PESCARA – Il “vuoto progettuale e normativo è riempito da corruzione e malaffare”, a giudizio della Uil che commenta così la recente inchiesta legata alla ricostruzione post terremoto in una nota firmata da Roberto Campo e Pietro Paolelli.

“Chiedemmo una legge quadro regionale sulla ricostruzione – affermano i due esponenti Uil – ma Guido Bertolaso e Gianni Chiodi dissero che era uno strumento rigido, ed era meglio operare con le ordinanze. E nulla è stato fatto, neppure per un accordo quadro regionale sulla ricostruzione, da applicare anche mediante ordinanze. Risultato: non c’è alcun progetto condiviso sulla ricostruzione, manca un quadro normativo adeguato. Condizione ideale per uno spettro di comportamenti che vanno dalla speculazione alla criminalità”.

“Anche sulla ricostruzione, come già sulla sanità – prosegue la nota – il ruolo commissariale non è impiegato come uno strumento di velocizzazione al servizio di obiettivi trasparenti e condivisi, ma sostituisce politica e partecipazione”.

La Uil spera che quest’ultimo episodio “sia almeno colto come l’occasione per finalmente cambiare, discutere pubblicamente il merito e il metodo di un’opera di ricostruzione che per portata e difficoltà non ha paragoni, su cui devono cimentarsi il meglio dell’Abruzzo e dell’Italia, spazzando via profittatori, corruttori, corrotti e banditi”.