TERAMO – “Tutti gli spettacoli, dai piccoli ai grandi eventi, sono stati annullati fino a data da destinarsi, temo ben oltre l’estate. E tutti i musicisti, ‘comuni mortali’, non avranno la benché minima possibilità di guadagnare un centesimo. Per chi vive esclusivamente di musica questo è catastrofico, le loro tasche rimarranno vuote a lungo, come le piazze, i palchi”.
Il teramano Franco Palumbo, in arte Roppoppò, di professione fa il musicista, ma non occorre essere anche un cartomante e saper leggere il futuro in una palla di vetro, per prevedere tempi bui per la sua categoria, tra le più colpite dal punto di vista economico dalla pandemia del coronavirus, e dall’isolamento forzato.
Basti leggere i numeri snocciolati dall’appello inviato dalle principali associazioni che rappresentano l’intera filiera imprenditoriale della musica: secondo le stime a fine stagione estiva ammonteranno a circa 350 milioni di euro le perdite per il solo settore del live.
A questo danno vanno aggiunte poi anche le perdite legate all’indotto, circa 600 milioni di euro, il mancato versamento dei diritti d’autore e connessi, la chiusura degli esercizi commerciali e dei luoghi di aggregazione e la pesante crisi che sta investendo le 60 mila persone che lavorano negli eventi tra gli addetti ai lavori, in particolare i tecnici.
Anche nella fase due, e con la fine del lockdown gli assembramenti saranno vietati, e si preannuncia dunque un periodo molto difficile anche per il cantastorie originario di Penna Sant’Andrea, che si accompagna da quasi 40 anni con il suo inseparabile “ddù bbotte”, organetto diatonico a due bassi, con il quale, insieme alla sua band composta da sei musicisti, impazza in concerti e spettacoli nelle piazze e nei teatri, in occasione di feste patronali, sagre, eventi culturali, facendo rivivere con pungente e sagace ironia, del suo mondo rurale, la vita e le gesta di santi e briganti, la fatica, gli svaghi e l’antica saggezza dei contadini.
Ad ogni buon conto, racconta ad Abruzzoweb,“fortunatamente la quarantena la sto affrontando in campagna, nella vallata di un piccolo torrente, il Rio, che è un affluente del fiume Vomano, a stretto contatto con la natura. Da quando è iniziato questo periodo di restrizione della libertà, ho vissuto diverse fasi. All’inizio ero quasi ipnotizzato dalle notizie allarmanti, cercavo di capire cosa sarebbe successo, come bisognava comportarsi per affrontare l’emergenza sanitaria e la crisi economica che ne sarebbe seguita. In molti mi hanno chiesto di realizzare dei videomessaggi di varia natura, saluti, auguri, istituzionali o di semplice testimonianza #iorestoacasa, devo dire che questo mi ha distolto un po’ dall’incipiente problema del coronavirus”.
“Man mano che passavano i giorni – spiega poi – ho effettuato una scelta fondamentale: ho deciso che mi sarei dedicato alle attività agricole nei giorni di bel tempo, mentre nei giorni di pioggia mi sarei dedicato allo svolgimento delle attività musicali in genere. Non è andata esattamente così perché la passione per il mio lavoro musicale ha avuto la meglio sui lavori di campagna, anche se cerco di portare avanti entrambi”.
Ma in fondo, ad essere sinceri, è solo un ripiego: “Mi manca, sempre di più, ogni giorno che passa, la libertà di poter abbracciare le persone care, gli amici, e poi il rapporto con il pubblico, gli spettacoli, gli applausi, la soddisfazione di aver fatto divertire la gente e anche quella di potersi guadagnare la pagnotta”, confida Roppoppò.
A quest’ultimo proposito, come altri milioni di partite Iva anche Roppopò ha fatto richiesta del bonus da 600 euro, previsto nel decreto “Cura Italia”, rovinandosi però, suo malgrado, la serenità che faticosamente si era conquistato nell’idilliaco rifugio lungo il fiume.
“La domanda l’ho regolarmente inviata – racconta Roppoppo, – ma ad ora nessun accredito. Impossibile sapere se la domanda sia stata accettata e se l’eventuale erogazione andrà a buon fine. Una cosa è certa: i requisiti da rispettare riportati nella circolare Inps del 30 marzo 2020, per la mia categoria sono a dir poco complicati ed escludenti. Bisogna essere iscritti al fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, non essere titolari di trattamento pensionistico diretto, avere versato almeno 30 contributi giornalieri nell’anno 2019, non avere un reddito relativo al 2019 superiore a 50.000 euro, non essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020. Di fatto con questi requisiti, coloro che forse avrebbero maggiore bisogno di un sostegno, saranno tagliati fuori, per quanto 600 euro, rispetto a quello che hanno perso e perderanno in cachet tanti artisti, sono davvero una quisquilia”.
Dopo aver per forza di cose sospeso i lavori di incisione del nuovo cd, Roppoppò sta lavorando a distanza con i componenti del gruppo a nuovi brani musicali e a nuovi video. Due di questi sono stati già pubblicati sul web: un breve videoclip realizzato sulla strofa dell’Aquila contenuta nel brano “E tinghe tinghe tinghe”, su cui sono state montate delle immagini concesse da autori diversi, e il secondo dedicato all’Abruzzo, un filmato home-made nato dal testo scritto da Graziano Paolone e musicato assieme a Vincenzo Irelli.
Infine sta lavorando ad un viaggio virtuale in Abruzzo sempre sul brano “E tinghe tinghe tinghe”, a cui potranno contribuire tutti coloro che invieranno le foto dei loro paesi tramite la pagina facebook di Roppoppò.
Alla domanda, “l’isolamento e la solitudine favoriscono la creatività?” Roppoppò risponde: “La creatività è imprevedibile, non ha padroni: si manifesta all’improvviso, a volte scompare. Spesso ha bisogno di stimoli, a volte di pause. Viaggiare, incontrare gente, entrare in contatto con realtà diverse dalla propria sono esperienze stimolanti che a volte hanno bisogno di un periodo di incubazione, altre invece producono effetti immediati. In questo periodo di relativo isolamento, fortunatamente esistono molti mezzi di comunicazione, molte cose riaffiorano nella mente, riscopriamo anche abilità dimenticate, e seguendo il nostro istinto, forse costretti fisicamente a casa, esplode una creatività carica di un condensato di idee che si trasformano in testi, musiche e progetti”.
Forte resta, confida infine il musicista, la curiosità sul mondo che verrà fuori da questa durissima esperienza.
“Credo che ci sarà una notevole regressione economica che porterà la gente ad essere più attenta, ma spesso anche più cattiva. I buoni resteranno buoni, forse lo saranno ancora più di prima, perché hanno la capacità e la predisposizione di immedesimarsi nei problemi degli altri. Nulla in contrario contro le passerelle della solidarietà, perché purtroppo spesso sono solo tali, ma finite queste rappresentazioni si torna ai problemi reali ai quali bisogna dare risposte concrete. Chi lo dice a parrucchieri, estetiste, baristi, ristoratori, balneatori, titolari di discoteche, artisti, musicisti, compagnie teatrali, che i loro redditi saranno decimati? Chi lo dice a coloro che hanno fatto investimenti e che aspettavano l’arrivo della stagione estiva per rientrare dei capitali investiti? Mi auguro che inizi a circolare il buonsenso tra le persone e raggiunga soprattutto chi è preposto a governarli”. In ogni caso, materia prima per nuove canzoni.






