L’AQUILA – La Giunta comunale convocata con urgenza dal sindaco, Massimo Cialente, in seguito alla vicenda giudiziaria per tangenti che ha colpito il comune dell’Aquila, è terminata, ma le risultanze verranno rese note in una conferenza stampa alle 12 e 30.
Sindaco e assessori parleranno dopo l’incontro con la stampa della questura, come ha sottolineato lo stesso Cialente.
Il suo vice sindaco, Roberto Riga (Api), indagato nell’ambito dell’operazione “do ut des”, è ancora chiuso con la polizia nella sua stanza per la perquisizione.
Cialente ha comunque parlato con i giornalisti e ha spiegato che per lui: “è un fulmine a ciel sereno, mi sento tradito, sono un garantista e chiedo alla magistratura di fare piena luce e controllare ogni angolo del Comune. La cosa drammatica è che qualsiasi ombra getta discredito sull’immagine di una città che deve essere ricostruita. Anche se per quanto si è potuto capire finora, pare che il tutto sia circoscritto a un appalto per la messa in sicurezza di un palazzo. Ma qualsiasi pelo rovina l’immagine dell’Aquila”.
Nel sottolineare che “sono un garantista e spero che tutti gli indagati possano dimostrare la loro estraneità ai fatti”, Cialente ha ribadito che “il 15 dicembre 2009 ho nominato Placidi come vero assessore tecnico in quanto direttore del consorzio dei beni culturali del quale il comune è il maggiore azionista”.
In riferimento a Pierluigi Tancredi, Cialente ha spiegato che “quando non c’era nessuno e la sede comunale era alla Guardia di Finanza e le riunioni si facevano alla scuola di San Francesco, Riga mi disse che il consigliere comunale di opposizione era disponibile a dare una mano. Dopo una settimana Riga mi fece firmare la delega ma in poche ore ricevetti centinaia di sms di cittadini inviperiti e allora dissi a Tancredi che la città non lo voleva e ritirai l’incarico che durò quindi 48 ore. Gli altri arrestati non li conosco”.
In riferimento al vice sindaco Riga, sul quale circolano voci di dimissioni, Cialente ha spiegato che “parlerò con lui”.
“Oggi sarebbe dovuti venire un ministro che ha disdetto la visita perché non ci sono novità. Sono 1.500 giorni che lavoro 12-13 ore al giorno, non posso rimproverami nulla, ribadisco che mi sento tradito, mi sono raccomandato correttezza e trasparenza, abbiamo gli occhi del mondo addosso e bisogna stare attenti anche a prendere un caffè”.






