato 3e32 – la ricostruzione è ferma, il tessuto economico al collasso, la città e il territorio rischiano lo spopolamento. Non è ancora completo il quadro normativo per la sistemazione delle case, non ci sono i soldi nemmeno per saldare le spese di emergenza già effettuate, nessuna misura è stata presa per contrastare il tracollo economico. Molti aquilani sono ancora costretti a risiedere fuori città, senza vedere nessuna prospettiva di rientro”.
“In questa situazione – prosegue il Comitato – l’articolo 39 della manovra finanziaria prevede che in tutte le zone colpite dal terremoto si tornino a pagare tutte le tasse e i tributi. Non solo. Si chiede in tempi rapidissimi la restituzione di quanto non versato finora. Per L’Aquila e i comuni del “cratere”, la data del 30 giugno, ultimo giorno di sospensione degli adempimenti fiscali, potrebbe essere quella del secondo terremoto, il terremoto economico”.
L’ASSEMBLEA
“Già da molto tempo – continua – l’assemblea cittadina, organismo di democrazia partecipata dal basso, che ha ripreso il lavoro dei comitati cittadini nati dopo il sisma e l’esperienza del movimento delle carriole, ha affrontato questo problema. L’assemblea ha lanciato una mobilitazione cittadina, invitando tutte le istituzioni, le forze sociali ed economiche, politiche e sindacali ad aderire per sostenere rivendicazioni comuni per tutto il territorio colpito dal sisma. Moltissime sono state le adesioni, a partire dalle principali istituzioni locali”.
La manifestazione si svolgerà all’Aquila, con un corteo che si snoderà dal centro storico (ancora “zona rossa” in larghissima parte chiusa) alla periferia Ovest della città. Un corteo che mostrerà a che punto è la ricostruzione e lancerà le parole d’ordine per le richieste al governo. Sarà un modo per manifestare decisione nelle richieste e unità d’intenti di tutta la popolazione del territorio colpito dal sisma. Per questo sfileranno accanto ai Comitati cittadini i sindaci dei Comuni del cratere con i Gonfaloni, sindacati, associazioni, organizzazioni di categoria.



